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Formula 1

F1, Con Brembo alla scoperta di Montecarlo

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Prima edizione datata 1929, una storia ricca e consolidata ancor prima dell’istituzione stessa del mondiale di F1, un legame pressocchè indissolubile con la categoria regina (che non ha fatto tappa tra le stradine del Principato solo in tre occasioni: 1951, 1953, 1954): Montecarlo fa parte di quella ristrettissimo club di circuiti storici (con Monza, Spa e Silverstone) presenti in calendario oggi come 64 anni fa (1950, prima edizione del mondiale di F1).

Una di quelle piste, insomma, dove le curve non sono indicate da numeri, ma da nomi (e cognomi) impressi in maniera indelebile nell’immaginario non solo degli appassionati duri e puri, ma anche in quello dei (tele)spettatori occasionali o saltuari.

Santa Devota, Loews, il Tunnel, Tabaccaio, le Piscine, Rascasse, Antony Noghes…tutti le conosciamo ormai alla perfezione. Ma, facendoci aiutare dalla Brembo (che, come al solito ringraziamo per la collaborazione), proviamo a scoprire qualcosa in più sul tracciato monegasco.

La pista misura 3340 metri, la gara si disputa sulla distanza di 78 giri, pari a 260.520 km (caso unico nel mondiale di F1: la distanza è ridotta rispetto ai canonici 305 km per limitare la durata dalle gara che altrimenti, a causa della media bassa sul giro e dell’intervento frequente della safety car, eccederebbe di fatto le due ore regolamentari).

Il record sul giro, per quanto riguarda l’attuale configurazione della pista, risale al 2006 quando Raikkonen, al volante della McLaren, fece segnare il tempo di 1’13″532.

La Pirelli ha confermato la scelta abituale di Montecarlo e fornirà ai team gomme soft (banda gialla) e supersoft (banda rossa). Una sola zona di attivazione del Drs, sul rettilineo dei box.

Nel 2013 pole e vittoria per Rosberg su Mercedes: il figlio di Keke saprà ripetersi? Nico ha bisogno di dare una svolta al suo mondiale, ma l’ultima vittoria back to back nel Principato risale al 2007, quando Alonso bissò il successo ottenuto l’anno prima.

Brembo ci informa che Montecarlo è un circuito classificato come “hard” per l’impianto frenante: il tracciato tortuoso e la scarsa aderenza, infatti, portano spesso i piloti a controllare la vettura con l’ausilio del freno, con riflessi negativi sulla temperatura di pinze e fluido freni.

Nel passato si verificavano spesso problemi legati al surriscaldamento dell’impianto e al vapour lock (fenomeno per cui il fluido freni raggiunge la temperatura di ebollizione all’interno della pinza) con allungamenti del pedale in frenata, inconvenienti che portavano spesso al ritiro se non addirittura all’incidente.

Oggi il lavoro portato avanti sul raffreddamento dei freni ha reso molto più rari tali problemi, ma rimane comunque cruciale prestare attenzione alla gestione delle temperature durante il weekend di gara.

Le frenate in sé non sono particolarmente brusche, ma il tempo sul freno (rapportato alla lunghezza del giro) è tra i più alti della stagione: ben il 21% del tempo medio sul giro.

Per l’impianto frenante la staccata più impegnativa è quella della chicane successiva al tunnel (denominata Nuova Chicane): la velocità iniziale è di 287 km/h, quella finale è di 70 km/h, il tempo di frenata è pari a 2.66 secondi, lo spazio di frenata è di 115 metri, la decelerazione massima è di 4.53 g, il carico massimo sul pedale del freno è di ben 110 kg.

Di seguito tutti i dati della Brembo relativi alle 13 frenate di Montecarlo.

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