F1, Le pagelle di Montecarlo

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Vettel: 8.5. Sostanzialmente ingiudicabile la sua gara, visto il ritiro nelle battute iniziali. Il voto gli vale per la qualifica: il problema all’Ers gli costa qualcosa come quattro decimi al giro, eppure lui stacca comunque un tempo notevole.

Ricciardo: 9. Sfortunato in altre gare, a Montecarlo gli eventi non gli sono avversi. Il ritiro di Vettel e la foratura di Raikkonen lo elevano sul podio. Un podio che lui in ogni caso dimostra di strameritare con il forcing finale.

Hamilton: 7.5. Un voto in meno per l’atteggiamento, che, opinione personalissima, ha lasciato un pò a desiderare. Ci mancherebbe, aveva tutto il diritto di essere arrabbiato il sabato per quella che ha vissuto come un’ingiustizia. Ma prima e dopo ha parlato troppo e, forse, un pochino a sproposito.

Rosberg: 9.5. Pole e vittoria a Montecarlo (come nel 2013) e leadership del mondiale piloti. Lui stesso ammette che avrebbe voluto ottenere la pole in circostanze diverse, conscio che un minimo di sospetto continuerà ad essere nutrito da una parte degli appassionati e degli addetti ai lavori.

Alonso: 7.5. Weekend in contro tendenza rispetto alle abitudini: questa volta lo spagnolo è stato molto efficace in qualifica (d’accordo ha mantenuto l’abbonamento al quinto posto, ma ha inflitto un distacco pesante a Raikkonen), mentre in gara non ha mai dato l’impressione di poter dire la sua.

Raikkonen: 8+. Niente, gli gira male in questo 2014. La foratura lo priva di un possibile podio. Peccato perchè la sua partenza era stata ottima e il ritmo di gara nel primo stint sembrava molto incoraggiante. Se la cava con una semplice reprimenda per la manovra su Magnussen.

Grosjean: 6.5. Dopo Barcellona forse si aspettava altro. Comunque è stato bravo a non commettere errori e ad approfittare delle circostanze per risalire in zona punti.

Maldonado: s.v. Problemi tecnici gli impediscono perfino di partecipare alla gara. Non giudicabile.

Button: 7+. Vecchio marpione. Non è mai parso particolarmente veloce, ma con esperienza ed intelligenza è riuscito a portare a casa buoni punti per la McLaren.

Magnussen: 8. Bravissimo in qualifica (accede in Q3 a differenza di Button e in Q2 rifila quasi quattro decimi al più esperto e titolato compagno di squadra). Un problema al motore lo costringe a rallentare nelle fasi finali, poi l’episodio con Raikkonen lo estromette dalla zona punti.

Hulkenberg: 8.5. In qualifica perde il confronto interno con Perez. In gara fornisce l’ennesima prova di solidità portando la Force India nella top five. Molto bravo a gestire lo stint lungo con le supersoft.

Perez: s.v. La sua gara finisce al primo giro (contatto con Button giudicato come normale incidente di gara). Peccato perchè aveva fatto una buona qualifica.

Sutil: 5. Certo, ci ha fatto divertire con alcuni sorpassi, ma in qualifica era stato ancora battuto da Gutierrez e termina la gara nelle barriere. Un pilota della sua esperienza non può mancare un’occasione ghiotta come quella di Montecarlo per portare punti ad un team ancora a secco nel mondiale costruttori.

Gutierrez: 5. Vedi il discorso fatto per Sutil: spreca l’opportunità di muovere la classifica della Sauber, ora perfino dietro alla Marussia.

Vergne (8) e Kvyat (7.5): Ritiro a causa di problemi tecnici per entrambi, ma tutti e due meritano un voto alto per quanto fatto vedere sia in qualifica che in gara prima dello stop forzato. Vergne, in particolare, si aggiudica la palma di pilota più sfigato del mondiale 2014 di F1.

Massa: 7. Vittima incolpevole dell’errore di Ericsson il sabato, in gara risale sino al settimo posto volgendo a proprio favore gli eventi della gara.

Bottas: 7.5 La rottura del motore lo priva di un meritato piazzamento a punti. Peccato.

Bianchi: 10. Risultato storico per lui e per la Marussia. Senza l’errore di posizionamento in griglia (e le penalità conseguenti) gli avrei dato anche la lode (eh, sono pignolo, lo so…)

Chilton: 4.5. Contribuisce a rovinare la gara di Raikkonen e manca l’occasione di arrivare finalmente a punti.

Kobayashi ed Ericsson (5): Uno commette errori in gara, l’altro pure in qualifica, con il risultato che nessuno dei due riesce a massimizzare la chance (irripetibile?) fornita da una gara “pazza” come quella di Montecarlo.