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Formula 1

F1 e giovani piloti: Una proposta per valorizzare il merito.

Il 31 dicembre scade l’attuale Patto della concordia: Ecclestone, FIA e team sono impegnati nelle fasi decisive della trattativa.

Punti dibattuti,tra gli altri, sono la composizione e il meccanismo di funzionamento della Formula One Commission (che decide il regolamento sportivo e tecnico e che attualmente conta 26 rappresentanti e delibera a maggioranza del 70%, mentre Todt auspica una riduzione a 18 elementi -6 in rappresentanza dei team, 6 della FIA e 6 di Ecclestone- con principio della deliberazione a maggioranza semplice), nonché la quantificazione di un limite massimo di budget per i team con la precisa definizione delle singole voci da includere o meno in tale budget.

Nel frattempo quel che è certo è che la FIA ha provveduto a “stangare” team e piloti aumentando in misura considerevole la tassa di iscrizione al mondiale e il costo della superlicenza.

Completamente assente dal tavolo delle trattative (ma questo non sorprende più di tanto) qualsiasi iniziativa volta ad incentivare l’approdo in F1 dei giovani piloti premiandone il merito anziché la valigia.

Pur criticabile sotto mille punti di vista, la F1 dei costruttori e dei test liberi ha avuto il merito di contribuire a proiettare nella massima categoria fior di talenti (Button, Alonso, Raikkonen, Kubica, Hamilton, Vettel, citati in ordine di debutto): nella situazione attuale (difficoltà nel recepire il budget, regolamento estremamente severo in fatto di test) chi mai si prenderebbe il rischio di mettere in macchina -anche solo per un test- un pilota (non pagante) proveniente dalla Formula Renault 2 litri, come fu nel caso della Sauber con Raikkonen?

In quella F1 i costruttori (impegnati direttamente o solo come motoristi) assicuravano le risorse economiche necessarie al bilancio stagionale rendendo quasi sempre superfluo il ricorso a piloti con la valigia e i test liberi davano l’oppurtunità ai giovani meritevoli di debuttare in gara dopo essersi adeguamente preparati percorrendo migliaia di Km nei test invernali o durante il campionato.

Oggi questo non è più possibile: l’abbandono di molti costruttori (BMW, Honda,Toyota), il parziale disimpegno di altri (Renault), la grave crisi economica (con conseguente difficoltà da parte dei team vecchi e nuovi a reperire autonomamente il budget necessario) hanno di fatto forzato alcuni a rinunciare al “rischio” di mettere un macchina un giovane promettente (perché non c’è il tempo di farlo crescere o perché si temono le ripercussioni economiche di eventuali errori ed incidenti da parte sua) ed altri a rivolgersi ai piloti paganti.

Ben inteso: questi ultimi sono sempre esistiti,ma è un fatto che dal 2010 ad oggi abbiamo assistito al debutto in F1 tra gli altri dei vari Petrov, Chandok, Bruno Senna e  Pic,al ritorno di Karthikeyan, al paradosso di un team storico come la Williams costretta a cedere il proprio sedile al miglior offerente. Ed il prossimo anno è possibile che tutti i debuttanti saranno “pay driver” (Gutierrez, Chilton, Ma Qing Hua), tutto questo mentre piloti come Kobayashi rischiano il posto se non portano la “dote” e giovani vincenti nelle categorie propedeutiche non sono presi neanche in considerazione.

Luca Filippi, sollecitato su twitter ad esprimersi circa il possibile approdo di  Ma Qing Hua in Hrt, ha scritto: “E’ una vergogna,la bassezza dei criteri di scelta non ha limiti”. Come dargli torto?

Qui non vogliamo “criminalizzare” la figura del pilota pagante, anzi. Possiamo riferire gli esempi di Perez e Maldonado: il primo si è meritato la chiamata della McLaren, il secondo ha riportato al successo proprio la Williams.

Quello che vogliamo sottolineare è la degenerazione di questo fenomeno che mortifica la meritocrazia ed il talento.

Cosa si può fare o meglio ancora cosa può fare la FIA? Noi crediamo che possa fare molto.

La FIA, infatti, ha tra le mani una leva importantissima, quella cioè della ripartizione tra le squadre di parte dei diritti commerciali (quella parte che spetta appunto ai team) e dell’imposizione dei costi di partecipazione (iscrizione e superlicenza).

Riguardo al primo aspetto, come sappiamo, i diritti sono ripartiti in base alla classifica costruttori, con premi a scalare sino al decimo team classificato.

Noi proponiamo che parte di queste risorse siano impiegate per incentivare l’ingaggio di piloti meritevoli, creando nel contempo un legame ancora più stretto con Gp2 e Gp3.

Facciamo un esempio pratico. Supponiamo che il montepremi totale sia di 350 milioni di euro (una cifra puramente indicativa) e che sia adottato il seguente metodo di ripartizione: 60 milioni al primo classificato nei costruttori, 50 al secondo, 45 al terzo, 40 al quarto, 35 al quinto, 30 al sesto, 25 al settimo, 20 all’ottavo, 15 al nono, 10 al decimo.

Totale di 330 milioni: residuano 20 milioni. Si decide di impiegare questa cifra  per elargire incentivi,ad esempio 15 milioni per il team di F1 che schiera il campione di Gp2 della stagione precedente (per intenderci la cifra nel 2013 andrebbe alla squadra che impiegherebbe Valsecchi), 2 milioni al team di Gp2 che schiera il pilota che la stagione precedente ha vinto la classifica degli esordienti nello stesso campionato, 2 milioni al team di Gp2 che schiera il pilota che la stagione precedente ha vinto la Gp3 e 1 milione al team di Gp3 che schiera il pilota che  la stagione precedente ha vinto la classifica degli esordienti nello stesso campionato.

In questo modo, come detto in precedenza, si rafforzerebbe il legame tra le tre categorie e si delineerebbe una vera e propria filiera (tutta basata sul merito) che dalla Gp3 porta in F1 passando per la Gp2: il vincitore ed il miglior esordiente della Gp3 grazie all’incentivo hanno la possibilità di salire in Gp2, qui il miglior esordiente ha la possibilità di gareggiare gratis il secondo anno e il vincitore del campionato ha la concreta possibilità di esordire in F1 in quanto la squadra che decidesse di schierarlo avrebbe diritto ad un contributo una tantum di 15 milioni di euro.

Insomma una sistema di “borse di studio” per i più meritevoli.

Certo la sua regolamentazione andrebbe ben studiata per evitare ingiustizie e possibili effetti distorsivi, per esempio si potrebbe decidere di escludere dall’ammissione all’incentivo piloti che hanno esperienze nella categorie superiori (per esempio un pilota di Gp2 che scende in Gp3 o uno di F1 che ritorna in Gp2, come per esempio Grosjean che ha vinto il titolo nella categoria cadetta dopo aver disputato alcuni gp con la Renault) o i piloti che fanno parte di un programma giovani come quello della RedBull o della Ferrari (in un certo senso si tratta di piloti già “privilegiati”) o ancora piloti che hanno superato una certa soglia di età o di esperienza in una data categoria (per evitare magari casi di piloti che ripetono una categoria talmente tante volte che alla fine la vincono di “esperienza”, tra l’altro proprio come contraltare a ciò nella nostra proposta abbiamo previsto incentivi anche per il miglior esordiente oltre che per il vincitore del titolo).

Questo sistema, per altro, potrebbe costituire una risposta (seppure parziale) alla cosiddetta “balcanizzazione” dei campionati per monoposto.

Come sappiamo, in virtù di una sentenza della Corte di Giustizia Europea, la FIA non può rifiutare di concedere ad un promotore l’autorizzazione ad organizzare un proprio campionato se questo rispetta la specifica normativa di sicurezza: di qui il fiorire di mille serie con dispersione di talenti e risorse.

La presenza di un sistema di incentivi,però, potrebbe spingere molti piloti a puntare sulla Gp3 e sulla Gp2 piuttosto che su campionati sovrapponibili per potenza e prestazioni delle monoposto, decretando, di fatto, una maggiore concentrazione su queste due serie principali.

Infine come ulteriore incentivo la FIA potrebbe non far pagare la tassa di iscrizione al campionato (con le nuove regole 500000 dollari di quota fissa più 5000 dollari per ogni punto conquistato) alla squadra che schiera il campione o il miglior debuttante della Gp2, rinunciando magari anche alla somma che quest’ultimo dovrebbe pagare per ottenere la superlicenza.

Insomma le strade possibili ci sarebbero. E la volontà di percorrerle?