F1 Weekly – Ricciardo vuole gomme più larghe, sponsor alcolici al sicuro e…

Sulle pagine di Motorsport Rants, la Formula 1 diventa un appuntamento «weekly»: news e curiosità dalla categoria regina. Testi a cura di Andrea Emanuele Aprile.

[divider]

RICCIARDO VUOLE PNEUMATICI PIU’ LARGHI, MARKO ELOGIA VERSTAPPEN

Due Red Bull e una Toro Rosso ai ferri corti in Malesia (© Getty Images)

 

In Renault sembrano aver fatto un passo da gigante, portando al traguardo di Monaco sani e salvi tutti i motori – anche se a Verstappen mancavano 15 giri da completare prima del violento incidente con Grosjean – rendendo persino competitive le monoposto. Certo, la truppa Renault resta dietro a Mercedes e Ferrari, ma se ricordiamo da dove si era partiti, i complimenti sono meritati. Resta il fatto che si è tornati a parlare di competitività, sotto diversi aspetti. Il buon Ricciardo ha raccontato al giornale Autosport come l’introduzione di gomme posteriori più larghe, che passerebbero dagli attuali 360 millimetri a 420, sarebbe un’ottima occasione per incrementare lo spettacolo e le prestazioni delle vetture . Così l’australiano: “Con gomme simili dovremmo stare più attenti e concentrati, inoltre si comprenderebbe più facilmente chi sono i top drivers in griglia”. Soddisfatto dalla prestazione di Daniel, il consulente strategico di casa Red Bull Helmut Marko ha poi elogiato la gara di Verstappen, reo di aver recuperato su una pista complessa e tortuosa nonostante le avversità grazie ad una guida, ad una grinta e capacità di controllo davvero interessanti. Vero, la tamponata a Grosjean, ma è tutta esperienza che entra. I complimenti di Marko sono arrivati anche per Kvyat, finalmente competitivo come tutti si aspettavano. Per Marko è forse tornato il tempo dei sorrisi?

ROSBERG HA TROVATO LA SOLUZIONE: PORTARE LA MOGLIE ALLE GARE

Nico Rosberg in compagnia della moglie Vivian (© Getty Images)

 

A quanto pare, le prestazioni non così costanti del tedesco Nico Rosberg erano dovute alla semplice assenza di sua moglie ai box della Mercedes. Due volte in pista con il marito e due vittorie, la seconda a Montecarlo, con molta fortuna. L’amuleto biondo è incinta e dovrà vedersela con le complicanze che questo comporta, ma il vice campione 2014, interpellato dal tabloid Kolner Express, ha già richiesto la presenza della sua dolce metà in Canada. Superstizione a parte, il tedesco ha dimostrato comunque che il più veloce in pista rimane Hamilton, che può essere fermato – per ora – solo tramite errori di strategia. A meno che Rosberg non stupisca buona parte del paddock.

LA FIA NON VIETERA’ GLI SPONSOR ALCOLICI

Un meeting della FIA presieduto da Jean Todt (© Getty Images)

 

Forse confortata dal fatto che in un periodo così difficile qualsiasi società che decida di investire in Formula 1 è la benvenuta, la FIA ha ribadito che gli alcolici – al contrario delle sigarette – non verranno banditi dal Circus e potranno rimanere sulle pance delle vetture come sponsor. All’emittente ABC Australia, proprio Jean Todt spiega la situazione: “Ovviamente io sono completamente contrario al bere e guidare contemporaneamente. Non vedo di buon occhio questa pubblicità, ma l’uso degli sponsor non è legata alla FIA ma ad ogni singolo Paese ospitante. Noi non possiamo vietare il consumo di alcol, possiamo solo – anche grazie agli introiti che gli sponsor alcolici generano – educare a non mettersi alla guida dopo aver assunto alcol. Stiamo lavorando con le società stesse per sensibilizzare il pubblico”. In Formula 1 McLaren (Johnnie Walker), Force India (Kingfisher, Smirnoff) e Williams (Martini) hanno siglato contratti di sponsorizzazione con aziende che producono alcolici.

MAGNUSSEN AMMETTE: “VANDOORNE MERITA LA FORMULA 1”

Kevin Magnussen (© Getty Images)

 

Dato che in questo ambiente di sportività ne vediamo ben poca, e i piloti accumulano ore e ore di interviste condendo risposte con frasi fatte e perbeniste, cogliamo l’occasione per segnalare – con viva e vibrante soddisfazione (cit.) – la recente dichiarazione di Kevin Magnussen, terzo pilota della McLaren e driver ufficiale nella scorsa stagione, che ha speso buone parole per un avversario, che molto probabilmente prenderà il suo posto a breve. Stiamo parlando di quel Stoffel Vandoorne che sta dominando la GP2, potendo contare su oltre 40 punti di vantaggio nei confronti del secondo in classifica (Alexander Rossi, papabile pilota dell’Haas F1 Team che debutterà il prossimo anno). Il danese spiega: “Ci sarebbe qualcosa che non va nella Formula 1 se Vandoorne non trovasse un sedile per il prossimo anno. Sta facendo molto bene in GP2. Per quanto riguarda me, invece, posso dire che sono ottimista per il futuro”. Ma se la coppia Button-Alonso non scoppia – almeno non il prossimo anno, a meno di eventuali colpi di scena – a chi dovranno sperare di soffiare il sedile il talentuoso Vandoorne e l’ottimista Magnussen?

DE VILLOTA, IL CASO E’ CHIUSO. MA NON PER IL PADRE

L’inconfondibile casco della sfortunata Maria de Villota (© Getty Images)

 

Ricorderete certamente la vicenda che ha tragicamente unito Maria de Villota alla Marussia (oggi Manor Marussia) e la sua prematura morte. La spagnola fu vittima di un terribile incidente quando andò a sbattere contro la rampa di un camion durante un test aerodinamico in Inghilterra, crash che le costò la perdita dell’uso di un occhio. Quindici mesi più tardi fu trovata morta in un hotel, qualche giorno prima della presentazione del suo libro. Lo staff dell’Health and Safety Executive ha dichiarato questa settimana che nessuna azione verrà mossa contro la squadra. Il padre Emilio, ex pilota di Formula 1, arriva però a minacciare azioni legali attraverso il quotidiano iberico Marca: “Ad oggi stiamo aspettando il contenuto della relazione e i risultati dell’indagine avviata dopo l’incidente. Sarebbe stato giusto se avessero prima informato le parti, invece di filtrare le notizie tramite i media”. Certamente questa è una situazione in cui un team non vorrebbe mai invischiarsi. I misteri si susseguono, e noi, come il padre, vorremmo capire cosa è realmente successo quel 3 luglio 2012 sulla pista aeroportuale di Duxford.

BARCELLONA: IL GP SPAGNOLO NON E’ PIU’ UNA PRIORITA’. PAROLA DI SINDACO

Panoramica del Circuit de Catalunya di Montmelò (© Getty Images)

 

E’ una barca che sta lentamente e inesorabilmente affondando, perdendo pezzi sempre più pregiati. Questa è una metafora perfetta che rappresenta il rapporto in declino tra la Formula 1 e le piste storiche europee. La Francia l’abbiamo persa da anni; mesi fa è stata confermata la cancellazione della tappa in Germania. Per il Belgio è sempre un tira e molla, che per ora regge. E per l’Italia le trattative sembrano portare ad un nulla di fatto e il rinnovo non sembra arrivare. Purtroppo c’è da segnalare un nuovo caso: il circuito è quello di Barcellona, Spagna, che a voler essere precisi ha già esteso il contratto con Ecclestone fino al 2019. A quanto pare, però, Ada Colau, il nuovo sindaco eletto proprio in concomitanza con il Gp di Monaco, ha dichiarato che i quattro milioni di euro – cifra annuale richiesta per organizzare l’evento – verranno probabilmente dirottati su altri progetti. Le sue parole sono chiare: “Barcellona ha priorità definite. Siamo felici di collaborare con ogni tipo di evento sportivo, ma la Formula 1 non è una priorità”. Se Rosberg, Vettel e la Mercedes non sono riusciti a salvare il loro Gp di casa, e se neanche la Ferrari sembra interessata a impegnarsi direttamente per salvare Monza, come potrebbe essere utile alla causa un Alonso in periodo di magra? E, soprattutto, gli impegni presi con la FOM dal primo cittadino non più in carica verranno rispettati?

Andrea Emanuele Aprile