F1 Weekly – Van der Garde incassa e si dilegua, siparietto Rosberg-Vettel e…

 

I frangenti iniziali del Gran Premio d’Australia 2015 (© Getty Images)

 

Sulle pagine di Motorsport Rants, la Formula 1 diventa un appuntamento «weekly»: news e curiosità dalla categoria regina. Testi a cura di Andrea Emanuele Aprile e Lorenzo Michetti.

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PRENDI I SOLDI E SCAPPA, UN FILM DI GIEDO VAN DER GARDE

Giedo van der Garde nei box Sauber di Melbourne (© Getty Images)

 

Sono 15 i milioni di dollari che la Sauber dovrà sborsare a Giedo van Der Garde dopo il polverone che lo stesso olandese ha alzato nel paddock di Melbourne nelle ore precedenti le libere del Gran Premio d’Australia, mentre 20 invece sono i milioni di dollari che gli sponsor di Nasr ed Ericsson hanno portato al team svizzero per salvarsi e poter partecipare al campionato. Sicuramente uno smacco per il team, che comunque ha le spalle abbastanza protette economicamente poiché ha recentemente siglato un accordo con la Singapore Airlines. Chi ci rimette, però, sono il pilota stesso, la squadra e sopratutto la categoria intera. Giedo, la Sauber e la Formula 1 hanno perso qualcosa di più fondamentale, ben più importante di ogni singolo contratto: l’immagine.

Andrea Emanuele Aprile

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LA MERCEDES VUOLE ESSERE SPIATA. NO, NON E’ UNO SCHERZO

Stretta di mano tra Rosberg e Vettel dopo il Gran Premio d’Australia 2015 (© Getty Images)

 

Va bene che la Formula 1 ha perso quel suo lato umano, ma per rimettersi in buona luce, l’idea di regalare progetti e strategie agli avversari non si era mai vista. Sembra piuttosto un nuovo metodo studiato per demoralizzare la concorrenza. Di cosa stiamo parlando? Della dichiarazione quasi comica, ma vera, del tedesco Nico Rosberg nei confronti di Vettel, a cui ha proposto di partecipare al briefing della Casa di Stoccarda nel pre-gara del Gran Premio di Malesia. Attendendo una smentita o un reale stop, nel caso il ferrarista tenti di entrare sul serio nei box tedeschi, riflettiamo su alcuni punti: la Mercedes è consapevole di monopolizzare la lotta al vertice; la Mercedes sa di non avere rivali neanche quest’anno; la Mercedes propone di indire una giornata a «porte aperte» per far sì che team più lenti (la Ferrari, attualmente seconda forza del campionato) possano avvicinarsi a lei – ma non troppo – così da far sbocciare lo spettacolo in pista. E’ bello sapere, per i tifosi italiani, che sì, tutti vogliono battere la Ferrari, non un team qualsiasi, e che la Ferrari deve stare là davanti a dare spettacolo. Perché in fondo che Formula 1 sarebbe senza Ferrari?

Andrea Emanuele Aprile

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IL RITORNO DI FERNANDO

Alonso e la McLaren MP4-30, un binomio che fatica a sbocciare (© Getty Images)

 

In Malesia il clima atteso sarà particolarmente caldo e umido, con la totale assenza di raffiche ventose. Ottima notizia per Alonso e la McLaren, riunitisi nuovamente mercoledì dopo il preoccupante incidente dello spagnolo a Barcellona. Fernando in queste settimane ha portato avanti un rigoroso allenamento fisico e mentale, culminato con lunghe sedute al simulatore per «concentrarsi sul lavoro operativo e sulle procedure di qualifica e gara» come affermato in un tweet del team di Woking. Conferme sullo stato di salute di Alonso arrivano anche dalla sua fidanzata, la giornalista spagnola Lara Alvarez: «Alonso è pronto sotto ogni punto di vista. Sicuramente lo vedremo presto in circuito». A voler essere maliziosi e in accordo con James Hunt, si potrebbe anche parlare di «allenamento dei campioni».

Lorenzo Michetti

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BOTTAS VUOLE LA MALESIA

Bottas nelle prove libere all’Albert Park: problemi fisici gli hanno impedito di essere al via del Gran Premio (© Getty Images)

Se in Manor assicurano la presenza delle loro vetture a Sepang, altrettanto non possono fare alla Williams per quanto riguarda Bottas. «Dopo il problema alla schiena ho iniziato immediatamente le cure. Ora ho due settimane di tempo per presentarmi al meglio in Malesia e tornare a bordo della Fw37, che si è già mostrata molto competitiva». Queste le parole di Valtteri, trasferitosi in Indonesia per continuare i trattamenti e, al contempo, per abituarsi al clima afoso del continente asiatico. Il team britannico annuncia nel frattempo l’arrivo di Paul McNamara al Williams Advanced Engineering, la divisione specializzata in prodotti ad alte prestazioni e basso consumo. L’ingegnere britannico vanta importanti collaborazioni con Volvo, Ford, McLaren e Hyundai.

Lorenzo Michetti

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PAPA’ VERSTAPPEN INFURIATO: DEBUTTO AMARO PER MAX

Jos e Max Verstappen a colloquio nel garage Toro Rosso (© Getty Images)

 

Giusto perché il momento della Renault non è già dei migliori, a mettere ulteriore carne sul fuoco ci pensa Jos Verstappen: «E’ bello che Max sia in Formula 1 per fare esperienza, ma se avesse avuto un team con un motore migliore, avrebbe fatto certamente la differenza». Queste le parole di papà Jos ai microfoni di De Telegraaf dopo il Gran Premio inaugurale: il figlio Max, 17enne al debutto nel Circus in Australia, si è infatti dovuto ritirare per un guasto alla power unit, mentre Sainz Jr. è arrivato a punti, venendo subito a conoscenza degli aspetti positivi della massima formula. Sono ammesse critiche simili al team da un padre ex pilota, già un po’ troppo presente nella vita professionale del figlio? Ovviamente la stagione non è che all’inizio, ma in qualifica effettivamente lo spagnolo ha battuto l’olandese, quindi gli applausi per Carlos sono per ora comunque meritati. Ansia da prestazione? La pressione di Jos su Max sarà utile all’erede?

Andrea Emanuele Aprile

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RENAULT PRONTA A TORNARE IN CAMPO RILEVANDO LA TORO ROSSO

La presentazione della Renault R29 iscritta al Mondiale 2009 (© Getty Images)

 

Dato che va di moda ritornare in grande stile come Honda e Mercedes, anche la Renault sta progettando il suo rientro da squadra ufficiale rilevando la piccola Toro Rosso. Sembra essere questa l’intenzione del team che si ritirò nel lontano 2009, quando chi guidava era un certo Alonso, due volte campione del mondo nel 2005 e 2006 proprio con i francesi. Prima, però, ci sono da sistemare altri problemi ben più gravi sulla stessa power unit, come ampiamente dimostrato in Australia. Un’altra domanda sorge spontanea, complici le polemiche tra Renault e Red Bull successive al weekend di Melbourne: che ne sarà del team anglo-austriaco con base a Milton Keynes? Con la Regie di nuovo in pista in prima persona, i bibitari perderebbero lo status di team principale vedendosi così costretti ad accaparrarsi un nuovo propulsore da un fornitore esterno o addirittura puntare sul tanto chiacchierato motore prodotto in proprio, se vorranno rimanere nelle posizioni che contano. Le indiscrezioni parlano di trattative in corso con Audi e Volkswagen per la fornitura dei propulsori, ma il plenipotenziario Helmut Marko ha finora smentito la notizia.

Andrea Emanuele Aprile

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DISFATTA TEUTONICA: NIENTE GRAN PREMIO DI GERMANIA!

Il casco celebrativo sfoggiato da Rosberg nel weekend del Gran Premio di Germania 2014 (© Getty Images)

 

E’ ufficiale: il Circus iridato non toccherà lo Stato tedesco in questa stagione. Dopo il dietrofront del Nurburgring per problemi economici e organizzativi, anche il circuito di Hockenheim alza bandiera bianca con la seguente dichiarazione rilasciata alla Bild di Georg Seiler, dirigente dell’autodromo: «Non c’è più speranza che la gara di Formula 1 si tenga qui. La scadenza per organizzare il Gran Premio è passata, la qualità dell’evento ne risentirebbe».  Gli appassionati tedeschi resteranno dunque a bocca asciutta in una stagione che, sembra assodato, vedrà le Mercedes di nuovo protagoniste. Senza contare il ritorno di un tedesco, leggi alla voce Sebastian Vettel, al volante di una Ferrari dopo la gloriosa epopea di Michael Schumacher. Grave assenza anche in termini statistici, visto che il «carrozzone» della massima formula non ha corso in Germania solo nel 1950, 1955 e 1960.

Lorenzo Michetti

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LA FORMULA 1 CHE AP-PAGA, SCHUMI E’ SEMPRE IL «KAISER» 

Il «Kaiser» di Kerpen ritratto sulla Mercedes in una foto d’archivio (© Getty Images)

Secondo una recente indagine del prestigioso centro di ricerche Wealth-X, Michael Schumacher è il pilota di F1 che ha accumulato il patrimonio più elevato durante la carriera. E non di poco! Le ricchezze del tedesco valgono il 43% delle sostanze dei primi dieci piloti (in attività o ritirati) elencati nella lista. Curioso notare come i primi quattro dell’elenco (Schumacher, Alonso, Raikkonen e Irvine) siano nomi legati particolarmente alla Scuderia Ferrari. Tanto di cappello ad Alain Prost che, nonostante sia rimasto in attività per buona parte della sua carriera agonistica in un’epoca con retribuzioni non allineate a quelle dei tempi moderni, ha accumulato abbastanza denaro da poter essere citato in settima posizione.

Lorenzo Michetti

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LA MERCEDES RISPONDE ALLE ACCUSE: STESSO TRATTAMENTO PER TUTTI

La power unit Mercedes versione 2015 (© motorsport.com)

 

Una Lotus rompe dopo un giro di gara, mentre la Williams gira più lenta della sua fornitrice Mercedes, che con il suo team ufficiale vince a mani basse la gara. E’ questo il verdetto della prima gara, e Massa non le manda a dire, sostenendo che il divario che c’è tra la sua vettura e quella di Hamilton è da imputare ad un motore di “Serie B” fornitogli dalla Mercedes. Dalla Germania Andy Cowell, capo progetto del motore, ribatte a quelle che ritiene essere semplici illazioni sulle colonne di Speed Week: «I motori sono gli stessi per tutti, anche perché impariamo più facilmente da motori forniti a più team». Inoltre, «i costi sarebbero più alti se portassimo in giro motori con specifiche diverse». Perché dargli torto? Non sarebbe più semplice affermare che il telaio realizzato dalla Williams è meno performante dello chassis di casa Mercedes? Eppure si fa presto a pensare ad una tattica della Casa di Stoccarda per tarpare le ali a possibili concorrenti sulle piste del Mondiale.

Andrea Emanuele Aprile

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MANOR O NON MANOR?

Stevens a Melbourne davanti all’hospitality della Manor (© Getty Images)

La gara di Melbourne ha emesso la sua sentenza: davanti i team in forma e dietro quelli in difficoltà. Senza dubbio la Manor è un caso a parte, considerato che le vetture non sono state fatte uscire neanche dai box. Un week-end costellato di problemi e accuse che ha gettato molte ombre sulla presenza della squadra in Malesia. Dubbi che però il team principal John Booth ha fugato prontamente: «Non avremmo portato 30 tonnellate di attrezzature, 40 persone, soddisfatto i nostri contratti con tutti i fornitori con i nostri migliori sforzi per non girare in pista. Stevens e Merhi saranno certamente della partita a Sepang». Dello stesso avviso anche l’amministratore delegato dell’ex-Marussia, Graeme Lowdon, mentre alcune ipotesi di mercato vogliono Kobayashi al posto di Merhi, che finora al pari di Stevens non ha percorso nemmeno un chilometro, già in Malesia. Pronta la smentita del manager del pilota giapponese, a suo dire non più intenzionato a farsi sedurre dalle sirene del Circus.

Lorenzo Michetti