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F1, con Brembo alla scoperta di Abu Dhabi

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Ci siamo, due giorni e il rombo dei V6 della F1 tornerà a farsi sentire – o almeno ci proverà :p – per dare il via all’ultimo GP della stagione. Teatro della sfida decisiva tra Hamilton e Rosberg sarà lo Yas Marina di Abu Dhabi, da qualche anno abituale chiusura delle ostilità. Quest’anno, per la prima volta nella storia della massima formula, il GP assegnerà punteggio doppio, un’iniziativa votata da non si sa chi, Ecclestone a parte, dato che tutti i protagonisti si sono detti contrari fin da subito. A quanto pare, comunque, è un esperimento destinato a non ripetersi.

L’unico contento, probabilmente, è Rosberg, che con 17 punti da dover recuperare sul compagno di team avrebbe dovuto solo sperare in una gara disastrosa di Hamilton, mentre ora, con 5o punti ancora in palio per il vincitore, ha qualche petalo in più da poter sfilare alla sua margherita di risultati utili. Basterebbe, ad esempio, una vettura tra loro due, con Nico vincitore e Lewis terzo per dare il titolo al finnico teutonico. Rosberg ha speranze fino alla sesta posizione per poter vincere il titolo, a patto che il compagno di squadra finisca sempre più indietro. All’inglese invece basta arrivare in scia al compagno, senza dover rischiare oltremodo. Va da se che qualsiasi risultato che lo veda prevalere su Rosberg gli darebbe matematicamente la corona iridata.

Abu Dhabi è con ogni probabilità – praticamente una sicurezza – l’ultima gara di Alonso con la Ferrari, al suo posto verrà – dovrebbe – quel Sebastian Vettel che proprio qui, nel 2010 vinse il titolo ai danni del ferrarista, incapace, complice una non propriamente felicissima tattica ai box, di superare la Lotus di Petrov e prendersi il titolo. Dal prossimo anno il quattro volte campione del mondo vestirà così di rosso, provando a portare a casa quello che ad Alonso, per una motivo o per l’altro, è sempre sfuggito. E spesso proprio per colpa sua…

Tornando all’attualità, in campionato Ricciardo, vera rivelazione 2014, è già sicuro del suo terzo posto, mentre per la quarta piazza Vettel, Alonso e il sorprendete Bottas sono distanziati da appena tre punti. Non che la medaglia di legno valga qualcosa, ma è pur sempre meglio di niente in una stagione amara per i due campioni del mondo, che come beffa finale rischiano di vedersi sopravanzare anche da un giovanotto di belle speranze che, grazie ad una rediviva Williams, si è spesso dimostrato molto concreto durante tutta la stagione. Ad Abu Dhabi Raikkonen avrà l’ultima possibilità di provare a prendere quella Top10 nella classifica piloti che, per uno che guida anche questa ciofeca di Ferrari, è il minimo sindacale richiesto. Attualmene Kimi è 11esimo, a 2 punti da Magnussen decimo e 27 da Hulkenberg, nono.

La gara sarà probabilmente ancora una volta un affare privato tra le due Mercedes che si giocheranno il titolo. Proprio questa pressione extra del tutto-o-niente potrebbe permettere ad outsider come Massa o Ricciardo, e perchè no anche ai due compagni Bottas e Vettel, di inserirsi nelle posizioni che contano divenendo loro malgrado arbitri della lotta iridata. Al luminicino, a voler essere ottimisti, le possibilità di vedere una gara competitiva da parte della Ferrari, visto l’andazzo generale un quinto posto finale rischia di essere un’ottima posizione al termine dei 55 giri in programma.

305, 355 km in totale la distanza gara, con le due zone DRS previste entrambe nel secondo settore. La prima si trova sul rettilineo che collega la curva 7 alla 8 (detection point subito prima del tornantino che da sul rettilineo) e, una chicane dopo, c’è il secondo punto di sorpasso sul dritto che collega le curve 10 e 11 e, con detection point posizionato in uscita della chicane 9.

Abu Dhabi non è una pista molto impegnativa dal punto di vista fisico, ma a causa delle continue frenate – i piloti passano il 18% del tempo sul giro col piede sul freno – e del caldo torrido, la temperatura dei freni rischia di salire e creare qualche grattacapo se non ben gestita. Brembo classifica il circuito come hard: sono molte le frenate in cui ci sono oltre 100 km\h di differenza tra le velocità all’inizio e alla fine.

La staccata più impegnativa è quella per la curva 8, dove le attuali Formula 1 arrivano a circa 326 km\h e in 133 metri e 2,36 secondi decellerano fino a 60 km\h, con una forza da applicare sul pedale del freno di ben 129 kg che genera un carico sul corpo del pilota di oltre 5g.

Qui sotto vi lasciamo, curva per curva, il dettaglio di tutte le staccate:

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Massimiliano Palumbo

Di Massimiliano Palumbo

Innamorato del Motorsport, appassionato di motori, talebano delle corse. Potete contattarmi via mail scrivendo a mpalumbo@motorsportrants.com, tramite Twitter menzionando @Palumbo_Max, oppure sulla pagina "Aforismi da corsa" su Facebook, o ancora su G+ al link qui sotto oppure su Instagram "palumbo_max"