F1 Weekly – Monza più vicina al rinnovo, Vettel sogna una “mission impossible” e…

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Monza, prima variante. Foto di Andrea Emanuele Aprile

 

MONZA PIU’ VICINA AL RINNOVO. SODDISFATTI GLI ORGANIZZATORI DI BAKU, IN GERMANIA BIGLIETTI A PREZZO RIBASSATO

Monza, Baku, Hockenheim. Tre piste diverse, tre situazioni diverse, tre umori diversi. Per la nostra storica pista di Monza è dovuto intervenire lo Stato. Un emendamento passato già al Senato darà la possibilità di defiscalizzare l’investimento della Regione Lombardia sul parco di Monza, offrendo la possibilità di prolungare quel fatidico contratto con Ecclestone oltre la scadenza del 2016. Ora mancherebbe solo il “sì” della Camera per dare un futuro a una pista che racchiude in sé la storia della Formula 1. Intanto in Asia (ma qualcuno è riuscito a definirla Europa) i dirigenti del Gran Premio di Baku si definiscono soddisfatti per aver inserito il loro circuito nel calendario estivo della stagione. Arif Rahimov, organizzatore dell’evento, motiva così la sua euforia:  “Avevamo chiesto al signor Ecclestone, da subito, l’inserimento della gara nel periodo estivo. A luglio ci sono circa trenta gradi a Baku, la stessa temperatura dell’Ungheria. Fin dal principio abbiamo incontrato il sostegno di Ecclestone. Già da ottobre dello scorso anno, quando è venuto a farci visita la prima volta, Bernie era molto interessato al progetto: dai suoi commenti ho notato quanto gli piaceva la città”. Tornando nel Vecchio Continente, nella parte un po’ più europea, ad Hockenheim, gli organizzatori, intenzionati ad assicurarsi il tutto esaurito per la prossima stagione così da rifarsi del buco in calendario di quest’anno, hanno pensato di ridurre drasticamente il costo dei biglietti. I tre giorni canonici del weekend di gara costeranno 99 euro, mentre i bambini sotto i sei anni di età potranno entrare gratis. I minori di sedici anni potranno invece avere il biglietto valido per tutto l’evento a 50 euro. Questa scelta prende le mosse da due dati: la gara di Silverstone di quest’anno, che ha registrato 144.000 presenze in pista grazie alla riduzione dei costi dei biglietti (incredibile, sono arrivati al nocciolo del problema!) e il flusso bassissimo di fans nel 2014 sulla pista di Hockenheim: solo 55.000 nonostante il dominio Mercedes.  Il ferrarista Vettel e il vincitore della 24 ore di Le Mans, Nico Hulkenberg, saranno ottimi promotori?

VETTEL NON ESCLUDE IL TITOLO. ARRIVABENE PRENDE TEMPO PER RAIKKONEN

Pollice su per Vettel sul circuito dell’Hungaroring (© Getty Images)

E’ solo la seconda vittoria di campionato, quella di Budapest, ma a quanto pare basta per galvanizzare e dare un senso al campionato di Sebastian Vettel, che crede nella vittoria del Mondiale già quest’anno. Il tedesco giustifica cosi la sua positività alla BCC: “C’è ancora molto lavoro da fare, ma non si sa mai, la strada è ancora lunga. Faremo di tutto per trasformare l’impossibile in possibile. Dobbiamo solo mantenere la calma e lavorare di buona lena. Poi vedremo dove ci condurrà questo lungo viaggio”. Intanto il sempre più richiesto Arrivabene si sofferma ancora una volta sul contratto di Raikkonen e precisa: “L’obiettivo ora è quello di concentrarci sulla macchina e sulle sue evoluzioni, non sui piloti. Abbiamo tempo per decidere. Durante la pausa estiva, ci si prende appunto una vacanza: si va a nuotare, si va in mountain bike o qualsiasi altra cosa. Altrimenti non è una vacanza, ma un lavoro!”.

ERICSSON ONESTO: “PERSE ALCUNE OPPORTUNITA’ QUEST’ANNO”

Che la Sauber abbia perso qualche occasione durante la sua avventura mondiale fin qui disputata non è un mistero per nessuno. Dall’incredibile esordio in Australia in cui il team elvetico riuscì a portare in zona punti i due piloti, dopo la disastrosa annata del 2014, le prestazioni hanno iniziato piano piano a decadere, ritrovandosi ora, a metà stagione, nelle ultime file dello schieramento. Marcus Ericsson, interpellato sull’argomento, ammette: “Nel box sono tutti delusi. Abbiamo iniziato molto bene, ma ora abbiamo perso lo slancio iniziale. Abbiamo lavorato bene finora, ma vogliamo più punti. Personalmente, da quando sono in questo team più esperto – della Caterham, ndr – ho imparato molto, sono soddisfatto della mia prestazione ma in alcune occasioni ho gettato al vento delle concrete possibilità per fare bene, come in Malesia, dove combattevo per la settima posizione prima di finire nella ghiaia. Ho molto da imparare”. Forza e coraggio, Marcus, anche perchè difficilmente Felipe Nasr resterà a guardare.

BUTTON DA’ RAGIONE A MONTOYA: “TROPPI AIUTI AI PILOTI”

during the Verizon IndyCar Series Firestone 600 at Texas Motor Speedway on June 6, 2015 in Fort Worth, Texas.
Juan Pablo Montoya, Indycar. (Getty Images)

Quando Juan Pablo Montoya rilascia qualche intervista non c’è giornalista di motorsport che non riporti le sue parole. Ex pilota di Formula 1 colombiano, ha spesso fatto parlare di sé per il suo comportamento irriverente e senza peli sulla lingua. Il pilota, trasferitosi in Nascar prima e in Indycar poi, per la seconda volta nella sua carriera – attualmente è primo in classifica con un buon vantaggio sugli inseguitori – ha spiegato che secondo lui “i piloti di Formula 1 odierni sono troppo pigri e troppo condizionati nella guida”. A dargli corda, ribadendo le sue parole al giornale Auto Motor und Sport, è stato Jenson Button: “Ha ragione. Per esempio, in passato non si davano le temperature dei freni e degli pneumatici ai piloti, così il driver stesso doveva essere talmente sensibile da capire da solo la situazione della sua vettura. Non avrei mai pensato di ritrovarmi a condividere le stesse idee di Juan Pablo!”. Quasi un po’ vergognandosi di essere d’accordo con un pilota che è stato sostanzialmente cacciato dalla Formula 1, l’inglese della McLaren è l’esempio di come, in questo periodo, anche piloti in apparenza diversi quanto a carattere e stile di guida si scoprano improvvisamente simili per quanto attiene alla linea di pensiero.

MASSA: “PRESTAZIONE UNGHERESE? MAI PIU’!”

Il Gran Premio ungherese per la Williams è stato un vero calvario: prestazioni non significative e sfortune varie – forature e posizionamenti errati in griglia – hanno fatto sì che i due alfieri del team inglese tagliassero il traguardo in dodicesima e tredicesima posizione. Proprio Felipe Massa, su Autosport, rassicura i sostenitori: “Un risultato così non si ripeterà più. E’ una eccezione, anche se adesso dobbiamo migliorare sui circuiti lenti, e prepararci per Singapore. Abbiamo molti dati a nostra disposizione. Torneremo per giocarci il podio o la vittoria”. Speriamo che le dichiarazioni del brasiliano non siano solo parole al vento, perché se il risultato delle due Red Bull non è stato dettato dal caso, Massa e Bottas dovranno prepararsi a giornate difficili.

RICCIARDO E’ CONVINTO: IN UNGHERIA LA RINASCITA RED BULL

Daniel Ricciardo e Daniil Kvyat sul podio d'Ungheria. (Getty Images)
Daniel Ricciardo e Daniil Kvyat sul podio d’Ungheria. (Getty Images)

Sicuramente gli eventi in pista e il layout stesso dell’Hungaroring sono stati congeniali al team di Milton Keynes, di fatto però la Red Bull è tornata sul podio con tutte e due i suoi piloti. Un traguardo importante, dopo tutte le polemiche e gli scontri a viso aperto con i fornitori del motore Renault. Certamente è troppo presto per poter dichiarare il team austriaco “pericoloso” per Mercedes e Ferrari, eppure le premesse ci sono. Ricciardo, sulla gara, minimizza: “Non abbiamo mai trovato l’equilibro della vettura se non in corsa. In confronto allo scorso anno, possiamo dire però di aver fatto dei progressi. Anche se la pista era adatta a noi, sembrava che avessimo fatto un passo in avanti e tutti i nostri aggiornamenti hanno svolto al meglio il loro dovere congiuntamente. Ora andiamo in vacanza con un bel sorriso”.  A Spa Francorchamps, tra meno di un mese, sarà di nuovo tempo di festeggiare?

Andrea Emanuele Aprile