F1 Weekly – Raikkonen e il 2018, si riaccende la fiamma tra Kvyat e la F1 e…

Kimi Raikkonen non esclude la possibilità di essere ancora in F1 nel 2018

f1grandprixmalaysiapreviewsijobcoz3eu5lA 36 primavere e 14 stagioni all’attivo, il finlandese di casa Ferrari è uno dei piloti più esperti del circus di F1. Ma anche dei più “anziani”. Per questo motivo in molti hanno ipotizzato un possibile ritiro alla fine del 2017, ossia al termine del contratto con il team di Maranello, ma è lo stesso Kimi a lasciare la porta aperta per il 2018, anche se la priorità è l’annata in corso: “Ora come ora penso al presente, a chiudere al meglio questa stagione e iniziare proficuamente la prossima. Dopo se ne parlerà con la Ferrari, per forza.”
Raikkonen spende anche qualche parola circa i suoi incontri/scontri con Max Verstappen, sintetico ma significativo come al solito: “Io non ho niente contro lui, ma non so se per Max valga la stessa cosa.

Toro Rosso’s boys: Kvyat ritrova l’amore per le corse e il contratto Red Bull blinda Sainz a Faenza

daniilkvyatf1grandprixsingaporedlvfecqelq1lIl 2016 di Daniil Kvyat sarà difficile da dimenticare: grandi gioie con la Red Bull, grande delusione per la retrocessione in Toro Rosso, un susseguirsi di gare difficile tra ritiri e problemi di set-up e la resurrezione di Singapore. La lotta con Max Verstappen ha riacceso la passione del russo per le corse, come lui stesso ammette entusiasticamente: “Questa è la F1 che fa divertire pubblico e piloti! Posso dire che la corsa di Singapore mi ha fatto tornare la voglia di correre e attaccare, ossia ciò che ho fatto fino all’ultimo giro di gara. Mi è piaciuta la lotta con Max, sono riuscito a tenerlo dietro per due stint nonostante fosse più veloce in rettilineo e percorrenza di curva. La STR11 è progredita molto in questo periodo, siamo riusciti a portare a casa una buona corsa senza problemi di velocità di punta. Una cosa importantissima che mi ha ridato confidenza e speranza con l’auto e il team. In Malesia la situazione sarà diversa, ma proveremo a fare il meglio che possiamo.”
Tanti progetti di rivalsa per Daniil, così come tante sono state le speculazioni circa il futuro del suo team mate Carlos Sainz, in Renault secondo molti già dal prossimo anno. Ma Franz Tost ha chiaramente dato ad intendere che le possibilità sono assai remote: “Carlos ha un contratto con la Red Bull e non credo che i ragazzi di Milton Keynes lo lasceranno andare dopo anni di investimenti sulla sua carriera sin dai primi passi nelle monoposto. Ad oggi è un professionista e non vedo motivo per cui dovrebbe andarsene: è veloce, ha talento e nel 2017 avremo bisogno di uno come lui.”

Per Toto Wolff la sfida tra Hamilton e Rosberg li sta spingendo verso nuovi livelli

nicorosberglewishamiltonf1grandprix7gjfmvartq-l“Come nel calcio, ci sono giocate buone e altre meno fortunate.” Sintesi perfetta di Toto per descrivere l’andamento di questo mondiale 2016, animato da un emozionante testa a testa tra Rosberg e Hamilton che li sta portando a superare i propri limiti: “Posso garantire che entrambi stanno dando il tutto per tutto. Mai come quest’anno, la competizione li sta spingendo verso nuovi apici. Stiamo entrando nella fase più delicata di questa lunghissima stagione, dove la sfida mentale e fisica raggiunge picchi elevatissimi.”
Il buon Toto Wolff spende qualche parola anche riguardo l’ultima gara e l’imminente GP di Malesia: “A Singapore abbiamo visto il meglio della F1. Sono orgoglioso dei passi avanti fatti rispetto all’anno scorso e riconosco l’eccezionale lavoro fatto da Red Bull e Daniel Ricciardo. È così che dovrebbe essere questo sport, e ne sono contento anche se è estremamente difficile da gestire. In Malesia ci aspetta un altro week-end impegnativo, in quella che si può considerare la nostra seconda casa per via della partnership con Petronas. Tuttavia, come per Singapore, anche a Sepang l’anno scorso abbiamo manifestato dei problemi e dobbiamo lavorare sodo per evitare che si ripetano.”

Daniel Ricciardo ammette di aver imparato tanto da Vettel e Verstappen

f1grandprixmalaysiapreviewssepmrcafr7plSebastian e Max. Entrambi giovani prodigi – anche se quei tempi per il tedesco sono finiti, con l’età che avanza, entrambi emersi nel programma Red Bull e, a voler sottolineare anche le sottigliezze, entrambi hanno il cognome che inizia per “V”. Ma in quanto a stili di guida, chi meglio di Daniel Ricciardo può averne apprezzato le differenze? “Sono stati entrambi miei compagni di squadra, anche se in momenti molto diversi della loro carriera. Ma si può imparare equamente da entrambi: di Vettel era interessante osservare l’interazione col team, mentre Verstappen ha portato tanta vitalità ed energia, oltre a delle tecniche di guida in uso tra i ragazzi più giovani. Quindi si può apprendere molto da entrambi, sono piloti veloci e talentuosi e affrontarli direttamente mi può solo aiutare. Mi piace avere più compagni di casacca perchè da ognuno puoi imparare qualcosa di diverso che contribuisce a migliorarti come pilota.”
Una dichiarazione decisamente controtendenza. Ma del resto, non lo è forse tutto il personaggio?

Charles Leclerc non sarebbe ancora pronto per il salto in F1

13567028_10153897916944794_1651573321354479903_nIn casa Haas si complica la posizione per Esteban Gutierrez, ancora a quota zero punti. Facile immaginare che i vertici del team americano stiano pensando se sostituirlo o meno per la prossima stagione, e si fanno i nomi di Felipe Nasr e Charles Leclerc. Quest’ultimo in particolare ha già affrontato tre sessioni di prove libere quest’anno alla guida della VF 16, più un’ultima prevista a Interlagos. Considerando anche gli ottimi risultati in GP3, sembrerebbe il candidato ideale per ricoprire la posizione, se non fosse per il fatto che Guenther Steiner lo ritiene troppo inesperto per il salto di categoria: “È troppo giovane, a mio giudizio. Va molto forte, ma necessita di almeno un altro anno in GP3 o, meglio, GP2. Non ho nulla da dire sulla sua carriera, quello spetto a Nicolas Todt – manager di Charles – ma penso che concordi con me circa questo punto.”
Il giovane monegasco, classe ’97, compirà 19 anni ad ottobre.

Il promoter del GP del Messico auspica l’arrivo di più date americane nel calendario di F1

207476-nutson-s-weekly-automotive-news-digest-march-7-13-2016-12-lgAnni fa, Bernie Ecclestone aveva proposto l’introduzione di due circuiti americani, uno sulla east e l’altro sulla west coast. Adesso, con l’arrivo di Liberty Media e del suo presidente Chase Carey – che ha definito gli Stati Uniti come un’area di crescita a lungo termine – il progetto potrebbe realizzarsi, con la totale approvazione di Rodrigo Sanchez, promoter della tappa messicana: “Sarebbe grandioso consolidare la presenza della Formula 1 nel Nord America. Portare più corse nella nostra parte del mondo, un po’ come succede per l’Europa, aiuterebbe a costruire una buona base di spettatori. Bisogna però cambiare sistema, perchè fino ad adesso non c’è stata alcuna longevità o consistenza negli eventi, che sono spariti a volte per anni e spesso hanno cambiato città. In particolare, negli Stati Uniti.”

Lorenzo Michetti