F1 Weekly, verso Baku – Ferrari tra strategia e rumors, Heineken nel mirino delle associazioni anti-alcol e…

Sulle pagine di Motorsport Rants, la Formula 1 diventa un appuntamento «weekly»: news e curiosità dalla categoria regina.

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STRATEGIA FERRARI: LE IPOTESI CHE HANNO PORTATO ALL’ERRORE. E ARRIVABENE DIFENDE IL DT ALLISON

Uomini Ferrari a confronto: il team principal Arrivabene si intrattiene con il dt James Allison (© Getty Images)

 

Il secondo posto di Montréal conquistato da Sebastian Vettel ha lasciato l’amaro in bocca a molti. Si tratta della seconda clamorosa occasione sprecata dalla Ferrari nel corso di queste prime sette gare iridate. La decisione di far rientrare così presto entrambe le SF16-H ha stupito tutti, tuttavia con il senno di poi è sempre facile giudicare. La Ferrari, probabilmente, ha preso quella decisione per una serie di condizioni: in primo luogo è presumibile pensare che il team di Maranello avesse iniziato la gara con una strategia orientata sulle due soste e, pertanto, nel momento in cui è stato esposto il regime di Virtual Safety Car, si è presentata l’occasione per minimizzare i tempi di sosta: sfruttando la VSC si guadagnano infatti circa otto secondi. Un’altra spiegazione plausibile, che si aggiunge alle precedenti, è che la Ferrari abbia deciso di sfruttare le circostanze anche per evitare il possibile “undercut” di Lewis Hamilton, situazione che, se si fosse verificata, con quasi ogni probabilità avrebbe spento le chances di vittoria di Vettel. Quello che non si riesce a spiegare è invece la decisione di aver montato pneumatici supersoft, il compound scartato da quasi tutti i team per la gara canadese. L’errore strategico si aggrava per il fatto di aver sottovalutato la capacità di gestione delle Pirelli ultrasoft della Mercedes, peraltro appena 14 giorni dopo la gara magistrale di Montecarlo di Hamilton, il cui esito avrebbe dovuto insospettire la Ferrari. Di certo, in caso di pioggia (scongiurata da ogni stazione meteorologica), o di entrata in pista della safety car, la Ferrari avrebbe potuto riguadagnare la testa della corsa, ma…

Dopo la gara canadese si sono susseguiti rumors di ogni tipo riguardanti il Cavallino. Uno dei più assurdi riguardava la presunta separazione di James Allison dalla Ferrari: secondo alcune fonti l’inglese, direttore tecnico della compagine di Maranello, dopo la scomparsa della moglie starebbe valutando di tornare in Inghilterra per stare più vicino ai suoi figli. “Queste dichiarazioni sono assolutamente false”, ha tuonato Maurizio Arrivabene. “Noi sosteniamo Allison, sta passando un momento terribile che nessuno dovrebbe mai vivere e ha tutto il nostro supporto. Questa notizia è stata attribuita alla mia persona e la ritengo davvero una mancanza di rispetto”.

OBIETTIVITA’ HAMILTON: “NON MI ASPETTAVO UN RECUPERO COSI’ RAPIDO”

La gioia di Hamilton dopo aver tagliato per primo il traguardo nel GP Canada (© Getty Images)

Le due vittorie consecutive inanellate da Lewis Hamilton e le due gare sottotono di Nico Rosberg hanno permesso al pilota inglese di ridurre drasticamente il gap che lo separava da compagno di squadra. “Non avrei mai scommesso dei soldi su un recupero così incredibile”, ha esordito Hamilton nel corso di un’intervista concessa al sito Crash.net. “Prima di arrivare a Monaco pensavo che lì avrei avuto l’occasione per riscattarmi; la gara del Principato è stata davvero difficile, ho guidato in condizioni limite. In Canada, poi, le cose non sono iniziate come avremmo voluto, ma siamo risusciti a capovolgere la situazione conquistando un’altra vittoria!”, ha dichiarato il tre volte iridato. Il campione in carica, qualche settimana fa, aveva 43 punti di svantaggio da Nico Rosberg, ora lo spread si è ridotto ad appena 9 lunghezze. Le prime due vittorie di questo 2016 del driver numero 44 sono state agevolate anche da una certa dose di fortuna, ma non si può certo dire che non abbia guidato da campione.

HORNER: “OTTIMI GLI AGGIORNAMENTI ALLA POWER UNIT RENAULT”. E SAINZ SOGNA DI VINCERE UN MONDIALE SULLA RED BULL

Ricciardo e Sainz ai ferri corti nel GP Cina andato in scena sulla pista di Shanghai (© Getty Images)

Il team principal della Red Bull, Christian Horner, nel corso di una intervista ad Auto Motor und Sport si è detto favorevolmente impressionato dagli sviluppi alla power unit Renault (le unità motrici che equipaggiano le RB11 utilizzando brand Tag Heuer, n.d.r.). “Il grande lavoro svolto dai tecnici della Renault è evidente: se soltanto qualche settimana fa Nico Rosberg avesse attaccato una Red Bull in rettilineo, l’avrebbe superata senza nessun problema. In Canada, invece, non ci è riuscito”, ha dichiarato Horner riferendosi ai molteplici tentativi di sorpasso di Rosberg su Verstappen nel corso delle ultime fasi di gara a Montréal. Intanto Carlos Sainz, attuale pilota della Toro Rosso accostato da certa stampa alla Ferrari in ottica 2017, continua a sperare in una promozione nelle maglie della Red Bull: “Resto convinto che, se continuerò a dimostrare il mio talento, qualcuno lo noterà. Il mio obiettivo è quello di lottare per il titolo mondiale al volante della Red Bull!”.

ALONSO: “SENTO DI ESSERE NEL POSTO GIUSTO PER BATTERE LA MERCEDES”

La McLaren-Honda è sicuramente il team che ha avuto i maggiori margini di crescita rispetto alla passata stagione. Il binomio anglo-nipponico è ancora ben lontano da dove il blasone di questa partnership meriterebbe di essere, ma i segnali sono incoraggianti rispetto all’imbarazzante anno d’esordio. “Concludere il campionato al quarto posto nella classifica costruttori è un risultato potenzialmente conseguibile dalla McLaren”, ha dichiarato Fernando Alonso. “Tuttavia ci troviamo in una situazione particolare: il 2017 sarà un anno di profondi cambiamenti e questo avrà delle implicazioni sullo sviluppo delle monoposto nel 2016. Se ci trovassimo in condizioni normali potremmo continuare a progredire, ma arriverà un momento in cui tutti noi dovremo fermarci. A quel punto, le prestazioni rimarranno quelle sino al Gran Premio conclusivo ad Abu Dhabi. Dobbiamo trovare un trade-off tra lo sviluppo della monoposto attuale e quella dell’anno prossimo. Nel 2017 ci saranno molte aree in cui potremo essere avvantaggiati: sono sicuro di trovarmi nell’unico team che potrà battere la Mercedes. Spero solo che sia il momento giusto”.

GROSJEAN FA LE CARTE AL GP EUROPA: “INCOGNITA PER TUTTI”. BAKU CONFERMATO PER DIECI ANNI?

Rispetto agli exploit di inizio stagione, la Haas sembra avere perso un po’ di competitività e fiducia, in special modo nel corso delle ultime tre gare. Romain Grosjean, pilota di punta della scuderia capitanata da Gunther Steiner, si è comunque detto ottimista circa le aspettative del team in vista del Gran Premio in terra azera: “A Baku potremmo avere una buona occasione: si tratta di una pista nuova per tutti, molto diversa rispetto ai circuiti della Formula 1 a cui siamo abituati. La parte vecchia, quella della fortezza, è molto interessante e sarà eccitante correrci”. Nel frattempo, in vista del Gran Premio d’Europa in programma a Baku domenica prossima, il ministro dello sport dell’Azerbaigian, Azad Rahimov, ha affermato: “La Formula Uno rimarrà a lungo a Baku. Abbiamo un contratto quinquennale con Ecclestone e c’è la possibilità di rinnovare per altri cinque anni!”. Il Circus sembra dunque avere trovato casa stabile in terra azera, nonostante le vendite dei biglietti non siano state per il momento strepitose. Probabilmente bisognerà ripensare ad una migliore collocazione in chiave logistica dell’evento: le squadre sono infatti state costrette a un’estenuante trasferimento da Montréal alle rive occidentali del Mar Caspio.

LO SPONSOR HEINEKEN FINISCE NEL MIRINO DELLE ASSOCIAZIONI ANTI-ALCOL

Gianluca Di Tondo durante la conferenza stampa indetta dalla Heineken per ufficializzare la partnership con il brand F1 (© Getty Images)

Recentemente la FOM ha siglato un incredibile accordo che ha permesso ad Heineken di diventare uno dei “title sponsor” della massima categoria automobilistica da qui al 2020. L’azienda olandese produttrice di birra sarà main sponsor di tre Gran Premi a stagione e il marchio sarà visibile in altri sei appuntamenti. Il colosso di Amsterdam, infatti, già dal 2016 sarà lo sponsor principale del Gp d’Italia e c’è chi sospetta che, anche attraverso questa collaborazione, si possa trovare l’accordo per il rinnovo contrattuale della pista brianzola. “Heineken è un brand internazionale di primo livello con una grandissima reputazione per il marketing top class. Sono davvero felice di dare loro il benvenuto in Formula 1. Non vedo l’ora di assistere alle loro brillanti iniziative durante i weekend di gara”, ha dichiarato Bernie Ecclestone. Il senior director di Heineken, Gianluca Di Tondo, si è detto entusiasta della nuova avventura intrapresa dall’azienda olandese: “La Formula 1 è una manifestazione che non si limita ad una gara, ma è un evento globale. Rappresenta un’opportunità unica per noi, per entrare in contatto con gli attuali e potenziali clienti in mercati in costante crescita”. Nonostante lo slogan di Heineken, l’azienda dei Paesi Bassi sarà sempre orientata alla guida responsabile, “if you drive never drink” è il messaggio irradiato sugli autodromi che ospitano la massima formula. Un movimento anti-alcol, però, più precisamente l’European Alcohol Policy Alliance, si è prontamente schierato contro questa nuova partnership: “Alcol e guida non dovrebbero mai andare di pari passo. Questa collaborazione è una grande preoccupazione per noi, la Formula 1 sta diventando più che un evento sportivo una manifestazione di brand alcolici”. Eppure la Formula 1 negli ultimi anni ha visto l’uscita di numerosi sponsor e una multinazionale del calibro di Heineken, dotata di un network globale con indiscusse competenze di marketing, può solo portare vantaggi concreti a uno sport che in termini di introiti pubblicitari e di rapporto con i fans sta attraversando un momento storico davvero complicato.

Paolo Gallorini