F1 Weekly – Jorge Lorenzo proverà la Mercedes, Alonso non vuole più di 21 gare e…

Jorge Lorenzo guiderà la W05 questo week-end, mentre si delinea il futuro di Wolff e Lauda

jorgelorenzomotogpsanmarinoracededwhndyd_flUn sogno che si avvera. Dopo diversi mesi difficili in MotoGP per Lorenzo, arriva finalmente la soddisfazione di poter provare la Mercedes del 2014 con cui Lewis Hamilton ha artigliato il suo secondo titolo mondiale, grazie alla mediazione dello sponsor Monster Energy che finanzia sia Yamaha che lo stesso team di Stoccarda. Il test è fissato per questo fine settimana sul circuito di Silverstone. Per Jorge la difficoltà principale sarà quella di mutare riferimenti, avendo percorso il circuito britannico solo in moto. Per questo motivo, ha già portato in pista diverse automobili nel tentativo di abituarsi allo stile di guida richiesto per pilotare la W05.
Per uno che arriva in Mercedes, altri se ne vanno. O almeno sono queste le voci che circolano su Toto Wolff – per cui si parla di un ruolo esecutivo con Liberty Media – e Niki Lauda, il cui contratto con Brackley terminerà alla fine del 2017. Toto però smorza queste voci ai microfoni di Sky: “Entrambi siamo molto soddisfatti del lavoro svolto e questa è la cosa più importante.” Parere condiviso da Niki, più che pronto a prolungare la collaborazione con il team nonostante qualche divergenza di veduta con lo stesso Wolff, definito a volte troppo rigido con i propri piloti.

Alonso contrario all’estensione del calendario, de la Rosa scettico sul potenziale McLaren nel 2017

f1grandprixjapanpreviewsxtgvqna1kz2lIn McLaren, non è una novità, si lavora già da tempo sulla prossima stagione. Ma mentre tecnici ed ingegneri sono impegnati a preparare la nuova monoposto di Woking, Fernando Alonso esprime il proprio parere circa la possibilità che Liberty Media possa portare a 25 le tappe in calendario, contro le attuali 21: “Quando iniziai a correre si facevano 16 o 17 gare. Tra l’una e l’altra c’erano diversi test e forse era più stressante di adesso. Capisco e rispetto le motivazioni di un’estensione, ma la verità è che viaggiamo troppo e in parti troppo diverse del mondo. Adesso per esempio, abbiamo lasciato l’Europa con direzione Singapore e subito dopo siamo volati in Malesia. Pochi giorni e si va in Giappone per poi ripartire verso l’altra parte del mondo e riattraversare successivamente l’Atlantico per arrivare ad Abu Dhabi. Per me è già abbastanza.”
Pedro de la Rosa, invece, esprime scetticismo circa la possibilità che nel 2017 la McLaren possa puntare alla vittoria: “Un team che lotta per entrare nel Q3 difficilmente potrà lottare per il titolo l’anno successivo. Ma potrà giocarsela per gli arrivi a podio, su questo non ho dubbi.”

Guenther Steiner non vuole parlare di sfortuna per la Haas

romaingrosjeanf1grandprixmalaysiapractice8ytqshrujnglTesta bassa e lavorare. È questo il messaggio, in pieno stile Arrivabene, lanciato dal team principal della Haas a seguito della disastrosa trasferta in Malesia: “Parlare di sorte avversa suona come una scusa, in vita ognuno si crea la propria fortuna. Ma penso anche che ci siano tante cose da controllare e noi cerchiamo sempre di far fronte comune. In Malesia abbiamo faticato a trovare un buon bilanciamento, ma prima della gara eravamo piuttosto soddisfatti. Poi è andata come è andata. Esteban ha rimediato una foratura quando Magnussen gli è finito addosso, ma con Romain stava andando tutto bene, la strategia funzionava e tutto era sotto controllo. Poi il disco freno ha ceduto. La si può chiamare sfortuna ma è ancora una nostra colpa.”
Facile chiamarla “stranezza”, però: entrambi i cedimenti che hanno estromesso le VF-16 sono ritenuti inspiegabili dai tecnici, in particolare la perdita della ruota sull’auto di Gutierrez.
Se a questi inconvenienti si aggiunge la mancata partenza di Grosjean a Singapore, ci si rende conto che l’Asia non ha decisamente portato fortuna ad un team che manca l’appuntamento coi punti dal GP d’Austria di luglio.

Da Baku arriva la richiesta per cambiare la denominazione di “GP d’Europa”

kimiraikkoneneuropeanf1grandprixqualifyingkleo637qqivlSu richiesta degli organizzatori, dal prossimo anno a Baku si dovrebbe tenere il “Gran Premio dell’Azerbaijan”. Va a perdersi quindi la denominazione originale, voluta principalmente per sottolineare il collegamento tra il paese e il continente. Ma adesso le esigenze sono diverse, come spiegato dal responsabile di marketing e comunicazione Nigar Arpadarai: “Abbiamo portato con successo la Formula 1 nella nostra capitale. Adesso però è ora di collegare questa tappa al nostro paese.”
La richiesta è attualmente al vaglio.

Renault prende tempo, incerto il futuro di Kevin Magnussen

f1grandprixofmalaysiacc9tbfj9lghlIl team francese avrebbe dovuto esercitare l’opzione sul contratto di Magnussen entro il 1° ottobre. Ma, con un accordo tra le parti, la scadenza è stata spostata al 14 ottobre. Bisognerà quindi aspettare ancora qualche giorno per sapere dove troveremo Kevin il prossimo anno, ma anche per conoscere la line-up definitiva della Renault per il 2017. Da mesi si alternano voci circa il sostituto di Jolyon Palmer, non particolarmente convincente quest’anno, con diversi nomi fatti: Nico Hulkenberg, Carlos Sainz, Valtteri Bottas. Da prendere anche in considerazione la possibilità che ad Enstone decidano di promuovere il giovane Esteban Ocon e affiancarlo proprio a Valtteri, l’unico a non avere un contratto in scadenza. In quel caso, sia Palmer Magnussen si ritroverebbero a piedi.

Per Nasr la Sauber non ha il potenziale per arrivare in zona punti

f1grandprixofmalaysiamk43qql-dfdl“Abbiamo bisogno di un po’ di fortuna, come un ingresso azzeccato della safety car. Episodi che possono concorrere a farci arrivare in zona punti. Ma al momento, se parliamo solo di prestazioni, nè io nè Marcus siamo in grado di guadagnare la top-10.”
Questa la ricetta di Felipe Nasr per finire bene una gara ed evitare che la Sauber finisca il secondo campionato in tre anni senza neanche un punto.

Lorenzo Michetti