F1 Weekly, verso Silverstone – Ricciardo e Red Bull al capolinea? Vettel sostiene Raikkonen e…

Sulle pagine di Motorsport Rants, la Formula 1 diventa un appuntamento «weekly»: news e curiosità dalla categoria regina. Testi a cura di Andrea Emanuele Aprile.

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RICCIARDO NON ESCLUDE L’ADDIO ALLA RED BULL

Un pensieroso Ricciardo medita forse un futuro senza Red Bull? (© Getty Images)

 

E’ davvero scoraggiante vedere incredibili talenti – e, qualche volta, campioni del mondo – combattere per dei punticini a causa di un mezzo non alla loro altezza: Jenson Button e Fernando Alonso in McLaren ne sono l’esempio più lampante. Ma non dobbiamo dimenticarci di Daniel Ricciardo, che lo scorso anno ha potuto mettersi in mostra per davvero, battendo di sovente un ottimo driver del calibro di Sebastian Vettel, poi transfuga in Ferrari. E ora che la sua Red Bull fa acqua da tutte le parti, l’australiano ammette di essere disposto a cambiare casacca già in chiave 2016. GpUpdate riporta tutto il malumore dell’attuale pupillo di Helmut Marko e Dieter Mateschitz, celato solo in apparenza dal suo sorriso a trentadue denti: “L’obiettivo primario resta quello di aiutare il team a rinascere e vincere con loro, ma quello che in fondo ogni pilota vuole è salire sul gradino più alto. Io sono nel pieno dei miei anni in Formula 1 e non posso attendere molto. Mi lusinga questa voce che mi accosta alla Ferrari, ma credo che il mio contratto non mi permetta di andare a Maranello. Vedremo cosa succederà”. Se Daniel dovesse mai finire alla Ferrari, il mercato piloti diverrebbe accesissimo, poiché Red Bull e Toro Rosso si troverebbero nella posizione di dover cercare rimpiazzi dal loro vivaio, ma come ha riportato lo stesso pilota di Perth, ci sono di mezzo troppe clausole che solo i due team, a colpi di milioni di euro e accordi vari, potrebbero risolvere. Vettel, forse, non gradirebbe di avere Ricciardo nel box del Cavallino: e se proprio il tedesco avesse qualche informazione top secret su un prossimo arrivo di Daniel?

MERCEDES: ROSBERG CARICO, HAMILTON SOTTO PRESSIONE?

Nico Rosberg al settimo cielo dopo il trionfo a Spielberg (© Getty Images)

 

Il riavvicinamento prepotente di Nico Rosberg a Lewis Hamilton, suo diretto avversario nonché compagno di squadra, ha ridato interesse al campionato, tutt’altro che scontato dopo il successo del tedesco in Austria. Da una parte c’è Rosberg, che arriva da un momento fantastico: ha ritrovato se stesso e ha mostrato al mondo un’invidiabile fiducia nei suoi mezzi, confermando, se mai ne ricorresse il bisogno, che anche lui ha stoffa da vendere. Dall’altra Hamilton, apparso un po’ sottotono a Spielberg nel confronto con il compagno di colori: l’inglese dimostra di essere sempre il fenomeno che è, ma quando la pressione inizia a salire sembra che perda un po’ in precisione e concretezza. Questo fine settimana si corre a Silverstone, Gran Premio di casa per Hamilton, più spronato del solito a regolare il compagno di team. Ricordiamo come nel 2013 Hamilton, al comando, dovette cedere la vittoria a Rosberg per delle noie tecniche alla vettura, mentre, ironia della sorte, nel 2014 fu invece il tedesco a condurre a lungo la gara, almeno fino a quando un guasto al cambio lo mise fuori causa consegnando su un piatto d’argento la vittoria al britannico, applauditissimo dal festante pubblico d’Oltremanica.

VETTEL SPERA NEL RINNOVO DI RAIKKONEN

Sebastian Vettel in azione nel Gran Premio d’Austria (© Getty Images)

 

Il capitolo che coinvolge Vettel, Raikkonen e il sempre più discusso rinnovo del finlandese in ottica 2016, merita un’analisi a parte, perché se è vero che in Ferrari un Kimi rigenerato può essere davvero utile alla causa, d’altro canto non possiamo che domandarci, malignamente, se la strategia del quattro volte campione del mondo non sia una tecnica astuta per conservare i galloni di caposquadra tutti per sé. L’ex Wonder Boy di Heppenheim sembra riporre tantissima fiducia nel finnico, tanto da sbilanciarsi ai microfoni di Sky Italia: “Kimi sta solo affrontando un periodo negativo, ma presto tornerà a essere il pilota che noi tutti conosciamo. Ha avuto anche momenti semplicemente sfortunati. Mi piacerebbe continuare con lui, abbiamo un ottimo rapporto”. Perché risulta più facile pensare a un Vettel sulla difensiva piuttosto che a un Sebastian semplicemente onesto riguardo al valore del compagno di squadra? Impossibile dimenticare come nel 2014, anno dell’esordio in Red Bull di Ricciardo, Vettel non riuscì a vincere nessuna gara contro le tre del neoarrivato, ora addirittura annoverato tra le possibili opzioni del Cavallino.

NASR METTE LE MANI AVANTI: SAUBER GIU’ DI TONO A SILVERSTONE

Per Nasr il Gran Premio di Silverstone non vedrà la Sauber protagonista (© Getty Images)

 

In questa annata molte sono state le novità: tra queste, la Sauber, assurta a nuova dimensione dopo un deludente 2014. A punti dalla prima gara in Australia, la compagine elvetica ha mostrato subito gli artigli con Felipe Nasr, debuttante nella massima formula per monoposto. Il brasiliano avverte però che per il Gran Premio di Gran Bretagna la Sauber non soddisferà molto probabilmente le aspettative dei tifosi. Come Felipe sottolinea, la pista si adatta a chi ha un buon carico aereodinamico e velocità, caratteristiche che a quanto pare fanno difetto alla Sauber nel confronto diretto con le scuderie avversarie. Per il pilota di Brasilia si tratterà comunque di un secondo Gran Premio di casa, considerato che vive stabilmente nel Regno Unito dai tempi delle prime esperienze nella Formula 3 inglese risalenti al 2010.

MOTORSPORT TRICOLORE: L’ITALIA TRA MARCIELLO E IL GP DI MONZA

Anche la Regione Lombardia insiste affinché il Gran Premio d’Italia resti a Monza (© Sutton Images)

 

Ancora una bella notizia per Raffaele Marciello e i nostri colori in Formula 1. Il terzo pilota della Sauber nonché pilota del Ferrari Driver Accademy sarà alla guida della monoposto svizzera nelle FP1 (prima sessione di prove libere) sulla pista di Silverstone. Lello – così viene soprannominato il promettente ragazzo nativo di Zurigo – correrà anche nella GP2 con il team italiano Trident. Per quanto riguarda lo spinoso caso dell’Autodromo Nazionale di Monza, a dar manforte ai tifosi italiani, preoccupati dal possibile addio al Circus iridato, sono intervenuti Roberto Maroni, presidente della Regione Lombardia, e Sergio Marchionne, numero uno di FCA. I due si sono incontrati ad Arese nella giornata d’apertura del Museo storico dell’Alfa Romeo e lo stesso Maroni, secondo la Gazzetta dello Sport, avrebbe chiesto un aiuto concreto da parte della Ferrari per mantenere il Gran Premio d’Italia a Monza oltre la scadenza del 2016. Maroni ha confermato la notizia del meeting con queste parole: “Ho personalmente chiesto a Marchionne di sostenere l’iniziativa della Regione Lombardia e lui mi ha garantito che farà tutto il possibile. La Formula 1 non può esistere senza Monza”. La speranza, si sa, è l’ultima a morire.

JEAN TODT, LE GARE IN NOTTURNA E LE CRITICHE A ECCLESTONE

Ecclestone e Todt in un’immagine di archivio (© Getty Images)

 

Ai piani alti, complici forse i sistematici cali di pubblico tra spalti degli autodromi e audience televisivo, si discute costantemente sugli artifizi che potrebbero rendere più interessante la Formula 1. Il presidente della Federazione Internazionale Jean Todt, interpellato dal giornale britannico The Guardian, ipotizza l’inserimento di più gare notturne durante l’estate per far sì che chi è in vacanza possa “riposare in spiaggia di giorno e seguire le gare con tranquillità alla sera”. Sempre sul prestigioso The Guardian, Todt critica apertamente l’atteggiamento troppo esuberante di Ecclestone. Secondo il francese, infatti, Mr E. sarebbe “complice del malumore di tutto il Circus, in quanto mette i panni sporchi davanti agli occhi di tutti. Alcuni aspetti dovrebbe riferirli a me in privato, e non sbandierarli a tutte le televisioni. Questo è gossip inutile. Tutti i soldi che ha se li merita, mi auguro tuttavia che il suo contributo diventi più fattivo sotto il profilo della discrezione”. Le questioni da affrontare, però, non mancano, e al di là delle esternazioni più o meno opportune di Ecclestone cui Todt fa riferimento, risulta abbastanza surreale il tentativo di nascondere i problemi sotto il tappeto…

Andrea Emanuele Aprile