Buon 2 giugno a tutti!

Tranquilli, non starò qui a tediarvi sulla storia d’Italia, sulle polemiche sulle forze armate, sulla parata, sul senso di questa celebrazione. Tranquilli. Però una storia vorrei raccontarvela, breve, veloce. Per celebrare questa giornata.

Era il 2 giugno, anno di grazia 1996, e si, era la festa della Repubblica. Era anche la mia comunione, ma questo è solo un fortunato dettaglio.
In Spagna piove, anzi diluvia, futuri campioni del mondo sbattono in pieno rettilineo mentre presunti fenomeni dell’acqua si scoprono onesti mestieranti.
Il 2 giugno 1996 è il giorno dell’amore, in cui scocca la scintilla della passione. Come quando una giovane coppietta passa dai baci e dalle carezze, sapientemente mixate da qualche incomprensione, a far sesso. Timido, impacciato, insicuro. All’inizio. Poi, giro dopo giro, prendi confidenza, acquisti sicurezza, capisci che si può fare. E così ci dai dentro, sempre di più, senza pietà. Fino a quando non ti rendi conto di avere un ritmo bestiale. Non manca nulla, neanche le urla, da casa, dalla TV, dagli spalti. 4 secondi al giro al secondo non li aveva mai visti nessuno, un’auto che sull’asciutto non andava neanche a spinta che si trasforma in motoscafo da primato.
Michael-Schumacher-Barcelona-1996_2839203Quel giorno Michael Schumacher e la Ferrari capirono che insieme si può fare, che se sotto la pioggia si poteva dominare in lungo e in largo con un brutto anatroccolo zoppo che aveva improvvisamente imparato a nuotare, allora il futuro poteva essere roseo. I fidanzatini avevano deciso di tirar su famiglia. E che famiglia.

Quel giorno era la festa della Repubblica, la mia comunione e cominciò una grande storia d’amore, con la prima vittoria di Schumacher in Ferrari.

Buon 2 giugno a tutti!

 

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