F1 e piloti con la valigia: Una risposta a Massimo Costa.

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Stamattina leggevo il magazine di Italiaracing e sono rimasto colpito dal pezzo di Massimo Costa, giornalista di Autosprint e, appunto, di Italiaracing, dal titolo “Pago, ma vado forte!”.
Volevo innanzitutto premettere che ho grandissima stima di Costa e di Italiaracing, entrambi rappresentano dei punti di riferimento per gli appassionati, ma nel caso in questione devo dire che l’articolo citato presenta diversi punti che non mi trovano d’accordo.
Il punto di partenza dell’analisi di Costa è (cito) “il dibattito, con tanto di indignados sui forum e su facebook, che coinvolge i cosiddetti piloti paganti visti come la peste, come il male assoluto, considerati alla stregua di furfanti che rubano il posto a chi lo merita”. Costa non è d’accordo con “queste teorie che arrivano dalla pancia di tanti appassionati” e ci spiega che i vari Maldonado, Perez, Bruno Senna, Pic, Gutierrez,Petrov e Chilton “sono tutti meritevoli di guidare una monoposto di F1 per i buoni risultati conseguiti in carriera” mentre i “veri piloti con la valigia” (cioè quelli approdati in F1 sono grazie alla valigia e completamente privi di un curriculum degno del mondiale di F1) oggi non ci sono più, semmai c’erano in passato e vengono citati Chandock, Yamamoto, Albers, Ide, Kiesa, Baumgartner, Yoong, Mazzacane e prima ancora Diniz e Lavaggi.
Insomma gli impresentabili appartengono solo al passato.
Dunque, cerco di procedere con ordine. Dubito fortemente che Costa ci conosca, comunque nel gruppo di indignados noi di Motorsportrants ci siamo non da oggi e quindi mi sento, ci sentiamo, tirati in ballo, anche se indirettamente.
Per prima cosa vorrei dire che non mi sembra giusto sostenere che le “ teorie” contro i piloti con la valigia vengano “dalla pancia” degli appassionati, io penso invece che vengano dal “cuore” dell’appassionato. La mente, il cervello, sanno benissimo che le squadre devono far quadrare i bilanci e devono trovare il budget, che nella scelta dei piloti contano tantissimo valutazioni economico-finanziarie, ma il cuore vorrebbe sempre che fosse premiato il merito.
Il cuore, inoltre, batte anche e soprattutto per i piloti di casa nostra, che si dà il caso abbiano molto spesso dalla loro anche il merito.
Detto questo mi permetto umilmente di sottolineare che Costa a mio avviso non ha centrato completamente il punto: i Pic, i Gutierrez, i Chilton, i Senna, i Petrov avranno pure un curriculum discreto che li rende meritevoli di guidare una F1 (che poi una cosa è guidarla una F1, ben altra è cavarci il massimo), ma il vero punto è che ci sono altri piloti ancora più meritevoli di loro che sono a piedi. Ed è questo quello che dà fastidio agli indignados.
Se Costa fosse un team manager e avesse la possibilità di scegliere prenderebbe in squadra la coppia Kovalainen- Glock o quella Petrov-Bruno Senna?
Da giornalista cosa penserebbe Costa se lui stesso fosse rimpiazzato da un collega meno bravo (ma comunque in grado di scrivere in maniera accettabile) solo perchè quest’ultimo garantisce al giornale la conclusione di un contratto con un buon inserzionista?
E cosa penserebbe ancora Costa se nell’assegnazione di una borsa di studio non fosse scelto il candidato che ha un curriculum valutato, poniamo, 100, ma quello che ha un curriculum valutato 80 solo perché ha un cognome importante? Sicuramente quest’ultimo sarà una persona valida e preparata, ma c’era chi era più meritevole di lui…..
E non sembri un discorso solo utopistico, ci sono anche delle motivazioni concrete.
Nel suo pezzo giustamente Costa ci ricorda che Senna è andato a punti 10 volte su 20, ma al suo posto Raikkonen (cito il finlandese perché ad un certo punto era stato molto vicino alla Williams) non avrebbe ottenuto molti più punti? La politica del pilota con la valigia talvolta è miope e poco lungimirante perché è vero che al team affluiscono i soldi dello sponsor che sostiene quel pilota (che poi non è detto che rispetti sempre gli impegni economici, ma questo è un altro discorso), ma in nome di ciò il team stesso potrebbe ottenere a fine stagione risultati inferiori al potenziale della vettura e registrare quindi una perdita da minori introiti legati ai diritti (la cui quota spettante alle squadre sappiamo essere ripartita in base,appunto, ai risultati).
Insomma con la scelta del pilota con la valigia ci si accontenta dell’uovo oggi rinunciando talvolta alla gallina domani e questa scelta non sempre paga.
Proseguendo Costa sostiene che Maldonado e Perez meritano di rimanere in F1 a dispetto dei tanti errori commessi perché hanno fatto vedere di avere talento (e siamo d’accordo) e ricorda a chi ha “la memoria corta che Prost, Mansell e Schumacher agli inizi della loro carriera commettevano tantissimi errori, ma avevano talento e hanno ricevuto una meritata fiducia nell’ambiente come accaduto a Maldonado e Perez.”
Ecco forse è un parallelo un tantino forzato! Forse il talento di Maldonado e Perez non è all’altezza di quello di un Prost, di un Mansell o di uno Schumacher giovani!!
Ancora Costa definisce “inevitabile” l’ingresso di Petrov in F1 visto che il russo nel 2009 era giunto secondo in Gp2, categoria nella quale vanta 4 vittorie in 69 partenze. Bah, io direi che il passaggio in F1 era possibile,plausibile, non certo inevitabile. Inevitabile è quello di un Hamilton che ha vinto in tutte le categorie in cui ha corso!
Inoltre, visto che il russo “lo scorso anno quando è entrato in Caterham al posto di Trulli è stato accusato di “furto” dai media italiani”, Costa ci tiene a precisare che nel 2011 Kovalainen sopravanzò in qualifica Jarno 16 volte mentre nel 2012 il finnico ha battuto Petrov 12-8 al sabato e quindi si chiede “per volere essere cinici, chi è che deteneva un sedile senza particolari meriti?”
Io credo che i numeri siano importanti, ci mancherebbe altro, ma tutti però! E’ appena il caso di ricordare che se la Caterham ha vinto il mondiale dei piccoli nel 2011 lo deve anche ai risultati di Jarno, il quale aveva avuto si’ delle difficoltà, ma non mi dava l’idea di occupare un sedile senza particolari meriti.
Verrebbe poi da chiedersi, poi, visto che Petrov “se l’è cavata abbastanza bene” perché, ad eccezione del primo anno, né l’ex Renault né la Caterham (ad oggi) l’abbiamo riconfermato. Forse perché la prima, poi divenuta Lotus, si è affidata a due piloti “veri” e la seconda per confermarlo pone comunque come condizione principale che il russo porti la sua bella dote di sponsor.
Poi ancora si dice, a proposito di Pic (che pur avendo perso il confronto con Glock al pari di Di Grassi e D’Ambrosio, a differenza di questi ultimi prosegue l’avventura in F1) che “qui entrano in ballo gli sponsor personali, chi riesce a coltivarli, ma anche a meritarli può avere ulteriori chance”.
Mi sarò distratto, ma io non ho visto fare a Pic qualcosa di più o di diverso o comunque tale da fargli meritare nuove possibilità.
Di Gutierrez poi si ricorda che ha vinto il campionato di Formula Bmw e di Gp3.
Benissimo, però c’è una cosa che mi sfugge. Tra gli impresentabili, tra i veri piloti con la valigia, quelli che c’erano solo nel passato e oggi no, quelli approdati in F1 senza un curriculum degno del mondiale, viene citato Albers che mi risulta abbia vinto la Formula 3 tedesca e sia stato ottimo protagonista in DTM. Il suo curriculum pre-F1 è cosi’ inferiore a quello di Gutierrez o a quello di Chilton? E ancora viene citato Diniz. Beh vorrei ricordare che il buon Pedro Paulo nel 1997 si ritrovò come compagno di squadra il campione del mondo in carica Damon Hill precendolo in qualifica a Spa e a Suzuka, cioè due tra le piste più difficili del mondiale. Forse non ci sono più i piloti con la valigia di una volta….