F1 Weekly – Monza spera, Ferrari gode, Hamilton vicino al rinnovo e…

Una fase concitata del Gran Premio di Malesia 2015 (© Getty Images)

Sulle pagine di Motorsport Rants, la Formula 1 diventa un appuntamento «weekly»: news e curiosità dalla categoria regina. Testi a cura di Andrea Emanuele Aprile.

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MALESIA RINNOVA, MONZA SPERA E HAUG SI DISPERA

Kimi Raikkonen in azione a Monza nel 2014 (© Getty Images)

 

Mentre dalla Malesia giunge la notizia che Ecclestone e gli organizzatori di Sepang hanno trovato un accordo per sistemare in cassaforte il Gran Premio nel prossimo triennio, anche grazie allo sponsor Petronas, in Italia e in Germania la situazione sembra essere ben diversa. Nel Belpaese, Ivan Capelli, telecronista Rai e presidente ACI Milano, ha promesso che farà tutto il possibile per far cambiare idea a Mister E riguardo al futuro, secondo alcune malelingue già segnato, di Monza. Il circuito brianzolo sarà in calendario fino al 2016, ma con l’aria che tira in questo periodo, potremmo assistere a qualsiasi fuori programma. Dalla Germania l’ex vice presidente della Mercedes Norbert Haug, in merito all’ufficiale perdita del Gran Premio, parla molto banalmente di “segno evidente” dei problemi che questo sport, la Formula 1, sta riscontrando a tutti i livelli. La gestione del Circus tra piste e team – si veda il caso di Marussia e Force India – è ormai dettata solo dal dio denaro: a poco servono la passione, la storia, i nomi. Se il portafogli è gonfio sei ben accetto, mentre chi ha contribuito ad accrescere il buon nome della massima formula, se non è economicamente protetto, può starsene a casa. Cosi facendo, però, il rischio è che le tribune restino drammaticamente vuote. Haug e molti appassionati se ne sono già accorti. Qual è dunque la reale posizione di Mister E?

L’EX TRULLI ELOGIA VETTEL, RAIKKONEN UNA SECONDA GUIDA?

Sebastian Vettel festeggia la sua prima vittoria in rosso a Sepang (© Getty Images)

 

Alonso, beniamino di tutti fino all’altro giorno, pare essere rimasto isolato dopo il ritorno in McLaren. Le ultime aspre critiche sono arrivate dal nostro portacolori Jarno Trulli, pilota e team manager di Formula E nonché ex compagno di squadra dello spagnolo in Renault, che butta altra carne sul fuoco: “Alonso non mancherà alla Ferrari perché Vettel ha portato freschezza. Con Fernando era difficile lavorare assieme”. Chi, come l’asturiano, non sembra stare troppo simpatico ai giornalisti e ai chiacchieroni da bar, è Kimi Raikkonen, bollato dopo due Gran Premi alla stregua di una seconda guida Ferrari. Eppure c’è chi, come il suo manager Steve Robertson, lo difende a spada tratta: “il finlandese ha incontrato difficoltà che non hanno nulla a che vedere con il suo ritmo di gara”. Ed effettivamente Kimi ha sempre avuto il passo del tedesco, se non migliore. Vedremo che diranno i soliti critici quando, ammesso che succeda, Vettel sarà battuto in pista da un Raikkonen che quest’anno promette scintille.

FORMULA WOMEN? SUSIE WOLFF NON APPROVA

Susie Wolff (© Getty Images)

 

Women, start your engine!”. Un messaggio forse apparso in sogno a Ecclestone, che durante il weekend del Gran Premio della Malesia se ne è uscito fuori con un’idea non tanto malvagia: la volontà di creare il primo campionato di Formula 1 per sole donne. Riuscireste ad immaginare una griglia di partenza con nomi come Simona De Silvestro, Pippa Mann, Katherine Legge, Danica Patrick, Susie Wolff, Beitske Visser, Michela Cerruti et similia? Sarebbe certamente qualcosa di straordinario, e piacerebbe a molti un campionato così, soprattutto a chi si troverebbe a dover gestire nuovi sponsor in arrivo. Eppure, chi rema contro questa idea è proprio una donna pilota. Si tratta di Susie Stoddart in Wolff, terzo pilota Williams e moglie di Toto. “Noi vogliamo correre in un campionato regolare, senza distinzioni di sesso, per dimostrare il nostro valore. Un campionato riservato alle donne sembrerebbe un affronto alle nostre qualità”. In Europa, però, le donne nel motorsport faticano ancora ad affermarsi e a trovare una loro collocazione stabile. Non sarebbe quindi un’idea da provare?

WILLIAMS E BOTTAS NON SI ACCONTENTANO: LA FERRARI E’ DAVANTI

Una frenata al limite di Bottas in Malesia (© Getty Images)

 

Molto umilmente, dopo il Gran Premio della Malesia, Valtteri Bottas, intervenuto ai microfoni di Crash.net, ha parlato del divario venutosi a creare tra il team Williams e la Casa di Maranello. Il finnico è ottimista ma comunque non troppo contento di come il suo Mondiale è iniziato. Solo trenta i punti raccolti tra Australia e Malesia, che di certo non erano quelli sperati: “Abbiamo molti aggiornamenti in arrivo, ma c’è molto da lavorare, senza contare che il divario è più ampio di quello che ci aspettavamo. La Ferrari ha dimostrato che sa gestire meglio le gomme, noi però siamo lì a giocarcela. Vedremo in Cina”. Ci si aspettava di più da quel team che fino all’anno scorso pareva contendere, quando possibile, le pole position alla straripante Mercedes, battagliando sistematicamente per un posto sul podio. Ma si sa, il campionato è all’inizio e parlar troppo (presto) lascia il tempo che trova.

HAMILTON FA QUARANTA… MILIONI!

Per Lewis Hamilton “solo” un secondo posto a Sepang (© Getty Images)

 

Ormai sembra quasi fatta, anzi, come ha dichiarato l’inglese, “ormai è tutto definito al 99.6%”. La cifra che si prospetta è la stessa con cui ha iniziato la nuova avventura con il team tedesco nel 2013, secondo BBC, ma grazie ai bonus vittorie di gare, campionati e premi vari, si arriverà facilmente a una cifra prossima ai quaranta milioni di dollari l’anno. Ricordiamo che Alonso e Vettel, come stipendio base, incasserebbero circa ventidue milioni a stagione. Insomma, Mercedes sta cercando in ogni modo di spegnere ogni speranza di vedere il due volte campione del mondo su una Rossa, al posto di Kimi, come si vociferava, legandolo a doppio filo con la Stella.

GASLY-TORO ROSSO NEI TEST IN SPAGNA, MARKO DIFENDE I GIOVANI

Pierre Gasly (© World Series by Renault)

 

Pierre Gasly, pilota GP2 del team Dams e secondo lo scorso anno in Formula Renault 3.5 alle spalle di un certo Carlos Sainz Jr., proverà la Toro Rosso il 10 maggio a Barcellona nei test di Formula 1. E questa notizia non è da poco, considerando che, vista la chance offertagli, tra qualche anno qualcuno tra Ricciardo, Kvyat, Verstappen e Sainz Jr. rischia seriamente di doversi fare da parte. Questi piloti stanno provando, talvolta sulla loro pelle, quanto sia efficiente il programma giovani del team austriaco, capeggiato dal solito Helmut Marko, che si è lamentato delle nuove regole riguardanti i rookies. Dal 2016, gli aspiranti piloti di Formula 1 dovranno aver compiuto il diciottesimo anno d’età, possedendo inoltre un pedigree sostanzioso frutto di esperienze (e successi) precedenti. Ogni categoria avrà un punteggio, e la somma dovrà superare il valore imposto dalla FIA. Eppure Verstappen, minorenne, ha dimostrato che se c’è talento, non c’è età che tenga per accedere alle stanze dorate della Formula 1. La verità, talora inconfessabile, è che nel Circus vegetano piloti esperti potenzialmente più imprevedibili del giovane Max. Che le lamentele di Marko nascano dal fatto che in questo modo il programma giovani di Milton Keynes si troverà giocoforza a sfornare meno “fenomeni” da Gran Premio?

Andrea Emanuele Aprile