F1, Le pagelle della Malesia

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Vettel: 9.5. La Red Bull è in crescita, ma di certo non è (ancora) al livello della Mercedes. Eppure Seb sfiora la pole e mette pressione a Rosberg.

Ricciardo: 8. Dopo due gare è ancora a zero punti, ma la colpa non è certo sua. Anzi l’australiano disputa una bella gara impreziosita da un’ottima partenza. Le qualifiche bagnate e il ritmo gara rivelano comunque che il compagno di squadra è su un altro livello.

Hamilton: 10 e lode. Pole, vittoria, giro più veloce, sempre in testa in una gara gestita alla perfezione.

Rosberg:7+. Bicchiere mezzo pieno: conserva la leadership del mondiale e la manterrebbe nelle prossime due gare anche “accontentandosi” di arrivare una volta secondo e una terzo con Hamilton sempre vincente. Bicchiere mezzo vuoto: in Malesia ha subito una dura lezione dal compagno di squadra (sei decimi in qualifica, nove decimi sul giro più veloce in gara, 24 secondi al traguardo).

Alonso: 8-. Parte quarto, arriva quarto. In mezzo la solita gara di sostanza. Luci ed ombre in qualifica, dove ha la sua buona dose di colpe nel contatto con Kvyat ma poi strappa la seconda fila con una vettura non perfetta.

Raikkonen: 6-. Nelle libere sembrava aver risolto i problemi di confidenza con la F14T, puntualmente ripresentatisi nelle qualifiche bagnate dove Kimi busca un secondo da Alonso. La sua gara è compromessa dalla foratura in avvio, prova a recuperare ma, complice un danno al fondo piatto, non riesce a superare Grosjean.

Grosjean: 7.5. Con una Lotus ancora in forte difficoltà strappa l’accesso in q2 e sfiora la zona punti.

Maldonado: non giudicabile. Non mi sento di valutarlo: non gira il venerdi, in gara prima viene tamponato poi è costretto ad un precoce ritiro per un problema alla power unit.

Button: 8-. Annotiamo una vera rarità: Jenson, autentico maestro in circostanze del genere, sbaglia la scelta delle gomme in q3 (intermedie anzichè full wet). In gara coglie un buon sesto posto con una McLaren che sembrava la brutta copia di quella vista in Australia. E dire che Ron Dennis aveva pomposamente annunciato un miglioramento di mezzo secondo al giro!

Magnussen: 7.5. Ottimo in qualifica, in gara paga il tamponamento a Raikkonen che gli danneggia l’ala anteriore. Intendiamoci: la penalità è esagerata, ma si tratta comunque di una sbavatura che gli preclude la possibilità di un piazzamento migliore. Niente paura, però, la stoffa c’è.

Hulkenberg: 9+. Con l’ennesima prova di classe e consistenza lui (top driver) porta la Force India a lottare con i top team. Unico pilota a punti su tattica a due soste.

Perez: 5.5. Non riesce a prendere neanche il via a causa di un problema tecnico, ma in qualifica era stato eliminato in q2 buscando un secondo e sette decimi da Hulkenberg!

Sutil: 5. Ritirato in una gara che lo vedeva comunque lontano dalla possibilità di un piazzamento a punti, in qualifica era stato eliminato in Q1 con un distacco da Gutierrez superiore ai due secondi.

Gutierrez: 7- -. La sua gara dura appena tre giri in più rispetto a quella del compagno di squadra. Il meglio comunque lo aveva fatto vedere in qualifica con un dodicesimo posto davvero interessante.

Vergne: 6-. Ok, il ritiro arriva per problemi di affidabilità, ma lui aveva già compromesso la sua gara con una manovra nel corso del primo giro da lui stesso definita “troppo ottimistica” (e che innesca poi ulteriori contatti vedi tamponamento di Bianchi a Maldonado). Peccato perchè la qualifica era stata davvero buona.

Kvyat: 7.5. E con quello di Sepang fanno due arrivi in zona punti in due gare, le prime in F1 del giovanissimo russo. Complimenti!

Massa: 8. Giunge settimo partendo tredicesimo (e già questo è molto positivo) ma soprattutto si impone sulla squadra che gli aveva imposto un ordine di scuderia tanto sgradito quanto discutibile.

Bottas: 8.5. Sorvoliamo sulla penalità (a tal proposito vi invitiamo a leggere l’articolo del nostro Riccardo Turcato) e ci concentriamo sull’ennesima bella rimonta del finlandese che dalla piazzola numero 18 della griglia di partenza risale sino all’ottavo posto finale.

Bianchi: 6+. In qualifica ottiene (e non di poco) la pole degli altri, in gara tampona Maldonado con relative ripercussioni in termini di danni alla vettura, perdita di tempo e penalità. A sua discolpa va comunque detto che Vergne gli aveva tagliato la posteriore sinistra.

Chilton: 6. Prosegue la sua striscia record di arrivi consecutivi.

Kobayashi: 7+. Il suo tredicesimo posto consente alla Caterham di scavalcare la Marussia nei costruttori (e sappiamo quanto ciò sia importante dal punto di vista economico) ma soprattutto lotta con grande determinazione provando persino -complice l’altalena dei pit stop- ad inserirsi in zona punti.

Ericsson: 6. Porta a termine il primo Gp in carriera.