F1 Weekly, verso Singapore – Magnussen cerca HAAS, Hamilton può raggiungere Senna e…

Sulle pagine di Motorsport Rants, la Formula 1 diventa un appuntamento «weekly»: news e curiosità dalla categoria regina.

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MAGNUSSEN SI OFFRE A GENE HAAS. E BUTTON RESTA PESSIMISTA PER SINGAPORE

Button sulla McLaren di Senna (Getty Images)
Button sulla McLaren di Senna (Getty Images)

Un nuovo team in arrivo come quello di Gene Haas, sulla carta competitivo fin da subito grazie alla partnership con Ferrari, Dallara e ottimi finanziatori, fa gola a moltissimi piloti, che per varie ragioni – le stesse che Mark Webber ha esplicitato settimana scorsa – non hanno trovato un posto in Formula 1: tra questi c’è anche Kevin Magnussen, pilota McLaren prima (2014), e riserva del team inglese poi (2015), che si sente sempre più minacciato nel team anche grazie alla possibile promozione a titolare di Stoffel Vandoorne. Il danese su Autosport.com ha voluto precisare la situazione: “Sono nei pensieri di Gene Haas e credo che lui e Gunther Steiner [il team principal, ndr] siano persone lungimiranti, senza contare che il metodo utilizzato per lanciare il nuovo team made in Usa è davvero innovativo. Se non dovesse esserci posto per me in McLaren sarei contento di correre con HAAS. Dopo aver vissuto nel team McLaren per sei anni, ho imparato molto grazie a grandi piloti e ingegneri di alto profilo. Sarei perfetto per un ruolo nel nuovo team”. Sicuramente Kevin, come moltissimi altri piloti, spera nella chiamata americana per togliersi qualche sassolino dalle scarpe, ma i posti disponibili, come sappiamo, sono solo due in più rispetto alla stagione in corso. Sempre in tema McLaren, Jenson Button ha espresso tutti i suoi dubbi circa le chances della compagine di Woking nel prossimo round asiatico: “Non credo ci saranno dei miracoli che potranno rendere migliore il nostro fine settimana. Per il resto Singapore è una bellissima pista, e molte volte entra la safety car; in questo caso potrebbe succedere di tutto”. La speranza, come si dice, è l’ultima a morire. Sempre.

MELBOURNE RINNOVA FINO AL 2023. A SINGAPORE GP A RISCHIO PER L’INQUINAMENTO?

Se per la tappa di Monza, il rischio di non vedere un nuovo contratto che possa assicurare alla pista brianzola un prosieguo nel calendario di Formula Uno oltre il 2016 è sempre più alto, dall’altra parte del mondo, in Australia, Bernie Ecclestone ha annunciato un rinnovo contrattuale che permetterà alla città di Melbourne di ospitare fino al 2023 il proprio Gran Premio. Nel frattempo, Singapore, che ospiterà il Circus della massima serie sulle sue strette e illuminate vie in questo fine settimana, rischia addirittura di vedersi cancellato l’evento: negli ultimi giorni, infatti, gli incendi divampati nelle foreste della vicina Indonesia hanno reso l’aria irrespirabile creando livelli critici di smog. La città di Singapore ha già annullato alcuni eventi previsti in settimana; le autorità locali si sono comunque attivate per diminuire l’inquinamento con tutti i mezzi, assicurando la distribuzione di apposite mascherine a tutti i tifosi che saranno presenti sulle tribune nel weekend di gara. Va ricordato che nel 2013 le libere del Gran Premio dell’India furono posticipate di venti minuti a causa di un simile inconveniente.

PIRELLI E FIA INSIEME PER LA SICUREZZA DEI PILOTI

Le improvvise esplosioni degli pneumatici di Rosberg e Vettel nel weekend di Spa Francorchamps e le pressioni non autorizzate – ma post legalizzate? – del vincitore Hamilton a Monza hanno portato la FIA e la Pirelli a cercare una rapida soluzione per evitare inconvenienti simili, che hanno certamente contribuito a creare ulteriore confusione nelle menti di molti tifosi e giornalisti. Paul Hembery, responsabile di Pirelli Motorsport, ha evidenziato quella che per la Casa milanese vuole essere una vera e propria “mission” da attuare il più velocemente possibile: “Noi (della Pirelli, ndr) e la FIA stiamo definendo delle procedure più chiare per consentire ai team di seguire le norme sull’utilizzo degli pneumatici. Ciò è importante per evitare altri malintesi come accaduto a Monza”.  A Singapore le basse velocità di media oraria potranno essere d’aiuto per evitare – almeno in teoria – scoppi improvvisi. Sulle polemiche inerenti le pressioni di gonfiaggio, invece, si spera di non dover più assistere al caos di annunci, smentite e controsmentite che hanno caratterizzato il dopo Gran Premio d’Italia.

PEREZ OTTIMISTA GRAZIE AGLI AGGIORNAMENTI FORCE INDIA

Ricciardo (Red Bull) e Sergio Perez (Force India) a Monza (Getty Images)
Ricciardo (Red Bull) e Sergio Perez (Force India) a Monza (Getty Images)

Come si è visto più volte, il pregio della Force India è certamente la velocità di punta, che grazie al motore Mercedes permette al team anglo-indiano di trovarsi sempre nella parte medio-alta della classifica. Tuttavia, la pista di Marina Bay è tutt’altro che veloce, e il team dovrà fare a meno della sua potenza sul dritto. Gli aggiornamenti che comunque arrivano di Gran Premio in Gran Premio sembrano funzionare e portano di sovente il team di Vijay Mallya in zona punti. Uno dei piloti della compagine indiana, il messicano Sergio Perez, dinanzi ai microfoni dei giornalisti si è mostrato ottimista: “La sensazione è molto positiva e il team nelle ultime due gare è stato eccezionale. Con altri nuovi aggiornamenti in arrivo a Singapore potremo ottenere buoni risultati. La pista si adatta al mio stile di guida – aggressivo – ed è uno dei miei tracciati preferiti. L’asfalto è molto sconnesso e la gara è tra le più difficili dell’anno per via dell’umidità. Sono fiducioso, mi sento bene su questa vettura e credo che per la Force India si prospetti un ottimo finale di campionato”.

MASSA NON RIMPIANGE LA FERRARI

La rinascita di Felipe Massa con la Williams è ormai evidente. Le ottime prestazioni che si sta conquistando sul campo lo elevano di fatto a prima guida del team inglese, dimostrando tutta la sua velocità e maturità con buona pace del più blasonato team-mate Valtteri Bottas. Su Repubblica, il brasiliano si è concesso ai microfoni dei giornalisti italiani approfittandone per togliersi qualche sassolino dalle scarpe: “Diciamo che la scelta di abbandonare la Ferrari è stata la scelta giusta al momento giusto: era ora di cambiare aria! La mia storia con la Rossa è stata di certo bella e intensa, ma ho voluto sentirmi importante ancora una volta. Quando Fernando Alonso è arrivato nel team, io non avevo più nessun potere sulle decisioni per i dettagli, un aspetto molto importante nel nostro sport. Non ero più una pedina fondamentale per la squadra, non mi sentivo ascoltato e di conseguenza non ero felice. Sono successe molte cose nella mia carriera: ho condiviso il box con una leggenda del calibro di Michael Schumacher, ho subito ingiustizie – come far passare il mio compagno di box – e regalato gioie alla Ferrari. Sono inoltre stato a fianco di un ragazzo d’oro come Jules Bianchi, ma soprattutto, mi sono divertito”.

HAMILTON GUARDA ALL’IDOLO SENNA. E LOWE AMMETTE LE COLPE PER IL RITIRO DI ROSBERG

Hamilton con un casco celebrativo per Senna e il Brasile (Getty Images)
Hamilton con un casco celebrativo per Senna e il Brasile (Getty Images)

L’indiscusso fenomeno Lewis Hamilton potrebbe ancora portar via dei record al suo idolo Ayrton Senna sulla pista di Marina Bay. A Singapore, se riuscirà ad aggiudicarsi la pole position, l’inglese potrebbe eguagliare il record di otto poles consecutive, appartenuto appunto al leggendario Senna. Se per il numero di podi conquistati, Hamilton ha recentemente battuto il brasiliano (81 a 80), sono ancora 3 le partenze dalla prima fila mancanti da parte dell’anglo caraibico (84) che lo separano dal tre volte campione del mondo di San Paolo (87). Per quanto riguarda le partenze dalla prima fila consecutive, è ancora Senna che detiene il record (24), ma Hamilton non è lontano da lui, fermo a quota 20. Ovviamente, se l’inglese si aggiudicherà il Mondiale, pareggerà con Senna portando a casa il terzo titolo in Formula 1. Alla voce vittorie, invece, Lewis potrebbe toccare quota 41 già a Singapore col risultato di raggiungere Ayrton a parità di Gran Premi disputati (161 per entrambi). Sempre in casa Mercedes, Paddy Lowe ha ammesso l’errore del team ai danni del sempre più abbacchiato Rosberg. Il tedesco, a poche tornate dalla fine, si è dovuto ritirare dal Gran Premio di Monza per via della rottura della sua power unit. Il direttore tecnico della Stella sintetizza così lo stato d’animo del team: “Siamo andati via da Monza con sentimenti contrastanti. Da una parte del box abbiamo ottenuto tutto, dall’altra abbiamo lasciato Nico con i suoi guasti e i suoi problemi gettando alle ortiche un terzo posto che sembrava già sistemato in cassaforte. La stagione è tutt’altro che finita e dobbiamo guardare avanti. A Singapore la gara sarà impegnativa. Sarà difficile sorpassare in pista, senza dimenticare che le velocità sono basse e ogni errore di guida si pagherà a caro prezzo. Le possibilità che la safety car entri in pista almeno una volta, invece, sono molto elevate”.

Andrea Emanuele Aprile