COMPAGNI CONTRO. DA FAGIOLI A VETTEL PASSANDO PER JONES

Alan non pensi sia ora di sepellire l’ascia di guerra? Si…nella sua schiena! Cosi rispose Jones in riferimento alla lotta senza confini con il suo compagno di squadra Reutemann.  Era il 1981, e tutto nacque quando in Brasile Lole decise di non far passare Alan e vincere lui il gran premio. “Se lo avessi fatto avrei smesso di correre subito appena sceso dall’auto” disse Lole. Quello sgarro gli costò il mondiale. Jones invece di aiutare il compagno nell’ultima gara, andò a vincere la gara regalando il titolo a Piquet, e salito sul podio fece il gesto dell’ombrello a Lole.
Ora domenica abbiamo vissuto ben due mal di pancia tra compagni di scuderia.
Noi tifosi appassionati invece soffriamo della sindrome da divano quando succedono certe cose. Ci lamentiamo se il secondo pilota deve far passare il compagno di scuderia. Ci lamentiamo se vengono imposti ordini di scuderia per mantenere le posizioni. Ci lamentiamo se uno dei due piloti si ribella e manda all’aria i piani del team.
Negare che in F1 non ci siano gli ordini si scuderia, è come dire che al giro d’Italia non esistano i gregari a tirare il campione per la volata.
Le lotte ed incomprensioni tra compagni di squadra si sono susseguite negli anni.

Domenica Rosberg continuava a dire che poteva andare più veloce di Hamilton. Ross Brawn invece continuava a ripetergli di stare tranquillo che se Lewis andava piano era perchè era un’imposizione del team. Nessuno da attaccare davanti,nessuno che incombeva da dietro. Ok, ha detto Nico,ma ricordatevi in futuro di questa gara. Invece,a bocce ferme secondo me, Ross ha già capito su chi puntare per il futuro del team, e Nico dovrà accontentarsi di fare il tassista come fatto negli ultimi anni…chissà se non avesse quel cognome.
In Redbull invece dei due piloti non fregava nulla, volevano solo portare a casa la doppietta in una domenica in cui Ferrari e Lotus stentavano. Vettel era agitato, spinto da Lewis dietri e con la voglia di passare Mark perchè andava piano secondo lui. Quando la visiera si abbassa e l’adrenalina sale è difficile controllarsi,specialmente se senti di poter andare a prendere la vittoria. Chissa che ha pensato Seb. A Mark che ad Interlagos non gli agevolò per nulla la rimonta per andare a prendersi il mondiale. Magari pensava che gli ultimi campionati si erano sempre decisi per pochi punti, e con alonso fuori era necessario portarsi a casa il massimo risultato. Di sicuro una cosa non pensava…a Mark Webber. Il sorpasso, spettacolare tra l’altro, ha lasciato tutti col fiato sospeso. Le scuse post gara servono a poco. Seb mentiva sapendo di mentire. Il malessere tra i due della Redbull ha origini lontante. Dal quel fuji 2007sotto il diluvio,passa per Silverstone e Turchia,per finire ad interlagos proprio lo scorso anno. Mark è infuriato,pensava di smettere,alla fine in cina ci sarà. Non vorrei essere nei panni di Horner,però in tutta franchezza,lo sanno bene,come lo sappiamo noi, che se c’è da puntare su di un pilota, quello è Vettel perchè Mark non da nell’arco di un campionato le stesse garanzie. Quando si è 3 volte campione del mondo,quando corri per vincere,quando si abbassa la visiera,è difficle tenere a freno certe pulsioni.

In redbull ed in mercedes si sono delineate chiarissime le gerarchie domenica scorsoa,questo mi vien da pensare. Ancora di più in Mecedes,anche se ne parla meno. In redbull il toro della corrida lo conosciamo.
Compagni di squadra difficili…se non ci fossero bisognerebbe inventarli…è cosi da sempreda quando Fagioli col martello in mano ai box cercava Caracciola per dirgli quello che pensava di lui