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Formula 1

F1, Una risposta a James Allen.

Gli appassionati di motori più attenti sicuramente conoscono James Allen, giornalista e commentatore inglese, per molti anni telecronista dei Gp di F1 per l’emittente ITV e autore di un blog molto seguito e molto ben curato.
In un articolo ivi pubblicato Allen, dopo aver riportato varie indiscrezioni riguardanti la nuova Ferrari, conclude dicendo “Last year there was a lot of imagery around the launch of the pride of Italy, celebrating its 150th Anniversary.
Although the political tone might be lower this year, the team and particularly Montezemolo, will be well aware that Italy needs something to be proud of at this difficult time, with the economy in crisis and the recent sinking of one of its cruise ships another embarrassing episode for the country.” ovvero “Lo scorso anno c’è stata molta retorica intorno al lancio dell’orgoglio dell’ Italia che celebrava i suoi 150 anni (la 150 Italia n.d.r). Sebbene il tono politico quest’anno potrebbe essere minore, la squadra e in particolare Montezemolo, saranno ben consci che l’Italia ha bisogno di aver qualcosa di cui essere fiera,con l’economia in crisi e con il recente naufragio di una delle sue navi da crociera, un altro imbarazzante episodio per la nazione”.
Sinceramente a livello personale ho trovato la frase infelice e pregna di errori, qualunquismo e collegamenti fuori luogo, perfino in un certo senso offensiva, ma andiamo con ordine.
1) Per quanto la Ferrari sia uno dei simboli italiani più conosciuti nel mondo e la maggioranza degli italiani tifi per la Ferrari,l’equazione Italia uguale Ferrari non stà in piedi sia perchè la Rossa raccoglie un numero di sostenitori invidiabile anche all’estero e sia perchè,nello stesso tempo, molti in Italia, giustamente e legittimamente, NON tifano per la Ferrari.

2) Da italiano e da tifoso ferrarista (ebbene si confesso la “colpa”) non ho bisogno di una Ferrari vincente per avere un motivo di essere orgoglioso di essere italiano.
Io ho mille ragioni di essere fiero di essere italiano.
Sono fiero di esserlo per la nostra storia, per la nostra cultura, per il nostro patrimonio artistico e paesaggistico senza eguali nel mondo, per il nostro genio e la nostra creatività,per le nostre tradizioni, per l’impegno, l’onestà, la dignità, il coraggio che contraddistingue la stragrande maggioranza degli italiani anche in momenti cosi difficili, perchè l’Italia e gli Italiani sono meglio delle rappresentazioni macchiettistiche e stereotipate cosi’ tanto diffuse.
I tanti problemi che affliggono, a vari livelli e in diversi campi, il nostro paese, e dei quali sono ben conscio, non mi impediscono di essere fiero di essere italiano e di emozionarmi ogni volta che ascolto il nostro inno.
D’altro canto se Allen pensa che basti una Ferrari vincente per distrarre l’opinione pubblica dai problemi del paese offende la nostra intelligenza.

3) Strumentalizzare un episodio tragico quale quello del naufragio della Costa Concordia e metterlo sullo stesso piano di vicende e questioni che nulla vi hanno a che fare è qualcosa di veramente sgradevole oltre che intellettualmente sbagliato.
In primo luogo si tratta di un fatto riguardante una compagnia privata, non una nave della marina italiana.
In secundis,una volta accertate tutte le responsabilità, il fatto sarà un motivo di imbarazzo per i responsabili, non per l’Italia o per gli Italiani, perchè una persona (o più persone se i colpevoli saranno più di uno) non possono essere confusi con una nazione o con un popolo.
Farlo sarebbe cadere in una grave forma di qualunquismo e in una generalizzazione inaccettabile.
Infine nella tragedia del Giglio in mezzo ad errori e comportamenti irresponsabili, ci sono stati anche atti di coraggio, altruismo, solidarietà e senso del dovere da parte di molte persone: isolani, soccorritori, personale della nave e passeggeri stessi.
Tra queste persone, caro Allen, c’erano molti italiani.