F1 Weekly – Da Barcellona scambio Kvyat-Verstappen, Alonso pronostica una McLaren da podio e…

Sulle pagine di Motorsport Rants, la Formula 1 diventa un appuntamento «weekly»: news e curiosità dalla categoria regina.

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BREAKING: KVYAT RITORNA IN TORO ROSSO CON EFFETTO IMMEDIATO, VERSTAPPEN ALLA RED BULL

Sfilata Red Bull e Toro Rosso: da sinistra Sainz e Kvyat, ora insieme a Faenza, Ricciardo e il promosso Verstappen (© Getty Images)

 

Quella che si sta per concludere è stata una delle settimane più intense e movimentate che si possano annoverare in Formula Uno da diversi anni. Gli strascichi dell’episodio che ha visto protagonista Daniil Kvyat e Sebastian Vettel nel corso delle prime fasi del Gp di Sochi, si sono protratti per diversi giorni e, nella giornata di giovedì, con una nota ufficiale, la Red Bull ha deciso di prendere provvedimenti: dal prossimo weekend, dove si correrà la quinta gara del campionato 2016, la Red Bull e la Toro Rosso avranno una nuova line-up di piloti. Max Verstappen verrà promosso alla casa madre, la Red Bull appunto, mentre Kvyat sarà retrocesso al volante dello junior team di Faenza. Si tratta di una decisione a dir poco incredibile: in tempi recenti mai un pilota, nel corso di una stagione, aveva subito un trattamento simile. Se inizialmente la retrocessione del pilota russo suonava come una discutibile punizione per via del comportamento tenuto nel corso del Gran Premio di casa, in un secondo momento si è venuto a sapere che questa decisione era stata già presa dai vertici della Red Bull nel corso del Gran Premio di Shanghai, dove peraltro Kvyat aveva ottenuto un podio (l’unico, al momento, per le RB11). I motivi di questa decisione clamorosa sembrano risiedere nelle specifiche del contratto di Max Verstappen. Quando il giovane pilota olandese firmò per la Toro Rosso (e di fatto per la Red Bull), venne inserita una clausola attraverso la quale Max avrebbe potuto svincolarsi qualora, entro due o tre anni, non si fosse accasato alla Red Bull. Questo cavillo avrebbe pertanto potuto essere sfruttato dai team rivali, Ferrari e Mercedes in primis, per potersi assicurare il giovane talento. Inoltre, per evitare questo, la Red Bull, intenzionata a trattenere Verstappen, avrebbe dovuto ritoccare in modo cospicuo il contratto del suo pilota così da poterlo blindare. Helmut Marko, il super consulente nonché storico talent scout della squadra anglo-austriaca, ha pertanto dovuto sacrificare la parte “debole” del team, ovvero Daniil Kvyat. Il paradosso è che il pilota russo nel corso della passata stagione ha addirittura preceduto il suo compagno di squadra Daniel Ricciardo e, quest’anno, è stato l’unico della coppia a salire sul podio. Eppure la Red Bull è probabilmente il team che più di ogni altro punta moltissimo sul marketing; Ricciardo, non a caso, ha un impatto molto superiore sull’immagine della squadra: è un pilota, o sarebbe meglio dire un personaggio, in grado di attrarre moltissimi fans, catalizzando di conseguenza l’attenzione degli sponsor e dei giornalisti. Kvyat non ha questa dote, non incanta gli investitori ed è per questo che si è preferito rinunciarvi seduta stante in modo da lanciare la nuova stella del vivaio Red Bull. A dir poco opinabile la tempistica con cui il team di Dietrich Mateschitz affronta la gestione dei propri piloti: in pochi anni di storia, da quando il programma Red Bull ha preso piede, sono davvero numerosi (per non dire troppi) i talenti “bruciati” da Helmut Marko e soci. Si pensi ai vari Jaime Alguersuari, Jean-Eric Vergne e Sebastien Buemi che, nonostante buone prestazioni messe in mostra al volante della Toro Rosso, non hanno mai avuto una vera occasione per approdare nel team maggiore. Alguersuari, da qualche tempo, ha addirittura abbandonato il mondo delle corse per dedicarsi ad altro e recentemente, quando gli furono chieste spiegazioni per questa decisione, disse: “Nonostante abbia trascorso gran parte della mia vita nel mondo del motorsport, la Red Bull mi ha fatto disinnamorare di questo ambiente. Non posso dimenticare il trattamento ricevuto in quegli anni”. E’ chiaro dunque come la politica di questo team sia assolutamente aggressiva: l’universo Red Bull è senza appello.

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ALONSO CARICA LA MCLAREN: “TRA NON MOLTO AVREMO IL TELAIO MIGLIORE DELLA GRIGLIA. IL PODIO E’ POSSIBILE”

Per Alonso un eccellente sesto posto a Sochi: nel GP Spagna giocherà in casa (© Getty Images)

Dopo l’ottima gara di Sochi, Fernando Alonso guarda con fiducia al suo futuro in McLaren-Honda. Il bicampione del mondo è rimasto favorevolmente impressionato dall’aspetto telaistico della sua MP4-31, definendola una delle monoposto migliori, sotto questo profilo, dell’intera griglia. “Siamo contenti dei miglioramenti che stiamo riscontrando, il nostro obbiettivo è tornare a vincere anche se, con questa Mercedes, è davvero complicato. A Sochi abbiamo colto un ottimo risultato, ma non posso nascondere il fatto che i numerosi incidenti occorsi ai rivali ci abbiano agevolato”, ha dichiarato Fernando alla radio spagnola Cadena Cobe. “Al momento non sono previsti aggiornamenti significativi alla power unit Honda, tuttavia, a Woking stiamo lavorando per avere il miglior telaio dell’intera griglia e su questo siamo già a buon punto”, ha specificato il pilota di Oviedo. “Posso dire che in Spagna avremo una monoposto quasi totalmente nuova, così da essere subito competitivi in piste come Barcellona e Montecarlo. Se poi saremo bravi a migliorare anche il motore, allora nulla ci sarà più precluso. Non bisogna gettare la spugna perché il podio è un obiettivo alla nostra portata!”.

RAIKKONEN DUBBIOSO SUL SUO FUTURO IN FORMULA UNO DOPO IL 2016

Un’immagine emblematica di Raikkonen ai ferri corti con Bottas e Hamilton nel GP Russia: di questi tempi i pretendenti al sedile del ferrarista non mancano di certo (© Getty Images)

Nonostante i due podi consecutivi conquistati e i dieci punti di vantaggio sul suo compagno di squadra Sebastian Vettel, il pilota finlandese non può certo dirsi di essere sicuro di ritrovarsi nuovamente al volante della Ferrari nella prossima stagione di Formula Uno. Il suo contratto, infatti, scadrà al termine di quest’anno, e gli scenari futuri appaiono piuttosto nebulosi per il campione del mondo 2007: “Al momento non so cosa farò nel 2017, di certo il mio contratto con la squadra di Maranello è in scadenza a fine 2016. La mia passione per questo sport è immutata, tuttavia ci sono molti aspetti fuori dal mio controllo o che comunque non dipendono da me. Quello che posso fare è continuare a dare il massimo e ottenere buoni risultati. Per poter rispondere alla domanda su cosa farò l’anno prossimo dovremo aspettare il termine di questa stagione”. I pretendenti al secondo sedile di Maranello, del resto, non mancano, e tra questi prende quota il nome di Romain Grosjean, secondo certa stampa un ottimo compagno di squadra per Vettel, complici anche le buone cose mostrate nei primi Gran Premi affrontati sulla Haas motorizzata Ferrari.

LA SAUBER DISERTERA’ I TEST DI BARCELLONA. L’EVO FERRARI IN SOCCORSO DEL TEAM ELVETICO?

Più ombre che luci per la Sauber di Nasr in questo primo scorcio di 2016 (© Getty Images)

Si protrae ormai da diversi mesi la crisi finanziaria di uno dei team storici del Circus. Stiamo ovviamente parlando della piccola scuderia di Hinwil, la Sauber, che attraverso il suo sito ufficiale ha confermato che non sarà presente ai test collettivi di Barcellona, in programma il 17 e 18 maggio. “Non parteciperemo ai test per due ragioni: la prima è che per il Gp di Spagna non sono previsti aggiornamenti, la seconda è perché non disponiamo di alcun giovane pilota in grado di soddisfare i requisiti richiesti”, recita un post apparso sul profilo ufficiale del team svizzero. E’ ormai chiaro che la gestione del team principal Monisha Kaltenborn, negli ultimi anni, non ha portato la scuderia a navigare in buone acque: la ricerca di possibili investitori, comunque, continua. La Ferrari sembra voler aiutare la Sauber, almeno sotto l’aspetto delle performances: il team elvetico, infatti, dovrebbe disporre dalla nuova power unit di Maranello aggiornata proprio a partire dal Gp di Barcellona.

MERCEDES: “NESSUN FAVORITISMO PER ROSBERG”. HAMILTON: “PIU’ COMPETITIVO GRAZIE AL MIO STILE DI VITA”

Una nuova, di fatto assurda, voce sta impazzando negli ultimi giorni sul Web: la Mercedes starebbe favorendo la vittoria del mondiale per Nico Rosberg, sabotando la monoposto del suo compagno di squadra, l’inglese Lewis Hamilton. Nel mondo dei social network, dove ognuno può essere libero di esprimere la propria opinione, illazioni come questa possono facilmente diventare virali e ledere il buon nome del team che le subisce, in questo caso le Frecce d’Argento. Per questa ragione il team di Brackley ha voluto rispondere alla teoria dei complottisti mediante una lettera aperta: “Dalla Russia torniamo con emozioni contrastanti: da un lato siamo pieni d’orgoglio per il fatto di aver conquistato un’altra doppietta, dall’altro siamo rammaricati nell’aver appreso la grande frustrazione dei nostri fans per quanto riguarda l’affidabilità. Per noi è stato un weekend stressante sia per la gestione del muretto che in fabbrica. Si tratta di emozioni che vanno al di là della semplice frustrazione. Per la gente che ci guarda da casa, un weekend inizia il giovedì e termina la domenica sera e un brutto risultato può far male per qualche ora, sebbene poi la vita prosegua ugualmente. Per noi è diverso: ci sono più di mille persone, tra Brackley e Brixworth, che versano sangue, dolore e lacrime nelle corse, giorno dopo giorno”. La nota prosegue soffermandosi sugli aspetti più delicati: “Si vince e si perde tutti insieme, non esiste una squadra di serie A e una di serie B. Il nostro personale è il migliore al mondo, rappresentano una elite in questo settore e tutti svolgono un lavoro fantastico sia per l’intero team che per il singolo pilota”. La lettera, dopo aver analizzato e spiegato i motivi che hanno portato ai noti problemi di affidabilità, si conclude così: “Questo non toglie il fatto che stiamo deludendo le nostre stesse aspettative in termini di affidabilità, nonostante le buone performances complessive. Daremo il massimo per risolverli! Ci saranno sempre alti e bassi, giorni buoni e altri meno buoni, ma al di là di tutto siamo un team e resteremo uniti come sempre. Ringraziamo chi sta dalla nostra parte, mentre a tutti i cospiratori, i cosiddetti “haters”, possiamo dire che se saremo in grado di convincere anche la metà di voi di ciò che realmente rappresentiamo, beh, vorrà dire che avremo vinto la nostra battaglia”. Intanto Lewis Hamilton non vince ormai dal Gp di Austin 2015, gara che gli permise di laurearsi campione del mondo per la terza volta. Il polverone scatenatosi sul Web circa un complotto nei suoi confronti da parte della Mercedes si è sviluppato proprio in seguito ad alcune sue dichiarazioni che sono state male interpretate da qualcuno sui social network. Lewis ha tenuto poi a precisare, ancora una volta, di come il suo stile di vita non influisca sui risultati in pista: “Quello che faccio nella mia vita privata non danneggia le mie abilità alla guida, anzi, semmai mi aiuta a presentarmi in pista più rilassato e concentrato degli altri”.

RENAULT: OCON NELLE LIBERE 1 A BARCELLONA, L’EX LOTUS MALDONADO PILOTA DI SVILUPPO PIRELLI

Ocon in tenuta Mercedes per il campionato DTM al via domenica: il francese proverà la Renault F1 nel venerdì del GP Spagna (© Getty Images)

Dopo le prove libere di Abu Dhabi 2014, Esteban Ocon tornerà al volante di una monoposto di Formula Uno e lo farà nelle prossime prove libere di Barcellona. A comunicarlo è stato lo stesso pilota, al termine del Gp di Sochi, dove invece era stato costretto ad assistere dai box all’esordio in prova di Sirotkin, l’altro test driver Renault. Inoltre, alcune indiscrezioni hanno parlato di un possibile avvicendamento tra lui e il pilota titolare Jolyon Palmer: chissà se per Ocon questa occasione rappresenterà davvero un trampolino di lancio verso un posto da titolare. Intanto Pastor Maldonado, ex pilota titolare alla Lotus poi “rinnegato” da Renault in favore di Palmer, torna a far parlare di sé: dopo l’appiedamento nel corso di quest’inverno, il pilota venezuelano tornerà a mettere un piede in Formula Uno nel ruolo di driver di sviluppo degli pneumatici Pirelli 2017. Le prime prove, disputate sui circuiti del Mugello e di Barcellona, hanno visto Pastor al volante di una monoposto della GP2 Series.

SPM RACING SOGNA LO SBARCO IN FORMULA UNO

Se negli ultimi anni tanti russi si sono avvicinati al mondo del motorsport, riuscendo ad arrivare addirittura in Formula Uno, il merito va anche al programma Junior SPM Racing, lanciato dal miliardario russo Boris Rotenberg. Negli ultimi tempi si stanno facendo sempre più insistenti le voci che vorrebbero un coinvolgimento diretto del gruppo SPM anche in Formula Uno. Rotenberg ha così commentato le indiscrezioni circolate di recente: “Il nostro obiettivo è quello di avere un giorno un team di Formula Uno. Stiamo lavorando duramente per raggiungere questo risultato, ma non dipende tutto da noi. Per ora siamo contenti di supportare le carriere di diversi piloti del nostro Paese i quali, passo dopo passo, concretizzeranno l’approdo in Formula Uno”. Un esempio su tutti? La carriera di Sergey Sirotkin, divenuto tester Renault F1, è supportata da circa tre anni dal programma SPM.

Paolo Gallorini