10 regole per cambiare la Formula 1, quali?

Il mio editoriale, un pò sfogo e un pò provocazione, dell’altro giorno su Formula 1 e IndyCar ha fatto discutere un bel pò. Nei commenti sotto l’articolo, ma anche su Facebook e Twitter, c’è stato un vivace e costruttivo scambio di opinioni. Perfetto!

Ora proviamo a fare il passo successivo, proviamo a stilare una lista di modifiche che ognuno di noi attuerebbe al regolamento sportivo e\o tecnico della Formula 1. Prendendo spunto da qualsiasi cosa, che siano idee personali (rispettabilissime sempre!) o prese in prestito da altre realtà.

Un brainstorming di idee, proposte, soluzioni, e magari qualche provocazione, correlata di breve spiegazione che ne faccia capire bene motivazioni e scopi. Metti che magari qualcuno poi le legge…

Dai commenti si è evinto che per molti, non tutti, ma molti, la F1 ha i piloti, i marchi, i soldi, buona parte dei circuiti, la storia, la competizione tecnica ma manca di una cosa di cui la Indy sembra non difettare: l’anima. L’essenza genuina delle corse, la libera lotta tra piloti e il conseguente, genuino e non artefatto, spettacolo in pista.

Avendone la possibilità, quali sono le 10 cose che cambiereste?

Provo io, in ordine sparso:

[checklist]

  • riconsiderare l’incidente di gara.
    Quest’anno va molto meglio rispetto agli anni scorsi, vero, ma sarebbe bello che le penalità fossero date solo a chi viola il regolamento con manovre pericolose o scorrette. L’errore, di guida o di valutazione, non è reato.
  • dare la possibilità ai team di differenziare le livree tra le vetture e dar la possibilità di far scegliere il numero di gara ai piloti (rendendolo visibile poi sulle auto).
    Idea mutuata dagli Usa e dalle moto, in questo modo si permette di creare dei brand come il 46 di Vale Rossi, il 65 di Capirossi, il 3 di Biaggi, ma anche il 27 di Villeneuve. Da una parte aiuta il pubblico a meglio ricordare i piloti, distinguendoli subito anche a distanza di anni, dall’altro potrebbe aiutare gli stessi piloti a trovare meglio gli sponsor, proprio perchè più definiti e personali. Dar la possibilità di avere livree differente darebbe poi una bella mazzata ai giochi di squadra: se uno sponsor paga per supportare la vettura di un pilota, con quale faccia gli si chiede di rallentare?
  • dare la possibilità alle grandi squadre di schierare 3 auto e alle piccole 1, vincolando la terza vettura ad un giovane.
    Ferrari, McLaren, Mercedes e soci potrebbero schierare tre vetture senza grossi problemi, dando la possibilità ad un giovane di trovare posto, buono e subito. Per “giovane” si può intendere anche un ragazzo alla sua seconda o terza stagione, in modo tale che abbia modo di concretizzare quanto imparato al debutto. Allo stesso modo un piccolo team come Caterham o Marussia potrebbe ottenere risultati migliori se avesse la possibilità di investire tutti i soldi su una vettura e non dover sempre spendere per forza per due. Ovviamente, in questo caso per campionato Costruttori prenderebbe punti solo la prima auto per ogni team. Se poi si pensasse anche alla vendita delle auto…
  • Utilizzare i DRS come push to pass libero.
    Invece di stabilire dove e come utilizzare l’ala mobile, si potrebbe (visto che a quanto pare non se ne può fare a meno) dare ad ogni pilota un tot di attivazioni durante la gara che poi ognuno si gestisce come meglio crede. Una sorta, appunto, di push to pass. Un doppione del KERS? Vero, ma visto che comunque li si monta entrambi…
  • Vetture più robuste, in grado di resistere a piccoli urti o cordoli presi male.
    Anche se ciò vuol dire aumentare il peso, magari stabilendo un peso minimo – elevato – per ogni componente. La ragione? Semplice, in IndyCar le vetture finiscono nelle gomme, mettono la retro e ripartono; le F1 si spaccano prendendo male un cordolo. Mi basterebbe che resistessero ad una ruotata…
  • Motori più economici ma monogara.
    Idea malsana che si somma alla cancellazione del divieto di donuts a fine gara. Immaginate Alonso in Italia o Spagna, Vettel in Germania, Hamilton in Inghilterra che festeggiano una vittoria o un podio a suon di ruote fumanti sotto le tribune… Bello no? Bene, per fare questo bisogna che i motori non debbano durare 6 gare, sennò nessuno li “rovinerà” per fare due tondi. Motori da una gara ma a prezzi umani, che costino in proporzione come quelli da sei. Ma anche meno. Se poi non fossero standardizzati…
  • Prezzi dei biglietti umani.
    Con 30\50€ si dovrebbe poter stare in tribuna. Vogliamo fare la manifestazione extralusso? Ok, tribuna centrale a 100, massimissmo 150€, tutto il resto a scalare. Ma per fare questo, Ecclestone deve tornare sulla terra quando chiede soldi ai circuiti.
  • Montare motorini di avviamento o standardizzare l’avviamento delle vetture.
    Un pilota non si può ritirare per un testacoda, i marshall possono aiutarlo e riportarlo in pista, magari stabilendo un codice per evitare che, esempio su tutti, in Spagna Vettel rimanga nella sabbia (sabbia?) e Alonso venga rispinto in pista a tempo di record. In IndyCar è realtà.
  • Rimettere la sabbia, il terreno e l’erba almeno a bordo pista, subito dopo la linea bianca di demarcazione del fine pista.
    Questo per scoraggiare un minimo i sorpassi e le traiettorie oltre la linea bianca ma sopratutto per far un minimo di selezione tra chi indovina traiettoria e staccata e chi arriva mestamente lungo. Anche 2\5 metri bastano a rallentare una vettura fuori carreggiata…
  • Tornare a fare i test.
    Magari il lunedì post gp con già vetture e squadra in loco per risparmiare. O sessioni collettive durante la stagione.

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Ne avrei altre, tante altre, ma abbiam detto 10. Mi contengo. Certo che permettere agli spettatori di entrare nel paddock o seguire live i team radio…

Ora tocca a voi!

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