Categorie
Formula 1

F1, Red Bull ti “brucia” le ali: Buemi e Alguersuari appiedati,al loro posto Ricciardo e Vergne.

Come anticipato dal nostro “Depaillerontyrrellp34”, la Scuderia Toro Rosso, con una decisione a sorpresa e destinata a far discutere, ha annunciato che il prossimo anno schiererà una formazione tutta nuova composta dall’australiano Daniel Ricciardo, 22 anni e 11 Gp in F1 con l’Hrt nel 2011, e dal francese Jean-Éric Vergne, 21 anni e 3 apparizioni nelle prove libere del venerdi in F1 nel 2011 con la Toro Rosso (Corea,Abu Dhabi e Brasile), oltre ai test riservati ai giovani piloti disputati,sempre ad Abu Dhabi, al volante della Red Bull.
La Toro Rosso,dunque, dopo un 2011 positivo che l’ha vista guadagnare l’ottava posizione nel mondiale costruttori conseguendo più del triplo dei punti della stagione precedente, di comune accordo con casa madre Red Bull (come precisato nelle dichiarazioni raccolte da Autosport), decide di promuovere Ricciardo e Vergne, affidandosi alla coppia più giovane (e inesperta…) dell’intero mondiale di F1 (i due,messi insieme, fanno circa l’età di Schumacher,il quale il prossimo 3 gennaio compirà 43 primavere!).
Il nome di Ricciardo era stato accostato, nelle settimane precedenti, alla Caterham per una possibile sostituzione di Trulli,mentre Vergne era in predicato di ricoprire il ruolo di terzo pilota Red Bull/Toro Rosso (ora raggiunge i connazionali Grosjean e Pic portando a tre il numero di francesi in F1 nel 2012 in attesa di Bianchi..).
La promozione dei due giovani equivale all’appiedamento di Buemi e Alguersuari, i quali dopo aver sognato il passaggio in Red Bull prima della riconferma di Webber ora si trovano addirittura senza un volante per il 2012 e con poche possibilità di ottenerne uno vista l’esiguità di posti ancora liberi.
Al di là del merito della decisione (condivisibile o meno) ciò che lascia un attimino perplessi è che lo svizzero e lo spagnolo,pur se “percepiti” come piloti già consolidati in F1 avendovi debuttato nel 2009, in realtà sono a loro volta molto giovani (Buemi ha solo 8 mesi in più di Ricciardo e Alguersuari appena un mese in più di Vergne).
Senza nulla togliere ai grandi meriti del programma Red Bull per i giovani piloti che ha appoggiato negli anni decine di drivers e che ha come fiore all’occhiello la scoperta del grandissimo talento di Sebastian Vettel,la sensazione è che,proprio dopo l’approdo di Vettel in F1, la gestione di questo vivaio non sia stata portata avanti con la dovuta cautela.
Già con Buemi e Alguersuari avevamo assistito più che al lancio ad una vera e propria catapulta in F1 di due ragazzi che probabilmente avevano bisogno di farsi ancora le ossa (Buemi veniva da una sola stagione completa in Gp2 terminata “appena” al sesto posto, Alguersuari preso dalla World Series Renault e portato in F1 a metà stagione senza test adeguati alle spalle): il risultato è che i due l’esperienza l’hanno dovuta maturare direttamente in gara, commettendo errori com’è naturale che sia, ma dimostrando di reggere bene alla pressione che la stessa Red Bull/Toro Rosso metteva loro con il fantasma di una possibile sostituzione con altri giovani del vivaio (e in particolare Alguersuari quest’anno ha risposto con una serie di risultati positivi alle voci che lo volevano in procinto di essere sostituto da Ricciardo,che alla fine era stato dirottato in Hrt).
Proprio ora che potevano essere raccolti i frutti di questo apprendistato, i due, dopo aver visto frustrate le ambizioni di raggiungere Vettel nel team “ufficiale”, dove si è scelto,invece, di puntare ancora su di un Webber francamente sottotono nel 2011, vengono addirittura accompagnati alla porta.
Quel che è peggio è che ora con Ricciardo e Vergne si rischia di ripetere pari pari lo stesso errore visto che i due, esattamente come capitato ai loro colleghi tre anni fa, arrivano in Toro Rosso in una situazione particolare: ad entrambi manca l’importante “palestra” della Gp2, la forte limitazione dei test non darà loro l’opportunità di girare quanto avrebbero bisogno per accumulare esperienza e nessuno dei 2 potrà giovarsi dell’apporto di un compagno di squadra esperto ed in grado, pertanto,di fungere da riferimento per la squadra guidandola nello sviluppo della monoposto.
La Toro Rosso, quindi, riparte ancora una volta da zero sapendo già da ora che, proprio come successo per Buemi e Alguersuari, bisognerà attendere fiduciosi la crescita di questi due ragazzi (accettando tutti i risvolti negativi del caso…): si spera in primo luogo che Marko (o chi per lui) diano almeno a Ricciardo e Vergne il tempo prima di imparare e poi di mettere a frutto la loro crescita,possibilmente senza agitare sulle loro giovani teste la spada di Damocle di un sempre possibile appiedamento.
Facendo altrimenti si rischierebbe di bruciare, dopo Buemi e Alguersuari, altri due ragazzi di talento.