F1, Le pagelle dell’Austria

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Vettel: 6 di incoraggiamento. Anche se per un po’ prova a restare in pista, la sua gara di fatto è finita già al secondo giro. I commissari gli risparmiano almeno una penalizzazione per il contatto con Gutierrez (e meno male, perchè sarebbe stata davvero una beffa). I problemi al motore ne avevano condizionato negativamente anche le qualifiche.

Ricciardo: 7.5. Ottimo in qualifica, non altrettanto efficace in partenza dove perde molte posizioni. In occasione del doppiaggio di Vettel è autore di un fuoripista che gli fa perdere ulteriore terreno. Considerata la scarsa forma della Red Bull vista in Austria, il suo ritmo non è comunque malvagio e nel finale si inventa un bel sorpasso all’esterno su Hulkenberg che gli vale l’ottavo posto.

Hamilton: 8.5. Disastroso in q3, rimedia con un primo giro assolutamente da incorniciare. Non è mai in condizione di attaccare veramente Rosberg, ma fa bene a lamentarsi del tempo prezioso perso ai box: in totale i suoi cambi gomme durano circa 1.6 secondi in più rispetto a quelli del compagno di squadra e in una gara dai distacchi cosi ridotti non è affatto poco.

Rosberg: 9.5. Stavolta è lui ad essere penalizzato in qualifica da una bandiera gialla causata dal team mate. Controlla in maniere impeccabile la gara e allunga nel mondiale.

Alonso: 8. Unico non motorizzato Mercedes tra i primi sette, si batte per quello che può e ad un certo punto prova anche ad avvicinarsi alle Williams.

Raikkonen: 5. Perde nettamente il confronto con Alonso sia in prova (1.5 secondi di gap) che in gara (quasi 30 secondi al traguardo). Lamenta problemi al drs e ai freni e una prima sosta troppo ritardata, ma in generale paga lo scarso feeling con la F14T.

Grosjean: 5. Costretto a partire in fondo al gruppo stante la sostituzione del cambio. Appare meno in palla del solito, limitandosi a precedere le Marussia e le Caterham.

Maldonado: 6. Quattordicesimo in griglia, chiude dodicesimo dopo aver accarezzato l’idea di finire (finalmente) a punti. Considerati i limiti attuali della Lotus il suo week end è tutto sommato sufficiente. Consolazione davvero magra visto dov’è ora la Williams.

Button: 5. In difficoltà con l’assetto e con il bilanciamento della frenata, manca la top ten sia in prova che in gara.

Magnussen: 8. La terza fila del sabato gli vale la miglior qualifica in carriera in F1. Prova a confermare il risultato in gara, ma si deve arrendere a Perez. Sovrasta Button in tutto il fine settimana.

Hulkenberg: 7. Sempre a punti quest’anno, sintomo di grande continuità. Più veloce di Perez in qualifica, meno a suo agio in gara, specie sul fronte della gestione degli pneumatici. E proprio per questo all’ultimo giro si trova in difficoltà finendo per cedere a Ricciardo.

Perez: 10. A nostro avviso il migliore in gara. Chiude sesto partendo sedicesimo (e senza penalizzazione chissà come sarebbe andata…). Gestisce le gomme come solo lui sa fare e comanda perfino la gara con buona autorevolezza. Nel finale supera Magnussen e ottiene il giro più veloce della gara.

Sutil: 6. Vince nettamente il confronto con Gutierrez.

Gutierrez: 5. Ok, l’errore al pit stop è della squadra e lui si becca una penalizzazione davvero esagerata e immeritata. Mettiamoci pure che la Sauber di questi tempi non è certo una vettura competitiva. Ma il mezzo secondo rimediato in qualifica da Sutil su un tracciato cosi breve è davvero tanto.

Vergne: 5. Ennesimo ritiro per problemi tecnici di questo 2014. Sfortuna a parte, bisogna però riconoscere che il francese in Austria è stato messo in ombra dal compagno di squadra.

Kvyat: 7.5. Su una pista dove quasi tutti partono dallo stesso livello di esperienza dimostra ancor di più il suo talento naturale. Peccato per il cedimento che lo mette fuori gara.

Massa: 8.5. Torna in pole dopo quasi sei anni, ma fallisce il podio. La strategia della Williams non lo aiuta, questo è certo, ma lui ha comunque meno ritmo sia delle Mercedes che del compagno di squadra.

Bottas: 9+. Week end delle prime volte per lui: prima front row e primo podio. Anche lui è penalizzato dalla scarsa reattività del muretto box. In qualifica qualche errorino di troppo gli costa la pole. Ma è solo il pelo nell’uovo, perchè la sua prestazione globale è davvero eccellente.

Bianchi: 6.5. Pole e vittoria nel Gp dei piccoli. In qualifica è molto vicino alla Sauber di Gutierrez, in gara chiude non cosi lontano dalla Lotus di Grosjean.

Chilton: 5. Battuto da Bianchi sia il sabato che la domenica, finisce anche alle spalle di una Caterham.

Kobayashi: 6. Prova ad insidiare le Marussia, con questa Caterham è tutto quello cui può aspirare.

Ericsson: 5. Imbarazzante il secondo pieno rimediato in qualifica dal compagno di squadra sulla pista dalla percorrenza cronometrica più breve del mondiale.