F1: Caro Malagò parli per sè (e lavori meglio) !

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Faccio fatica a nascondere il fastidio che provo nel leggere l’ultima dichiarazione del presidente del Coni Giovanni Malagò, il quale, a proposito del nuovo format della F1, afferma: “Parlo a nome degli sportivi italiani e degli appassionati: questa Formula 1 non piace, dal mio punto di vista è stato messo in piedi un prodotto assolutamente senza senso. L’auspicio è che i vertici di quella disciplina rivedano le regole perché così come è diventata la Formula 1 ha molto meno appeal e questo è un peccato perché si tratta di un mondo straordinario”.

Il sottoscritto non è un addetto ai lavori, ma un semplice appassionato. Un appassionato che non si sente rappresentato da Malagò, dal suo operato e dalle sue idee. E sinceramente non credo di essere il solo.

Se avessi la possibilità di intervistare Malagò avrei piacere di rivolgergli alcune domande:

1) Come spiega il fatto che “un prodotto senza senso” abbia generato uno dei Gp più belli degli ultimi anni? Non ritiene che il suo giudizio sia un po’ ingeneroso o quantomeno affrettato?

2) Su quali basi ritiene di avere il diritto di parlare “a nome degli sportivi italiani e degli appassionati” ?

3) La Csai (Commissione Sportiva Automobilistica Italiana) è l’organismo dell’ACI (Automobile Club d’Italia) che sovrintende alle competizioni sportive. L’ACI è una federazione sportiva affiliata al Coni. Ora, visto che lei è Presidente del Coni e visto che lei sostiene che la F1 è “un mondo straordinario”, mi potrebbe spiegare cosa hanno fatto, in concreto, Csai, Aci e Coni per sostenere la F1? Quale iniziative sono state adottate in favore dei nostri piloti? Come mai non hanno dato i loro frutti, ammesso che ci siano state? Cosa è stato fatto per il movimento motoristico italiano nel suo complesso (campionati cosiddetti “minori”, formule propedeutiche, team, circuiti, spettatori e chi più ne ha più ne metta) ? E, già che ci siamo, perché non parlare dello stato comatoso in cui si trova lo sport in Italia, a cominciare dall’assenza pressocchè totale nelle scuole?

4) E’ solo una coincidenza, indipendente dalla sua volontà e dalle sue intenzioni, che le sue parole abbiano costituito una “pezza d’appoggio” immediatamente sfruttata dalla Ferrari, che sul proprio sito ufficiale tutta trionfante annuncia che “Il presidente del Coni Giovanni Malagò è in sintonia con il sondaggio promosso dal sito della Ferrari sul nuovo formato della Formula 1” ?

P.S: Parliamo un attimo anche di questo sondaggio della Ferrari, nel quale, parole del sito ufficiale della Rossa, “oltre l’80% dei votanti ha bocciato il nuovo formato, dominato dalla gestione del carburante e le nuove power unit prive del suono tipico della massima categoria”.

Cominciamo col dire che sondaggi del genere non hanno un valore statistico attendibile in quanto trattasi di rilevazioni non basate su un campione elaborato scientificamente (già il fatto che il sondaggio sia stato promosso sul sito ufficiale della Ferrari “inquina” il campione: è lecito ipotizzare che la stragrande maggioranza dei votanti sia costituita da tifosi della Ferrari, la cui opinione potrebbe essere stata influenzata dai risultati in pista).

In secondo luogo è molto discutibile la tecnica usata dalla Ferrari per testare l’opinione dei votanti: alla domanda “ti piace questa nuova F1?” venivano proposte solo due alternative di risposta e cioè “si” e “no”. Nei sondaggi condotti in maniera professionale, invece, sono proposte più opzioni di risposta (almeno quattro) e soprattutto queste ultime consentono all’intervistato di graduare la propria risposta tra le due alternative estreme (ad esempio: cattivo / mediocre/ insufficiente/ sufficiente/ buono/ ottimo).

Inoltre nel sondaggio della Ferrari manca il passo successivo, cioè chiedere a chi avesse espresso parere negativo sul nuovo format della F1 il perché di questa sua opinione contraria. Ne consegue che l’imputazione di tale parere negativo al suono dei motori o alla cosiddetta “formula consumo” rappresenta un’interpretazione del tutto arbitraria da parte del sondaggista, visto che il sondaggio stesso non menziona mai né il suono dei motori, né la problematica dei consumi.

E infine, last but not the least, il sondaggio della Ferrari non prevedeva nessuna forma di protezione contro i voti multipli, cioè non sono stati adottati accorgimenti efficaci per impedire ad uno stesso soggetto di votare più volte. Tale mancanza, se le precedenti non dovessero bastare, inficia da sola l’attendibilità del sondaggio.

Ci pare assolutamente censurabile il comportamento di chi sfrutta gli appassionati con sondaggi farlocchi per portare avanti le proprie battaglie “politiche” e altrettanto intollerabile l’atteggiamento di chi, ricoprendo cariche istituzionali, si presta, volontariamente o meno, a queste manovre.