F1, Le pagelle di Hockenheim

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Vettel: 8.5. Supera in maniera indenne il caos della prima curva, ma Mercedes e Williams ne hanno (troppo) di più. E allora l’unico vero confronto è quello con Alonso: Vettel lo risolve a suo favore di strategia, di passo e anche con la determinazione che mette nello sbarazzarsi di Raikkonen nella staccata a tre con le due Ferrari.

Ricciardo: 9.5. Succede ormai cosi spesso che non fa più notizia. E invece va sottolineato, perchè non è niente affatto banale o scontato: Daniel si mette un’altra volta dietro in qualifica Vettel, cioè un quattro volte campione del mondo, specialista oltretutto della pole. Per evitare l’incidente della prima curva, si ritrova quindicesimo, ma risale bene fino al sesto posto finale. Ingaggia un bel duello con Alonso, cui resiste a lungo nonostante gomme meno performanti.

Hamilton: 10. La brutta botta del sabato e la sostituzione del cambio lo relegano addirittura in ventesima posizione in griglia. A suon di sorpassi si arrampica sul podio e firma il giro più veloce della gara. A voler essere proprio pignoli, i vari contatti di cui è protagonista (e che gli danneggiano l’ala anteriore) lo privano probabilmente della possibilità di prevalere su Bottas, ma quando devi recuperare dal fondo ci può stare.

Rosberg: 9+. Quasi mai inquadrato, sintomo di una gara di beata solitudine, gestita con la consueta intelligenza. Rimane la sensazione che, senza l’incidente di Hamilton al sabato o con l’ ingresso della safety car per recuperare la Sauber di Sutil, la vita di Nico sarebbe stata meno tranquilla, ma si sa che con i se e con i ma….

Alonso: 8. Il potenziale della Ferrari è questo e lo spagnolo, come al solito, cerca di massimizzarlo.

Raikkonen: 6- -. Il venerdi mostra sprazzi di forma ritrovata, ma due problemi tecnici ne limitano l’attività in pista compromettendone in parte il lavoro. Fallisce l’accesso in Q3, mentre in gara è spettatore ahimè spesso passivo nei duelli (e trielli), dove anzi rimedia ruotate da Hamilton e Vettel con danni alla sua ala anteriore che pregiudicano le residue speranze di arrivare a punti.

Grosjean: 6.5. Il ritiro pone fine ad un week end tutto sommato positivo, tenendo presente l’attuale (scarsa) competitività della Lotus, tra le vetture maggiormente penalizzate dal bando del FRIC.

Maldonado: 5.5. Di positivo c’è che vede la bandiera a scacchi (dodicesimo) e incassa la conferma in squadra per il 2015 (evidentemente i pagamenti dello sponsor petrolifero sono regolari e garantiti anche il prossimo anno). Di negativo c’è l’ingloriosa eliminazione in Q1, addirittura alle spalle di una Marussia.

Button: 7.5. Male in qualifica: fallisce l’ingresso in Q3 mentre Magnussen guadagna addirittura la seconda fila. Si risolleva invece in gara, dove conclude buon ottavo.

Magnussen: 8.5. Bravissimo il sabato, dove ottiene il suo miglior piazzamento in qualifica in F1, e nella risalita della domenica, nono dopo esser precipitato in fondo al gruppo. Nel contatto della prima curva con Massa non mi sento di attribuirgli colpe gravi, bene hanno fatto i commissari a valutarlo come incidente di gara.

Hulkenberg: 8. I dieci arrivi a punti su dieci gare confermano la sua consistenza, il modo in cui rimedia al temporaneo malfunzionamento della power unit dimostra calma e classe.

Perez: 7- -. Chiude la top ten sia in prova che in gara, mettendo fieno in cascina per la Force India, ma perdendo il confronto interno con Hulkenberg.

Sutil: 5. Un week end negativo terminato con un testa coda in uscita dell’ultima curva. Non il massimo nel momento il cui si parla di un suo possibile appiedamento in favore di Van der Garde.

Gutierrez: 6- –. La penalizzazione di tre posizioni, eredità di Silverstone, sacrifica in parte la discreta qualifica del messicano. Conclude la gara comunque lontano dalla zona punti.

Vergne: 5.5. Prestazione insufficiente del francese: il sabato è messo in ombra da Kvyat, in gara rimedia una penalizzazione di 5 secondi e un punto sulla patente per superamento dei limiti della pista.

Kvyat: 7.5 Mostra talento (ottima la sua qualifica), ma anche inesperienza (quando chiude Perez). Nella seconda parte della stagione è atteso da varie penalizzazioni perchè ormai è al limite nel numero massimo di componenti della power unit: ciò comprometterà le sue possibilità di ben figurare o,al contrario, sarà per lui l’occasione di mettersi in mostra con belle rimonte?
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Massa: non giudicabile. Percorre solo poche centinaia di metri, poi l’incidente (di gara) con Magnussen. Deve iniziare a fare punti per aiutare la Williams nei construttori e sè stesso,visto quello che sta facendo il compagno di squadra.

Bottas: 9.5. Terzo podio di fila, di nuovo in prima fila in qualifica, batte Massa il sabato, controlla in maniera impeccabile il ritorno di Hamilton. Mette nel mirino il terzo posto nel mondiale piloti.

Bianchi: 6.5. Primo degli altri sia il sabato che la domenica. In qualifica si mette dietro anche Maldonado, in gara rimonta dopo essere rimasto praticamente fermo in griglia.

Chilton: 5. Sonoramente battuto da Bianchi sia in prova che in gara.

Kobayashi 5.5. Ormai il suo confronto non è più con Bianchi, ma con Chilton. Riesce a tenersi dietro l’inglese, ma è una soddisfazione del tutto platonica.

Ericsson: non giudicabile. Problemi tecnici gli impediscono di partecipare alle qualifiche, il team infrange il regolamento del parco chiuso e lui deve partire dai box e scontare uno stop and go di 10 secondi. Vede la bandiera a scacchi ed è già qualcosa.