Il futuro della F1 in mano a Briatore…purtroppo

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Eccoci qui, dopo un altro bel GP. Ok, un po’ movimentato dalla safety car, ma che comunque ha messo in mostra le abilità di molti piloti con Alonso,Ricciardo e Lewis al top.

I Gran Premi, da quando Montezemolo ha parlato quest’anno in Bahrain, sono sempre stati belli ed interessanti. Abbiamo perfino quasi imparato a digerire il DRS e, per il momento, non pensiamo ai doppi punti dell’ultima gara.

Però proprio ora, che abbiamo gare decisamente belle e combattute, sembra che in F1 non vada bene nulla. Le tribune sono vuote e subito si parla di gruppo strategico per cambiare le cose.

I signori della F1 non hanno però capito che le tribune sono vuote perchè i biglietti sono troppo cari e perchè piloti e paddock sono troppo distanti e chiusi.

A capo di questo gruppo che ripenserà la F1 del futuro ci sarà, con la benedizione di Montezemolo ed Ecclestone, Briatore: colui che non esitò a far schiantare un suo pilota per far vincere l’altro.

Cosa mai proporrà Briatore? Le sue idee sono chiare da tempo. Bollando come stupidi i tifosi, Flavio da anni pensa che la tecnologia non interessi a nessuno, quindi più parti uguali per tutti nelle monoposto. Piu volte si è espresso a favore della riduzione della lunghezza dei GP e dell’inversione delle griglie in stile GP2. E spesso si è detto a favore della terza macchina per i team.

Ora, ben consci che a  nessuno in F1 interessa di noi appassionati, i gran capi hanno bisogno di rivedere il pacchetto F1 solo da un punto di vista economico. Vogliono più introiti possibili e la terza macchina, in fondo, va proprio in questa direzione. Via team tipo Catheram,Marussia e Sauber, ci sarebbe più torta da distribuire per i top team. Stessa cosa per i doppi punti, servono solo a farsi pagare di più dagli organizzatori dei GP. Anche le gare più corte ci saranno, visto che sembra essenziale vendere il prodotto F1 su tablet e smartphone.

Magari non arriveremo alle griglie invertite, ma qualcosa di poco serio all’orrizzonte io lo vedo. Spero di sbagliarmi.