«Tenda canadese»

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A cura di Ermanno Frassoni

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flags_of_Canada MONTRÉAL – Avanti, c’è posto… Sì, per una volta il richiamo al titolo dello storico film con protagonista Aldo Fabrizi non è gratuito, perché sotto l’angusta «tenda canadese» di Montréal, molto piccola per esigenze di copione, si fa largo tra tutti re Ricc(i)ardo I, al successo inaugurale della carriera, con le strafavorite Google Mercedes a mezzo servizio (emissari di Ferrari e Red Bull sostengono infatti che le W05 di Rosberg e Hamilton si guidino da sole al pari della vetturetta «driverless» uscita dai cancelli di Mountain View). Alla F14T evoluta non basta la «Quiet Revolution» (qui l’ex Domenicali dissentirebbe) invocata da Montezemolo e già demodé in Québec complici le tensioni sociali vissute a queste latitudini negli anni Sessanta del secolo scorso; sesto e decimo è il bottino di Alonso e Raikkonen. Fortuna vuole che ci sia Lance Stroll, quindicenne di Montréal protetto Academy, che almeno ad Adria vince una gara nella «prima» della Formula 4 raddrizzando un weekend da bollino nero (e non rosso). Si scopre intanto che la «coppia motrice» Rosberg-Hamilton non è invincibile e che Massa non sale sul podio nemmeno dove festeggiò Jean Alesi: altro che brake-by-wire (il sistema di frenata assistita), per gli uomini della Stella è stata soprattutto una domenica da «brake-bye-bye».