F1 Weekly – Il team manager Toro Rosso accusa i mezzi di soccorso, Honda “onora” la cultura e…

Sulle pagine di Motorsport Rants, la Formula 1 diventa un appuntamento «weekly»: news e curiosità dalla categoria regina.

[divider]

TOST PUNTA IL DITO CONTRO I VEICOLI DI SOCCORSO IMPIEGATI NEL CIRCUS

Franz Tost a colloquio con il suo pilota Sainz Jr. (© Getty Images)

 

La tragedia di Jules Bianchi darà opportunità di riflettere per molto tempo ancora. Franz Tost, il boss della Toro Rosso, su Auto Bild confessa le sue preoccupazioni: “Con i mezzi di recupero in pista, anche con la safety car o la virtual safety car, il pericolo non cessa di esistere. Se una vettura, anche procedendo lentamente, ha una foratura, potrebbe andare contro questi mezzi. Già nel 1994 lo dissi a Schumacher, e pensavo che a questi veicoli dovrebbero essere applicati dei guardrail tutt’attorno, per evitare che le vetture di Formula 1 possano finirci sotto come nel caso dello sfortunato Bianchi”. Anche Roberto Merhi è stato interpellato sulla annosa questione della sicurezza. Lo spagnolo della Marussia aggiunge: “Ho corso da poco in Formula Renault 3.5 in Ungheria e mi sono subito reso conto che, quando un’auto è andata a sbattere e un veicolo di soccorso è entrato in pista per rimuovere il mezzo, la situazione venutasi a creare era di potenziale pericolo. Appena ho visto la scena ho rallentato subito. Se fosse successo qualche anno fa, obiettivamente non so se avrei tolto il piede dal gas”.

QUANDO LA FORMULA 1 E’ ANCHE CULTURA: HONDA NON VUOLE INGEGNERI DI ALTRI TEAM

Yasuhisa Arai, capo supremo del motorsport della Honda F1, ha voltato le spalle ai suggerimenti di Eric Boullier, il direttore corse della McLaren, che aveva suggerito, in recenti interviste, l’acquisto di ingegneri di altri team più blasonati come Mercedes e Ferrari, che possiedono già esperienza su queste nuove tipologie di motori. Arai ne fa una semplicissima questione di cultura: “Sarebbe un’ottima idea, ma è difficile far firmare un contratto da qualcuno che proviene da Ferrari e Mercedes o da altri team. E’ complicato farli lavorare con noi, abbiamo un’altra cultura, diverse attrezzature e altre cose che ci differenziano. Sono altamente qualificati, ma impiegherebbero troppo tempo ad imparare le nostre procedure. I telai e i motori sono completamente diversi. Ora abbiamo solo bisogno di risolvere tra noi i problemi lavorando insieme”.  Chissà, forse adesso i giapponesi assumeranno anche sociologi e fonderanno la loro ambasciata per non mescolarsi al resto della Formula 1. A parte gli scherzi, è certamente interessante assistere a un confronto tra team di nazionalità (e culture!) diverse.

PER GROSJEAN DESTINO SCRITTO NEL 2016: SALTERA’ MOLTE FP1

Lotus F1, Spielberg 2015 (Getty Images)
Una Lotus in azione sul circuito di Spielberg (© Getty Images)

Il contratto parla chiaro. Quando scenderà in pista il terzo pilota, sarà il francese a dover lasciare il sedile della Lotus nelle prime libere dei vari venerdì di prova. E’ già successo in questa stagione con Palmer. Ai microfoni di Autosport, Grosjean esprime tutto il suo rammarico: “Quando quest’anno mi hanno detto che avrei saltato 10 sessioni del venerdì mattina mi sono arrabbiato – in realtà ha usato un altro termine più colorito, ndr – tantissimo, ho detto che secondo me non era giusto. Se  però la line-up sarà la stessa anche il prossimo anno, mi toccherà la stessa sorte. Da un lato, comunque, ti dà una certa soddisfazione battere il tuo compagno – Maldonado, ndr  – partendo dalla FP2. Se posso ottenere questi risultati è grazie al rapporto che ho con i miei ingegneri”. Una dichiarazione nemmeno troppo velata per sottolineare che il suo piede destro è più pesante di quello del compagno di box.

PILOTI, VETTURA, TEAM PRINCIPAL: ECCLESTONE SVELA IL SUO DREAM TEAM

Il sito ufficiale della Formula 1, in un’intervista estiva a Bernie Ecclestone, ha chiesto al patron della massima serie la composizione ideale del suo dream team. Il primo pilota scelto da Mr. E è stato Fernando Alonso, a detta dell’inglese uno tra i migliori di tutti i tempi. L’immaginario compagno di squadra dello spagnolo è Jochen Rindt, unico pilota a vincere un Mondiale di Formula 1 dopo la sua dipartita. Come team principal è stato eletto Flavio Briatore che, crash-gate a parte, ha dimostrato negli anni di saper fare il suo lavoro. Come auto – prevedibile, quasi – da sogno, ecco la Brabham BT49: la vettura collezionò sette vittorie nella stagione 1981 e il proprietario del team, in quell’epoca, era guarda caso un certo Bernie Ecclestone.

RAIKKONEN E’ ICEMAN SOLO IN PISTA: PAROLA DI MINTTU

Minttu Virtanen e i due Raikkonen (Getty Images)
Minttu Virtanen e i due Raikkonen (© Getty Images)

 Siamo abituati a vederlo distaccato, a tratti persino avulso dalla realtà circostante, il ferrarista Kimi Raikkonen. Il suo soprannome, Iceman, gli è stato affibbiato per quella sua particolare dote che porta il pilota della Ferrari a nascondere completamente le sue emozioni. Che vinca (un Mondiale) o che esca (pericolosamente) di pista, il suo volto non cambia mai espressione e il suo tono rimane sempre lo stesso: pacato e lento. Questa sua caratteristica ha creato attorno a lui un’aura mistica, che lo ha un po’ a sorpresa proiettato in cima alla classifica dei piloti più amati del Circus. A quanto pare, questo suo temperamento artico, però, non si manifesta dietro le mura domestiche. A svelarlo è la compagna Minttu Virtanen, che all’inizio dell’anno ha dato alla luce Robin, il primogenito di casa Raikkonen. L’ex assistente di volo, sulle pagine del magazine di lifestyle finlandese Kauneus, ha svelato che “a casa è una persona calda e meravigliosa. Per lui la famiglia viene prima di tutto, anche se al lavoro – in pista, ndr – potrebbe sembrare egoista e freddo. Lui vorrebbe altri figli e anche io sarei ben disposta, se la gravidanza non nascondesse molti lati negativi”. Riuscite ad immaginarvi Kimi intento a chiamare la sua fidanzata con nomignoli affettuosi e sdolcinati?

HORNER SORPRESO E MERAVIGLIATO DA KVYAT

Chi dispensa elogi, dopo l’ottima prestazione del russo della Red Bull, è anche Christian Horner, team principal della compagine con sede a Milton Keynes. Le sue parole sono quelle di chi ha visto un talento sbocciare nelle difficoltà: “Daniil dovrebbe stare più attento ad alcuni aspetti della Formula 1, ma è sempre lì, pronto a sfruttare ogni minima occasione che si presenta. La sua stagione è partita male e non è stata del tutto colpa sua. Ha comunque reagito bene, si è scrollato di dosso i problemi e ora è molto avanti nel programma. Ottimo per lui andare in vacanza dopo la piazza d’onore di Budapest!”. Dopo dieci appuntamenti i punti di distacco da Ricciardo sono solo sei. Vedremo se l’australiano dalle indubbie origini italiane riuscirà a domare il giovane neoacquisto Red Bull nei nove Gran Premi che restano.

Andrea Emanuele Aprile