Gli italiani e la F1: i dubbi di Marciello, le speranze degli altri

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Ormai siamo a Novembre, buona parte dei team di F1 hanno annunciato i propri piloti o hanno dato indicazioni sui papabili, rimangono aperte solo alcune posizioni nei team minori, ma poca roba. Come ormai pessima consuetudine, non c’è traccia di nomi italiani. Marciello, Ghiotto, Fuoco, Giovinazzi, Mortara, sono i nostri giovani più promettenti, ma nessuno o quasi sembra aver le carte in regola per fare il titolare nel prossimo campionato di F1. Ci sarebbero poi Valsecchi e Filippi, ma meriterebbero un discorso a parte.

Non abbiamo talenti“, ci dicevano. Poi i talenti sono arrivati e, dopo la F3, sono andati in DTM. E’ il caso di Mortara, divenuto pilota Audi e che si è creato una straordinaria carriera in Germania. Ha sfiorato la F1, ha fatto il tester al simulatore Lotus e l’ha anche provata, la macchina. Finita lì. Non c’era la possibilità di fare il salto alla Paul Di Resta, per capirci. Peccato.

Stessa sorte, così a spanne, toccherà a Giovinazzi. Leader del campionato europeo di F3 fino a tre quarti della stagione, Antonio ha perso il rush conclusivo ma ha guadagnato l’esordio in DTM a Mosca, sempre con Audi. Nessun risultato di rilevo ed era difficile aspettarsi grandi cose da un pilota catapultato in mezzo al gruppo inferocito del campionato tedesco dopo mezzo test. Ma se son rose, Giovinazzi avrà l’opportunità di essere protagonista del DTM 2016 con una RS6. Ottima notizia, ma questo vorrà dire che Antonio, per te, la corsa verso la F1 si chiude qui. Almeno per il momento. Sia ben chiaro, meglio fare il professionista in DTM che pagare per quattro giri in Manor, senza discussioni.

2015 GP3 Series Round 1. Circuit de Catalunya, Barcelona, Spain. Saturday 9 May 2015. Luca Ghiotto (ITA, Trident). Photo: Zak Mauger/GP3 Series Media Service. ref: Digital Image _L0U4114
Photo: Zak Mauger/GP3 Series Media Service.

Luca Ghiotto è forse uno di quelli che ce la può fare. A due gare dal termine guida la classifica della GP3, si è fatto ben vedere e la Red Bull l’ha invito per un…caffè. Un romantico ammiccamento, un giro al simulatore, qualche test, una chiacchierata per conoscersi meglio. Se sarà sesso lo vedremo a fine anno. Ma in ogni caso per lui si prospetta ancora uno o due anni di gavetta in GP2 prima di provare il grande passo. Red Bull sarebbe un’ottima spinta, una scuola spietata che però ha dimostrato che, se vali, la tua chance ce l’hai.

Discorso simile per Fuoco, pilota FDA, che dopo i buoni risultati – due vittorie e quinta posizione finale – nell’EuroF3 quest’anno ha debuttato in GP3. Al momento non è ancora riuscito a rompere il ghiaccio della vittoria, ma sul podio lo si è già visto. Sesto in classifica al momento, anche per Antonio bisognerà aspettare. La Ferrari gli ha fatto provare la SF15-T in Austria nei test stagionali, ma, come Ghiotto, dovrà passare prima in GP2, o Formula 2 se arriverà, prima di passare tra i grandi.

Abbiamo tenuto Marciello volontariamente per ultimo. Lello è probabilmente il pilota più in vista del movimento tricolore. Entrato nel programma Ferrari ai tempi della F.Abarth, il casertano residente in Svizzera ha portato a casa il titolo della F3 europea, dimostrando velocità e capacità. La sua carriera lo ha sempre visto essere tra i migliori ma sbagliare al primo anno e vincere al secondo tentativo. E’ stato così in F3 e ci si aspettava fosse così in GP2. E invece no, anche quest’anno i risultati di Marciello, che nel frattempo ha fatto 4 volte le prove libere del venerdi con la Sauber, sono stati in fondo simili a quelli dell’anno scorso: rendimento discontinuo, ottime prestazioni mixate a gare anonime. Non è servito, o non è bastato, il cambio di team. Lello è riuscito a vincere anche nella categoria cadetta, mettendo in riga i vari campioni, ma probabilmente mai a convincere fino in fondo.

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E oggi la paura è che non abbia convinto soprattutto Baldisserri e il suo staff in FDA, che possono contare anche sui dati dei test tenuti in pista e al simulatore da Marciello. Gutierrez e Grosjean da HAAS, Sauber con line-up confermata e neanche a dirlo Vettel-Raikkonen in prima squadra. Non c’è posto per Lello se non come terzo pilota, Friday driver nel migliore dei casi. E anche in caso di accordo con Red Bull, difficile pensare che i bibitari sacrifichino uno dei loro per uno scambio “sconto-Lello”. Se a questo aggiungiamo i rumors che vogliono la Ferrari di Arrivabene interessata a Verstappen, lo spazio per Marciello rasenta lo zero. Anche perchè sarebbe difficile da giustificare il terzo anno in GP2 – i campioni ‘esperti’ non hanno mai avuto futuro in F1 – ed ora la Formula Renault 3.5 di fatto non esiste più, o almeno è difficile che garantisca la stessa visibilità e lo stesso livello visto fino ad ora. La sensazione, già presente dallo scorso anno, è che il rapporto tra Lello e la Ferrari – che comunque lo ha messo su una Sauber sette giorni fa – si sia definitivamente incrinato, l’assenza di risultati non è piaciuta al nuovo corso della Rossa e ora, se Lello vorrà trovare posto in F1, è probabile che debba farcela con le sue sole forze.  Staremo a vedere, sperando di sbagliarci e vedere Raffaele con casco, tuta e ancora il Cavallino cucito sul petto.

In fondo non manca troppo per scoprirlo e in ogni caso a noi manca tremendamente un pilota italiano nel circus!

Massimiliano Palumbo