Fast & Toro (Rosso), da dove parte la crisi Red Bull?

La soddisfazione di Sainz Jr per l’esito delle qualifiche in Spagna (© Getty Images)

 

Possiamo dirlo quasi con certezza: i soldi non fanno la felicità, né tantomeno la prestazione. Stiamo parlando della paradossale situazione di Red Bull e Toro Rosso. Prima di entrare nel discorso, parliamo un attimo delle due entità coinvolte.

I team, il primo austriaco con sede legale a Milton Keynes, e il secondo italiano con sede a Faenza, sono legati dallo stesso sponsor. La famosa bibita energetica è ormai da anni presente su grande scala nel motorsport mondiale ed è riuscita nell’impresa di potersi permettere due squadre in Formula 1, la categoria a quattro ruote più cara e ambita al mondo. Le due compagini montano lo stesso propulsore francese della Renault. Come vengono gestiti i due team? Il marchio affida le monoposto italiane alle due giovani promesse del momento. Se i due piloti convincono – cosa che non è sempre avvenuta – vengono trasferiti nel team di punta, lo stesso con cui un certo Sebastian Vettel ha vinto quattro titoli mondiali di fila. Le fonti parlano di finanziamenti per quattrocento milioni di euro per la scuderia madre, e di soli – si fa per dire – cento milioni per la sorellina Toro Rosso.

Veniamo a noi: i due team, classifica alla mano, sono divisi da 16 punti. Dopo cinque gare, 30 sono stati conquistati dalla Red Bull, e 14 dalla Toro Rosso. Fin qui nulla di strano. Peccato che se confrontiamo il team con la prima in classifica, la Mercedes, scopriamo un divario quasi imbarazzante. Infatti il colosso tedesco è a quota 202 punti. Certamente bisogna fare i complimenti alla Casa della Stella a tre punte, ma se il divario si è trasformato in un abisso già ad un quarto di campionato, molte colpe sono da ricercare nel team dei “bibitari” e nel loro progetto non propriamente al top.

Perché vogliamo confrontarli con la piccola scuderia italiana? I motivi sono tanti, ma in particolare vorremmo approfittarne per dar merito ad un piccolo team che con le poche risorse che ha – anche quando si chiamava Minardi – è riuscito sempre a farsi sentire e notare. Perché definire paradossale ciò che sta accadendo in questa stagione? Il team campione ininterrottamente dal 2010 al 2013, da quando i motori V8 sono stati sostituiti da silenziosi motori turbo (2014) non è più riuscito ad imporsi nel campionato e, specialmente quest’anno, sta collezionando figuracce che non rispecchiano ciò che la loro – breve – storia ci ha fino ad ora abituati. A dir la verità, annate disastrose capitano a tutti i team, anche a quelli ‘leggendari’ come Ferrari (2014) e McLaren (2015, per ora). La differenza sta nell’approccio al problema. Mentre i due team citati pocanzi si sono rimboccati le maniche tentando di migliorare gara per gara, mese per mese, stagione per stagione, la squadra austriaca ha deciso di scaricare le colpe a chi le vende i propulsori: la Renault appunto, la stessa che ha permesso a Mateschitz e soci di umiliare gli avversari nelle scorse edizioni.

Max Verstappen aggredisce i cordoli di Barcellona (© Getty Images)

 

Diamo uno sguardo nello specifico dei risultati che i due “fratelli di sangue” – monetario – hanno ottenuto fino ad oggi. In teoria, un team che investe tanto dovrebbe ottenere dei risultati in proporzione, e quindi, una Red Bull che spende, come già detto, cifre sui 400 milioni, ossia quattro volte più della piccola Toro Rosso, dovrebbe ottenere qualcosa di simile a quattro volte i punti del team faentino. La differenza in termini di velocità, poi, dovrebbe essere sensibilmente diversa. Eppure ciò non accade: è vero, Red Bull taglia il traguardo prima della Toro Rosso, ma non è la regola, e in qualifica è capitato spesso di trovare uno dei due piloti Toro Rosso davanti a uno dei piloti Red Bull. A Barcellona, poi, per la prima volta nella sua storia la Toro Rosso ha messo i suoi due giovani piloti davanti alle Red Bull: quinta e sesta la monoposto di Faenza, ottava e decima la sorella maggiore. Una soddisfazione incredibile, e di certo una possibilità concreta di battere il team austriaco in pista.

Perché non citare i piloti delle rispettive squadre? La ragione è molto semplice. I quattro piloti in questione non hanno nulla a che spartire con questa vicenda. Chi scrive è convinto che Ricciardo, Kvyat, Verstappen e Sainz Jr, siano degli ottimi piloti e, tra alti e bassi, hanno dimostrato già di avere un incredibile talento, ergo sarà difficile per Helmut Marko decidere le eventuali promozioni e bocciature. Le polemiche gettate un po’ a casaccio da Horner – team principal della Red Bull – contro Renault non hanno nulla di costruttivo, e anzi, portano solo ad incrinare il rapporto, divenuto piuttosto difficile, tra le due realtà. Toro Rosso ha dimostrato umilmente che si può creare un buon – anzi, un ottimo – progetto anche con cifre “modeste”. E’ vero, dallo scorso anno la power unit Renault sta dando problemi serissimi ai suoi team, le non saltuarie rotture hanno portato al vanificarsi di buoni piazzamenti e la velocità di punta non consente tempi da pole position. Eppure la Red Bull presenta problemi di tutt’altra natura. Il guaio maggiore, se cosi si può definire, viene dallo staff tecnico che non riesce proprio ad ammettere che il progetto in sé non è dei migliori, e forse forse, la ex Minardi quest’anno ha dato una lezione di ingegneria low cost. Di certo criticare il motorista e le regole, minacciare di abbandonare la serie, non porta cavalli in più alla vettura.

La Red Bull di Ricciardo nei box di Montmelò (© Getty Images)

 

Molto probabilmente a fine stagione Ricciardo e Kvyat avranno portato in cascina più punti dei “cuccioli” Verstappen e Sainz Jr, ma questa mancanza di sportività e non ammissione di colpa ha deluso i fans che sperano di rivedere la chioccia Ricciardo e gli altri…energici pulcini nelle posizioni che meritano. Che dire? Forza Toro Rosso nel frattempo, che sta sfruttando molto spesso la possibilità di stare davanti ad un top team ancora alla ricerca di tante, forse troppe risposte. Senza timori reverenziali, come ha dimostrato Sainz neanche 24 ore fa.

Di seguito vi riproponiamo le cinque qualifiche Red Bull e Toro Rosso di quest’anno. Non prendiamo in considerazione i risultati di gara, soggetti a fin troppi fattori e quindi alla fine poco obiettivi.

Qualifiche:

GP AUSTRALIA: 7° Ricciardo, 8° Sainz Jr, 12° Verstappen, 13° Kvyat

GP MALESIA: 4° Ricciardo, 5° Kvyat, 6° Verstappen, 15° Sainz Jr

GP CINA: 7° Ricciardo, 12° Kvyat, 13° Verstappen, 14° Sainz Jr

GP BAHRAIN: 7° Ricciardo, 9° Sainz Jr, 15° Verstappen, 17° Kvyat

GP SPAGNA: 5° Sainz Jr, 6° Verstappen, 8° Kvyat, 10° Ricciardo

Andrea Emanuele Aprile