Speciale F1 Weekly – Il gioco delle coppie, da Hamilton-Rosberg a Rossi-Stevens

Quali sono stati punti di forza e quali i nervi scoperti delle coppie di piloti che hanno affollato le griglie di partenza dei Gran Premi di Formula Uno nel corso del Mondiale 2015? Da Melbourne ad Abu Dhabi, in un susseguirsi di diciannove appuntamenti che con largo anticipo hanno incoronato Lewis Hamilton e la Mercedes per il secondo anno consecutivo, la nuova firma di Motorsport Rants Paolo Gallorini ci conduce, in punta di piedi, nelle maglie dei sempre delicati confronti interni tra compagni di squadra.

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Bagarre al via del GP Ungheria: il primo rivale è sempre il compagno di squadra (© Getty Images)

 

Giunti al termine della stagione 2015 è dunque arrivato il momento di valutare i protagonisti di questo campionato: 21 piloti che si sono dati battaglia da Melbourne fino ad Abu Dhabi, per un totale di 19 gare. A ben guardare non si tratta delle solite pagelle di fine stagione, bensì di un formato un po’ diverso dal solito che prova a mettere a confronto le coppie di piloti di ogni singolo team che ha preso parte alla stagione di Formula Uno appena conclusa. I voti finali sono individuati dalla media della coppia.

MERCEDES: HAMILTON-ROSBERG Record di punti e numero di podi assoluti in una sola stagione. La Stella di Stoccarda può celebrare un anno che, difficilmente, sarà ripetibile. Lewis Hamilton è stato il dominatore incontrastato della stagione, quanto meno fino al momento della conquista del titolo mondiale ad Austin. Da lì in avanti ha perso, forse, quella concentrazione, quell’attitudine da “Hammer Time” che gli ha permesso di ottenere la bellezza di 10 vittorie e 12 pole position. Il suo team-mate, Nico Rosberg, è stato autore di una stagione davvero controversa. Se le vittorie di Barcellona e Montecarlo sembravano avergli ridato lo spirito giusto per tornare a lottare con Lewis, l’estate è stata psicologicamente disastrosa per il tedesco. Dopo aver perso matematicamente il titolo mondiale in quel del Texas, Nico è riuscito però a riprendersi e ha ottenuto tre vittorie e ben sei pole position consecutive, a testimonianza di come, libero dalle pressioni, sia comunque un ottimo pilota. VOTO 9

FERRARI: VETTEL-RAIKKONEN In questo periodo, l’anno scorso, la Ferrari teneva una delle prime conferenze stampa con Sergio Marchionne in veste di nuovo presidente dell’azienda. L’amministratore delegato del gruppo FCA dichiarava in proposito: “Se nel 2015 vinceremo 3 gare sarà un anno fantastico, se ne vinceremo 4 allora santi subito!”. Non si può certo dire che gli obiettivi non siano stati raggiunti sebbene l’accesso al paradiso sia stato rimandato a causa dell’ennesima doppietta Mercedes in quel di Abu Dhabi. Vettel si è calato appieno nell’ambiente Ferrari, la sua dedizione per il team è stata palpabile fin dall’inizio: appena terminato il suo ultimo anno in Red Bull ha voluto provare a Fiorano la F2012 e provare il prima possibile al simulatore per preparare al meglio la stagione entrante. Alla seconda gara, in Malesia, la prima vittoria in rosso: un’emozione grandissima per tutti i tifosi della Scuderia e per Sebastian in particolare. Il tedesco, però, non si è fermato lì e ha vinto anche in Ungheria e a Singapore, dove, peraltro, sotto le luci artificiali della “Città del Leone”, ha conquistato la pole position che a Maranello mancava dal GP di Germania del 2012. Kimi Raikkonen ha corso una stagione sicuramente migliore di quella dell’anno passato, ma non è mai stato in grado di impensierire realmente Sebastian. Anche la fortuna non è stata di sovente dalla sua parte, in ogni caso se desidera avere una piccola chance per chiudere in bellezza la sua carriera nella stagione ventura dovrà rimboccarsi le maniche. La Ferrari ha avvertito tutti: dopo essersi rialzata dalla polvere ed essere tornata grande, il prossimo obiettivo è vincere il titolo mondiale. VOTO 8

WILLIAMS: BOTTAS-MASSA Non si può certo dire che la Williams sia stata la rivale della Mercedes, come a fine 2014 si poteva auspicare. Rare sono state le occasioni in cui si è potuta giocare qualcosa di importante e, anche in quei momenti, il muretto ha spesso optato per decisioni strategiche pessime. Frank Williams può essere sicuramente felice di aver portato, piano piano, il suo team a competere per posizioni più consone alla sua storia ma, rispetto all’anno passato, sembra aver fatto un passo indietro. Bottas ha subito pesantemente la pressione delle voci che lo volevano come sostituto di Kimi Raikkonen in Ferrari; Massa, con la sua esperienza, è riuscito a contenere i danni. Alla fine della stagione la Williams chiude in terza posizione assoluta, con i suoi piloti al quinto e al sesto posto. Tuttavia, nel corso del finale di stagione, a Grove si sono resi conto di come la concorrenza, ormai, abbia ampiamente colmato il gap con loro. In ottica 2016 ci sarà da lavorare. VOTO 6.5

Massa davanti a Bottas nel GP Gran Bretagna (© Getty Images)

 

RED BULL: RICCIARDO-KVYAT Sono lontani i tempi in cui la Red Bull dominava in lungo e in largo. Pessima è stata la gestione sportiva portata avanti da Christian Horner e la sua crew. Per svariati mesi, il team anglo-austriaco non ha fatto altro che denigrare la power unit Renault che equipaggiava le proprie vetture, talvolta in modo scherzoso, altre in modo inutilmente offensivo e pesante. A luglio dicevano: “abbiano un accordo con Mercedes per il 2016”. A settembre i toni erano cambiati: “siamo vicini all’intesa con Ferrari”. Risultato? Dopo due secchi no da parte dei due costruttori, la Red Bull ha dovuto persino bussare alla porta di casa Honda, ma Ron Dennis si è messo in mezzo dichiarando che i motori giapponesi sono in esclusiva per la McLaren. Alla fine, Horner e i suoi si sono dovuti pubblicamente scusare con la Casa della Losanga per ottenere la fornitura anche in vista della prossima stagione. Renault marchierà però questi propulsori con un altro brand, impiegando il nome del nuovo sponsor Tag-Hauer in arrivo dalla McLaren che negli anni Ottanta del secolo scorso ribattezzò il proprio propulsore Tag-Porsche. Dopo la strabiliante stagione del 2014, la sua prima in Red Bull, Daniel Ricciardo non è riuscito a ripetersi, solo due podi per lui, conseguiti nelle uniche gare dove la Red Bull era competitiva: in Ungheria e a Singapore. Kvyat era partito male, addirittura c’era chi, dopo poche gare, lo considerava non all’altezza e in procinto di essere appiedato. Da Monaco in poi, però, il pilota russo ha inanellato ottime prestazioni, riuscendo a chiudere il campionato con una manciata di punti di vantaggio sul più celebrato compagno di squadra. VOTO 6

FORCE INDIA: HULKENBERG-PEREZ La loro stagione è iniziata realmente dal Gp di Silverstone, quando sulla VJM08 sono stati introdotti una serie di aggiornamenti che hanno permesso a questo team di fare un salto di qualità notevole. E’ sicuramente una delle squadre che è migliorata di più in questa stagione: un anno partito male ma che, nella sua seconda parte, ha riservato alla squadra di Vijay Mallya grandi soddisfazioni, vedi la conquista del 5° posto in classifica costruttori, il miglior risultato di sempre per Force India. La sfida interna al team è stata appannaggio di Sergio Perez, protagonista di una stagione davvero elettrizzante. Un po’ spento, almeno rispetto al rendimento cui ci aveva abituati, Nico Hulkenberg: il talentuoso driver tedesco, dopo la vittoria alla 24 Ore di Le Mans, sperava forse in una chiamata della Ferrari per il 2016, che però non è mai arrivata complice la riconferma di Raikkonen. Degni di nota i suoi bei piazzamenti nel corso della stagione, eppure l’impressione è che quest’anno il suo compagno messicano ne avesse semplicemente di più; il suo podio a Sochi ha incarnato il ruolo della fatidica ciliegina sulla torta. VOTO 7.5

La reporter F1 Natalie Pinkham in mezzo a Hulkenberg e Perez (© Getty Images)

 

LOTUS: GROSJEAN-MALDONADO Sul piano gestionale e finanziario, una stagione disastrosa. Molteplici sono stati gli episodi e le figuracce a cui si è esposta la scuderia di Enstone e da questa situazione non ne poteva che uscire un’annata terribile. Chi lo ha potuto fare, è migrato verso altri lidi, come il pilota di punta Romain Grosjean che andrà a correre nelle fila del nuovo team americano di Gene Haas. Pastor Maldonado ha collezionato ben 9 ritiri in gara, l’unico exploit del venezuelano si è riscontrato complice il sorpasso su Verstappen in Austria: sì, perché un sorpasso compiuto derapando in pieno rettilineo non lo avevamo ancora visto. Grosjean, nonostante una stagione complicata, è comunque riuscito a salire sul podio in occasione del GP del Belgio, sfruttando l’episodio della foratura occorsa a Vettel e ricorrendo alle sue indiscutibili doti di guida: alla Lotus, ormai tornata Renault, l’assenza del coriaceo pilota francese si farà di certo sentire soprattutto nei primi Gran Premi del 2016. L’inedita coppia Maldonado-Palmer non sembra inoltre garantire la medesima consistenza. VOTO 4.5

TORO ROSSO: VERSTAPPEN-SAINZ Il team con base a Faenza ha fatto debuttare, in soluzione unica, una delle più promettenti coppie di piloti apparse in Formula Uno nell’ultimo decennio. Evidentemente, la Scuderia diretta da Franz Tost possiede, nel proprio DNA, la lungimiranza di chi l’ha preceduta: la piccola, grande Minardi. Max Verstappen è stato la rivelazione del campionato, tanto criticato nell’inverno scorso perché ritenuto troppo giovane per debuttare nel Circus quanto poi osannato a fine stagione. Il suo primo anno è stato contraddistinto da una cattiveria agonistica incredibile che lo ha portato ad ottenere performances fantastiche alternate a qualche scottante delusione, vedi le trasferte poco fortunate di Montecarlo e Abu Dhabi. Sicuramente è ancora molto presto per fare delle previsioni, ma di questo pilota potremmo sentire parlare molto in futuro. L’altra giovane stella dell’universo Red Bull, Carlos Sainz, è stata protagonista di una prima parte di stagione molto positiva. Purtroppo, però, con l’inizio dell’estate, la malasorte, se così vogliamo chiamarla, sembra essersi abbattuta come una mannaia sulle legittime ambizioni dello spagnolo: tra guasti meccanici, errori ai box e incidenti, Carlos ha infatti perso il confronto con il compagno di squadra. Tuttavia, focalizzandoci sulle qualifiche, si vede come il ventunenne spagnolo sia stato più rapido in dieci occasioni su diciannove rispetto all’olandese e questo ci dà un’idea significativa sulle sue reali potenzialità future. E nel 2016, è cosa nota, Toro Rosso affiderà ai due virgulti una power unit Ferrari… VOTO 8

Le rivelazioni 2015 Sainz e Verstappen in versione messicana (© Getty Images)

 

SAUBER: NASR-ERICSSON Per la scuderia elvetica non è stata certo una stagione da incorniciare, nonostante un inizio davvero promettente. Anche per loro la scarsità di risorse economiche e tecniche si è fatta sentire. La vettura, da Melbourne in poi, non ha mai avuto degli aggiornamenti significativi. Peccato perché il progetto non sembrava male. Felipe Nasr, presentatosi al via nei panni del rookie, ha annichilito il suo compagno di squadra Marcus Ericsson, più esperto, ottenendo il triplo dei suoi punti. Da segnalare il fantastico quinto posto del pilota brasiliano all’esordio assoluto in Australia. VOTO 5

MCLAREN: ALONSO-BUTTON Attenzione, attenzione! Per la prima volta dopo 15 stagioni Fernando Alonso non riesce a chiudere in classifica piloti davanti al suo compagno di squadra, in questo caso Jenson Button. I demeriti non sono però tutti da attribuire allo spagnolo, dal momento che, quest’anno, la partnership tra McLaren e Honda non ha davvero funzionato. La power unit giapponese non si è mai dimostrata all’altezza della situazione e il telaio McLaren è probabilmente risultato troppo estremo nella sua concezione. Da questo groviglio ne è venuta fuori la stagione peggiore della storia di questo team che ha chiuso con appena 27 punti nel carniere. Va rimarcato che questo magro bottino è stato racimolato anche grazie a situazioni favorevoli, che in talune circostanze hanno alterato il potenziale delle varie scuderie rivali, mettendo però in luce l’estro sopraffino di due campioni del mondo del calibro di Alonso e Button. Nel lungo periodo il binomio anglo-nipponico potrebbe (anzi dovrebbe) pagare, ma a quel punto bisognerà vedere se al volante di quelle McLaren ci saranno ancora questi due piloti visto che l’anagrafe non è dalla loro parte. VOTO 6

Foto di gruppo per i piloti F1 a Melbourne 2015 (© Getty Images)

 

MANOR MARUSSIA: MERHI-STEVENS / ROSSI-STEVENS Difficile, molto difficile valutare un team che è stato relegato in ultima posizione per tutto l’arco dell’anno. La decima piazza nel campionato costruttori era già facilmente prevedibile da subito: il team Manor ha corso con risorse finanziarie limitatissime, con una vettura del 2014, adattata alle specifiche regolamentari di quest’anno, spinta perdipiù da una power unit Ferrari 2014, affidabile ma scarsamente competitiva. Il team inglese ha iniziato la stagione con la coppia Stevens-Merhi per poi passare, per ragioni non propriamente sportive, a Rossi-Stevens. Will nel look ricorda a tratti il suo connazionale Lewis Hamilton, peccato però che non gli somigli altrettanto nel piede. Merhi ha terminato diciannovesimo, è il primo dei tre, ma in pista ha fatto vedere ben poco. Rossi è forse il pilota che, persino un po’ a sorpresa, ha dimostrato il maggior talento pur affrontando pochi Gran Premi. In tutti i casi, siamo ben lontani da quel pilota che, l’anno scorso a Montecarlo, ha conquistato i primi punti per la squadra: Jules Bianchi. VOTO 5

Paolo Gallorini