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Consoliamoci un po’: La F1 ci risparmia almeno i due pit-stop obbligatori!

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In mezzo a tante decisioni francamente discutibili, la F1 fa retromarcia almeno su un’altra proposta destinata a modificare non poco (e in peggio….) il volto dei gran premi: ci riferiamo alle due soste ai box obbligatorie.

Facciamo anche noi un passo indietro e ripercorriamo la vicenda. Sin dal suo ingresso in F1 la Pirelli ha accettato pedissequamente tutti i dettami arrivati dall’alto (e in primis da Ecclestone…): per “movimentare” le gare si è puntato su gomme usa e getta con la conseguente necessità di effettuare molte soste ai box.

Ma nella seconda parte del 2012, vuoi per un miglioramento intrinseco delle gomme, vuoi per una migliore comprensione delle stesse da parte dei team, il numero dei pit stop si era di nuovo radicalmente ridotto, con il ritorno ad una situazione simile a quella vissuta nell’ultimo anno di monopolio Bridgestone (leggi qui la nostra analisi comparativa).

Pirelli è stata richiamata all’ordine e ha ricevuto mandato di modificare il proprio prodotto per ripristinare la necessità di soste multiple,finendo poi nell’occhio del ciclone per tutti i problemi di delaminazioni e forature delle nuove gomme. La situazione è degenerata (ma sarebbe meglio dire esplosa,in tutti i sensi) a Silverstone convincendo tutti, anche i più accaniti ed interessati difensori delle Pirelli 2013, a ritornare alle specifiche 2012, almeno per quel che concerne la tipologia di costruzione.

Scottata dall’esperienza negativa e dal conseguente danno d’immagine, la Pirelli ha deciso di non assumersi più rischi e ha scelto un approccio fortemente conservativo per il 2014,anche perché le caratteristiche delle nuove monoposto (e in particolare la coppia dei nuovi turbo) potrebbero stressare le gomme in misura ancora maggiore rispetto a quanto accadeva in passato.

Ma i piani alti della F1 sembrano avere l’idea fissa delle soste multiple (il Gp di Austin, caratterizzato dalla tattica del pit stop unico, è stato criticato perché noioso) e quindi hanno provato a rendere obbligatorie due soste, arrivando persino a pensare di regolamentare il numero massimo di giri percorribili con i treni delle due mescole disponibili.

E’ evidente che in uno scenario del genere ci sarebbe stata una progressiva standardizzazione delle tattiche di gara e la conseguenza sarebbe stata quella di mortificare lo spettacolo anziché stimolarlo.

Per fortuna i team, in un raro momento di lucidità, si sono opposti e la proposta non è stata approvata.

Tre squadre (Ferrari, Lotus e Mercedes) si sono opposte anche all’aumento del peso minimo delle monoposto: per non penalizzare i piloti più “pesanti” era stato chiesto di innalzare il peso minimo da 690 a 700 kg.

Per trovare applicazione immediata la proposta doveva essere approvata all’unanimità, quindi il veto opposto dai tre team sopra citati ne ha bloccato l’entrata in vigore, almeno per il 2014.