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Formula 1

A Sepang si scoprono gli altarini

Che spettacolo a Sepang! Che giornata di sport! Torna la F1 quella vera, quella di una volta, senza compromessi, senza ordini di scuderia, con i piloti liberi di darsi battaglia in pista.

Il direttore di Autosprint su twitter: “Fantastico duello Webber-Vettel alla ripartenza dai box: è gara vera e dura, senza ordini, in Ferrari non sarebbe mai successo.”

Evviva dunque la Red Bull, che in nome della competizione più pura e nobile permette ai suoi piloti di correre l’uno contro l’altro.

Un attimo, però….Ma perchè Webber è cosi arrabbiato? Dai Mark, sii sportivo come sei sempre, accetta il verdetto della pista: sei arrivato secondo,hai perso il duello ma hai fatto in ogni caso una gara stupenda, ci hai provato, hai lottato alla grande, adesso però stringi la mano a Vettel…

E perchè la squadra riprende Vettel? Perchè Newey lo catechizza prima del podio? Perchè tanti volti tirati? Perchè la manager di Webber parla di vergogna?

Mah… si saranno presi un bello spavento temendo un contatto stile Turchia 2010, ma vedrai che adesso sciolgono la tensione e si fanno una bella risata, brindando alla stupenda giornata di sport.

Un attimo…Come dite? C’era un ordine di scuderia che Vettel non ha rispettato? No, non ci credo. Quelli della RedBull gli ordini di scuderia non li danno. Loro sono puri e candidi. Ci sarà sicuramente un errore, state prendendo un terribile abbaglio.

Cosa? Ma che dice Webber? Che significa “multi 21” ? No, vabbè dai si è sbagliato, sicuramente non si tratta del messaggio in codice per il congelamento delle posizioni e non è neanche quello che dice di viaggiare di conserva fino alla fine, preservando le gomme e abbassando il numero di giri del motore.

E Vettel? Ma perchè si scusa? Ha fatto una gara della Madonna, ha vinto e si scusa?
Certo che questo caldo malese fà proprio dei brutti scherzi!

Lasciamo stare il sarcasmo, che è meglio! Torniamo seri e diciamo che se da un lato il Gp della Malesia ci ha offerto un bellissimo confronto ruota a ruota come non se ne vedevano da tempo tra team mates, dall’altro lato ha svelato (qualora ce ne fosse ancora bisogno) l’ipocrisia che spesso si cela dietro il comportamento delle squadre.

Oggi che la Red Bull ha finalmente gettato la maschera abbiamo imparato qualcosa di più, come pure illuminante è la decisione presa dalla Mercedes.

Con un Hamilton in difficoltà (gomme? necessità di preservare benzina?) è stato detto a Rosberg di rispettare le posizioni quando mancavano ancora 11 giri al termine, cioè quando il tedesco (che ne aveva ben di più dell’inglese) aveva ancora la possibilità di rimanere attaccato (o comunque più vicino) al treno delle Red Bull.

Certo sarebbe stato quasi impossibile minacciare Vettel e molto complicato insidiare Webber, ma mancando ancora 11 tornate perchè non provarci? A maggior ragione considerando che le gomme (specie a Sepang) ti possono abbandonare da un momento all’altro e la Red Bull aveva evidenziato un degrado maggiore a fine stint.
Dunque la tattica più logica sarebbe stata quella di cercare di rimanere il più vicino possibile al duo di testa e approfittare chissà dei possibili eventi.

E invece si è scelto di tenere al guinzaglio Rosberg. Perchè? Forse perchè, nonostante siamo solo alla seconda gara, le gerarchie in casa Mercedes sono già belle e fatte.

D’altronde al muretto c’è un certo Ross Brawn che in Benetton, in Ferrari e perfino con la squadra che portava il suo nome ha dimostrato di preferire una politica di gestione dei piloti con ruoli ben chiari: uno è il capitano, l’altro è lo scudiero.

Niente di scandaloso sia chiaro, tutto perfettamente lecito e legittimo. Ma magari sarebbe meglio spiegarlo a chiare lettere a Rosberg, anzichè ripetergli via radio che il ritmo era quello giusto o che Hamilton volendo avrebbe potuto andare più forte (ma poi spingendo di più l’inglese l’avrebbe finita la gara o sarebbe rimasto a secco?).

E a proposito di altarini che si scoprono, oggi veniamo a sapere da Ecclestone che Hamilton gli aveva chiesto di aiutarlo ad andare in Red Bull. L’intermediazione di Bernie falli’ perchè Mateschitz scelse di tenersi Webber. Sepang, forse, ci ha chiarito perchè.