Edo Mortara, che gioia! Che rabbia…

Partiamo dal bicchiere mezzo pieno, Edo Mortara coglie ieri la seconda vittoria in DTM a Zandvoort, guidando la tripletta Audi. Gran gara quella di Edo, partito bene dalla quarta piazza, già alla prima staccata fa vedere che lui c’è e ha tutte le intenzioni di portare a casa il risultato grosso. Bello solido il driver italiano, di piede e di testa. Anche quando arriva la pioggia e gli altri cominciano a far casino. Con un sorpasso su Rockenfeller, si porta al comando e di li è cavalcata trionfante fino al traguardo. Qualcuno ha provato a sminuire l’impresa di Mortara dicendo che il sorpasso decisivo, quello su Rockenfeller, sia stato aiutato dal box Audi. Può essere, ma la storia va raccontata per intero. Edo forse è si stato aiutato dal box Audi, ma per un motivo ben preciso: è l’unico pilota di Inglostat ad aver vinto quest’anno, per di più due volte, ed è quello meglio piazzato in campionato. Con questa vittoria Edo è quarto in classifica, con 74 punti contro i 109 di Paffett, leader. Se proprio volessimo fare i pignoli, quello del box Audi, pià che un aiutino, è stato un vero e proprio atto di stima e fiducia, quasi un incoronazione a pretendente Audi nella lotta al titolo. Roba che neanche ai blasonati, e veloci, Capello e Pirro era riuscita in tempi recenti. Anzi, per trovare un italiano protagonista in DTM, a spanne, bisogna tornare ai primi anni 90 con lo squadrone Alfa, con i vari Nannini, Tarquini, Larini che portavano lode e gloria alla mitica 155 V6.
E allora perchè parlo di bicchiere mezzo pieno e mezzo vuoto? Cos’altro posso volere di più per un pilota italiano, giovane per giunta, se non una probabile estensione a vita del contratto con una Casa importante come Audi, impegnata ovunque nel motorsport?

Facciamo un passo indietro, di qualche anno. Edo nel 2006 e 2007 corre in F3 Euroseries, facendosi notare, conquista il titolo di debuttante dell’anno (già conquistato in F. Renault Italia l’anno prima) e qualche vittoria il primo anno, lottando per il titolo il secondo. Poi il passa in Gp2, prima allenamento a fine 2008 in GP2 Asia, e poi il 2009 nella Main Series, dove conquista anche una vittoria. Poi con la Arden le cose si complicano e la stagione prende una brutta piega. Ma la classe e il talento del ragazzo è sotto gli occhi di tutti. Ed anche la testa, l’atteggiamento, che vengono fuori quando a fine anno, dopo una stagione di GP2, Edo decide di tornare in F.3 e partecipare alla gara finale di Macao, con i migliori della classe che per tutto l’anno non hanno fatto altro che correre con quella vettura. Edo va a Macao e vince. Poche storie, tanto più che si ripete l’anno dopo, unico della storia, facendo suo anche il titolo Europeo di F3.
Uno così, in un posto normale, in un paese normale, verrebbe assaltato dagli sponsor che la sua Federazione gli mette a disposizione per portarlo in F1. Ma visto che siamo in Italia, che Mortara non ha seguito la filiera giovani imposta dalla Csai, scegliendo palcoscenici internazionali alle serie italiane, i nostri federali non l’han cacato manco di striscio. Fosse stato per loro, Mortara a fine 2010, dopo aver vinto il secondo GP di Macao di fila, entrando nella storia, avrebbe attaccato il casco al chiodo e addio sogni di gloria. Ignorato bellamente. Dalla Csai e dal Ferrari Academy, che invece, ad esempio, non c’ha pensato due volte a prendersi Bianchi o Perez, solita storia di sponsor e budget.
Così, se ora grazie a Mortara l’inno italiano risuona qui e la, se possiamo essere orgogliosi di un ragazzo così, lo dobbiamo all’Audi, che lo scorso anno l’ha preso e l’ha messo a gareggiare in DTM, serie tutto tranne che facile. Ed Edo ha ripagato a suon di prestazioni e vittorie. E con la terza vittoria di fila a Macao, stavolta nella gare per GT, con una R8.

E’ per questo che quando Edo vince, alla gioia si aggiunge una rabbia dentro per l’ennesimo talento italiano sprecato dalla nostra federazione, troppo incline a favoritismi e giochi politici.
La speranza è l’ultima a morire, si sa. Rumors parlano di Volkwagen interessata a rilevare, o comunque entrare in Formula 1 con la Sauber. Giocando di fantasia, si potrebbe sperare ad un “Di Resta bis”, ad un Edo in F1 portato da VW, con la quale Audi fa gruppo. Purtroppo, con questi chiari di luna, non ci resta che sperare, in attesa di Marciello e della beata speranza che qualcuno promuova Valsecchi. In giro altre reali opzioni non ce ne sono. Talenti, italiani per giunta, in compenso si, ma sono tutti fermi, o messi a giocare nelle serie varie ed eventuali. Con tutto il rispetto parlando.