F1: L’OSTERREICHRING E’ (ERA) IL VERO GP D’AUSTRIA! RISCOPRIAMOLO ASSIEME

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Se cercate info sul nuovo Zeltweg, pardon RedBull Ring, questo pezzo non fa per voi. Qui parliamo del vecchio e mitico tracciato dell’Osterreichring. Quello lungo, velocissimo e all’apparenza facile. Quello nuovo è una pista che ha venduto la sua anima al diavolo. Sembra una milf decaduta che cerca di rendersi bella con ritocchini qua e la ma che l’essenza l’ha lasciata per strada anni FA.  1970 – 1987...l’Osterreichring balla 17 anni nel circus mondiale, poi verrà evirato per sempre.
Scusate il termine ma ci volevano le palle per correre da queste parti. Sedile e sacchetto porta gonadi negli abitacoli.
Qui hanno vinto veri piloti da F1.
Era bellissimo l’Osterreichring. Si snodava tra le montagne in un anfiteatro naturale.

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Il rettilineo di partenza strettissimo. Potesse parlare. Nel 75 vide un uomo sotto il diluvio universale tagliare il traguardo per primo ebbro di gioia. Era il nosto Vittorio Brambilla… il gorilla di Monza come piace chiamarlo gli inglesi per i suoi modi soavi da verginella fuori e dentro l’abitacolo.
Quel giorno pioveva… anzi diluviava.
Brambilla annusò il colpaccio. Lui che veniva dalle moto aveva grande sensibilità sotto l’acqua e quel giorno capi che la pioggia avrebbe fatto vincere il pilota  e non la macchina. Quando la gara fu sospesa, pensate quindi quanto doveva piovere per arrivare a sospendere una gara in quel tempo che non si fermavano davanti a nulla, Brambilla era primo, primo anche dell’uragano in pista. Alzò le mani al cielo in estasi e perse la vettura pochi metri dopo il traguardo distruggendo il musetto. Unico anche nel modo di vincere Vittorione.

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Dopo il traguardo  alla fine di una salitona degna di una montagna russa, dal 1976 troviamo la chicane Hella Licht.

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Nel 75 non c’era. La misero dopo che in una test si uccise in quel punto il fortissimo pilota americano Donhue all guida di una Penske.
Strana la vita. L’unica vittoria del team Penske in F1 fu ottenuta da Watson proprio su Penske l’anno dopo. Quella vittoria costò per scommessa il taglio della barba a John… lui che era un po’ “figlio dei fiori” in un team asettico con Roger a capo.

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Dopo l’Hella Licht la pista continuava veloce veloce per la curva Dr. Tiroch Kurve per avvitarsi in discesa nell’anfiteatro naturale che era il curvone sinistroso Bosch Kurve. Che spettacolo con quella tribuna sempre piena. Via veloce dopo la Bosch curve un’altra sezione di pista all’apparenza facile ma provatelo a chiedere a de Cesaris,a Mass o Patrese se era facile.

De Cesaris si cappottò nei prati in fiore con la sua Ligier con una violenza inaudita.

 

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Mass idem.

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Patrese usci di pista dopo aver compiuto un’atto storico per la F1 di allora. Aveva appena rifornito la sua Brabham. I rifornimenti furono reintrodotti da Gordon Murray e nei gran premi precedenti Riccardo si ritirò sempre prima di tornare al cambo gomme. In Austria ce la fece…ma durò poco.

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La salita che porta alla lunghissima curva a destra Jochen Rindt (e chi altri sennò) sembrava portata li dal passo dello Stelvio. Elio de Angelis in quel punto quasi si giocò la prima vittoria mondiale nel 1982 sbagliando marcia. Rosberg come un cagnaccio percorse con lui affiancato gli ultimi metri. Poltronieri perse la sua calma epica e si mise ad urlare ELIO! ELIO!…poi silenzio…VINCE ELIO DE  ANGELIS! Ragazzi da brividi. Commento sentito che veniva dal cuore.

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Il gp d’Austria era considerato il secondo gp d’Italia (terzo con l’avvento di Imola)….tanto che spesso si vedevano striscioni con scritto “mamma tranquilla sono in Austria con Poltronieri”.
Siamo tornati nel rettilineo di partenza. Il triplice via del 1987 causato dagli incidenti in partenza e il cerbiatto che investi Johansson decretò la morte mondiale del tracciato.

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Ma l’Osterreichring è vivo nel cuore degli appassionati. Vivo tra i prati in fiore, montagne e baite… quasi che Heidi dovesse sbucare da un momento all’altro in pit-lane.
Berger durante un filmato pubblicitario girato qualche settimana fa con Vettel  ha portato Sebastian a vedere quello che resta del vecchio tracciato. Ma come facevate a correre li chiese Vettel. Tante palle  è stata la risposta…stessa cosa possono dirlo Peterson e Laffite… enormi da queste parti.

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Chiudo con una piccola curiosità. Nel 1977 vinse un certo Alan Jones. Prima ed unica vittoria della Shadow. Finito quel gran premio Frank Williams, all’epoca Franco Guglielmi, avvicinò i due del team Shadow. Lo stesso Jones e Patrese. Ho un contratto con degli arabi per rifondare il team Williams nel 1978 disse. Vi vorrei come piloti. Jones accettò. Patrese era convinto che la Shadow, che stava ben figurando nel 1977, potesse essere una scelta più sicura. La storia poi, la conoscete tutti.

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