Team with benefits

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A cura di Ermanno Frassoni

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[dropcap]C[/dropcap]inema e letteratura non hanno sciupato l’occasione. E così, affermatosi nell’immaginario socioculturale il fenomeno degli «amici con benefici» (letterale dall’inglese), sono presto spuntati, in anni recenti, un film di Bechard, un blockbuster con Timberlake e Kunis, una serie tv della NBC e qualche innocuo volumetto sempre sotto le insegne della filosofia «friends with benefits». A proposito di «benefits»: chi riuscirà a dimostrare, nella sala d’attesa della Formula 1, di possedere i requisiti finanziari per garantirsi lo «slot» di dodicesimo team (ammesso che non ne sparisca qualcuno) al via del Mondiale 2015? La FIA ha infatti annunciato di avere aperto le porte a una nuova squadra, anche se secondo il «volpone» Minardi «non puoi inventarti costruttore dall’oggi al domani». Eppure l’americano Gene Haas, co-owner dello Stewart Haas impegnato in Nascar, la pensa diversamente e si dice sicuro di volerci provare. Comunque vada a finire, l’ex pilota Keegan, che tra i Settanta e gli Ottanta passò agevolmente dallo sponsor Durex (profilattici) a Penthouse (rivista erotica) e Old Smuggler (whisky), assocerebbe forse un’immagine più audace all’espressione «team with benefits».