F1, con Brembo alla scoperta del circuito del Bahrain

Bahrain International Circuit.Photo: Bryn Williams/Crash.Net

Appena archiviato il Gp della Malesia, per la F1 è già tempo di tornare in pista: domenica è in programma il Gp del Bahrain, terzo appuntamento del mondiale 2014.

A dieci anni dalla prima edizione (il Bahrain è in calendario dal 2004 con l’eccezione del 2011 quando la gara fu annullata a causa delle proteste in atto nel regno) si è deciso di festeggiare la ricorrenza organizzando una “night race” sul modello di Abu Dhabi (si parte, cioè, all’imbrunire).

Come abbiamo fatto già in occasione del Gp d’Australia e di Malesia, ci facciamo aiutare dalla Brembo (che gentilmente ci aiuta con le sue preziose informazioni) nella scoperta delle caretteristiche principali del circuito.

La pista misura 5412 metri, gira in senso orario, si compone di 15 curve (9 a destra e 6 a sinistra) e propone 8 frenate: il record in gara appartiene a Pedro de la Rosa, che nel 2005 con la McLaren-Mercedes ottenne il tempo di 1.31.447, mentre lo scorso anno il giro più veloce in gara fu ottenuto da Vettel con 1.36.961 (la pole era stata siglata da Rosberg in 1.32.330).

Nel 20006 e nel 2010 il Bahrain fu la gara di apertura del mondiale, nella seconda occasione (quella, per intenderci, dell’esordio con vittoria di Alonso in Ferrari) la F1 utilizzò per la prima ed unica volta la configurazione lunga della pista, denominata “endurance” e lunga 6299 metri.

Tornando all’attualità, due sono le zone di attivazione del Drs (il rettilineo di partenza e quello che collega le curve 10 ed 11), mentre la Pirelli ha scelto di fornire ai team pneumatici di mescola media e morbida.

Dal punto di vista delle gomme molta importanza rivestirà l’adattamento all’evoluzione della pista. Si calcola, infatti, un decadimento delle temperature di ben 15 gradi tra la partenza e l’arrivo della gara.

Il circuito del Bahrain è stato teatro di ben due sessioni di test sulle tre in programma nella pre-season, quindi possiamo dire che la pista di Sakhir è quella dove le nuove monoposto 2014 hanno finora percorso il maggior numero di chilometri.

Ne consegue che i team avranno già a disposizione un’interessante mole di dati: ma in che percentuale saranno utili visto che la gara, a differenza dei test, si svolgerà in notturna?

Ricordiamo che i test del pre-campionato avevano visto svettare la William di Massa (1.33.258), tallonato a pochi millesimi dalle Mercedes di Hamilton (1.33.278) e Rosberg (1.33.285).

Brembo sottolinea come quello del Bahrain rappresenti uno dei circuiti più impegnativi per i freni: il tracciato di Sakhir, circondato dal deserto, è caratterizzate da elevate temperature ambientali che innalzano il grip meccanico e rendono difficile lo smaltimento del calore generato in frenata.

Quest’aspetto, unito alla presenza di numerose frenate ad elevata energia e a breve distanza tra loro, rendono questa pista un banco di prova molto duro per tutti i componenti dell’impianto frenante continuamente stressati dalle alte energie e dalle temperature infernali.

L’usura elevata dei materiali d’attrito è insomma un fattore da tenere in debita considerazione.

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Dal punto di vista dell’impianto frenante, la curva 1 risulta essere la più impegnativa: il passaggio dalla velocità iniziale di 319 km/h a quella finale di 60 km/h avviene in soli 137 metri (o, se preferite in appena 2.89 secondi) grazie ad una decelerazione massima di 5 g e ad un carico massimo sul pedale del freno di 119 kg.

Da sottolineare il fatto che tutte le altre staccate presentano comunque una decelerazione massima compresa tra 3.2 e 4.52 g, con un carico massimo sul pedale del freno che non scende mai al di sotto dei 74 kg (e sono ben 4 le staccate dove il pilota deve produrre una forza massima sul freno pari o superiore a 106 kg).

Di seguito vediamo nel dettaglio tutti i dati delle frenate del circuito del Bahrain:

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Ringraziamo Brembo per la gentile concessione delle informazioni che vi abbiamo proposto.