Grande trionfo di Raikkonen ad Abu Dhabi

Alla vigilia del GP di Abu Dhabi nessuno si sarebbe mai aspettato una gara così emozionante e movimentata, invece ci troviamo reduci proprio da una delle più belle corse dell’anno, imprevedibile e ricca di colpi di scena. Il podio ne è già l’assaggio, con Kimi Raikkonen, che ha trionfato contro tutti i pronostici davanti a Fernando Alonso, anch’egli protagonista di buona gara; il terzo posto, tuttavia, ha lasciato tutti a bocca aperta: Sebastian Vettel ha rimontato per ben due volte dal fondo della classifica, portandosi prima ai margini e poi in zona punti, giungendo nel finale a pochissimi secondi dal primo.

Alla partenza Mark Webber, che partiva in seconda posizione, è subito scivolato indietro facendosi superare nel corso del primo giro anche da Fernando Alonso, che aveva scavalcato allo scatto Jenson Button; nel gruppo centrale si è verificato un incidente tra Hulkenberg -ritirato- e Bruno Senna, rientrato in corsa ma vittima di un altro contatto con l’arrembante Sebastian Vettel, che infatti ha accusato una leggera rottura dell’ala anteriore. Coinvolti nello scontro alla partenza anche Grosjean e Rosberg, costretti a rientrare ai box.

Durante il nono giro Nico Rosberg e Narain Karthikeyan sono stati protagonisti di un grave scontro: il pilota della HRT, in uscita dalla curva 14, ha rallentato bruscamente, forse per lasciare strada alla Mercedes, che però non è riuscita a evitarlo e ha causato l’uscita di entrambi. Se i piloti fortunatamente sono rimasti illesi, in pista è uscita la safety car per cinque giri; in questo lasso di tempo è avvenuto un episodio curioso, che ha parecchio infastidito Sebastian Vettel, il quale si trovava ai margini della zona punti: Daniel Ricciardo, per riscaldare le gomme, ha frenato bruscamente, facendo uscire di pista Vettel e costringendolo a urtare il cartello del DRS, aggravando ulteriormente le condizioni della sua ala anteriore. Il pilota tedesco è stato quindi richiamato ai box, dove ha anche montato le gomme soft.

Lewis Hamilton ha mantenuto la testa della corsa stabilmente anche dopo la ripartenza, creando un distacco abbondante e in continuo aumento sugli agli altri piloti. Durante il 20esimo giro, tuttavia, la sua monoposto ha perso tutta la potenza, a causa di un problema alla pompa della benzina, ed è stata costretta al ritiro, lasciando in testa alla corsa Kimi Raikkonen. Subito dopo, nel 21esimo giro, Pastor Maldonado ha commesso un errore in curva e, dal momento che Alonso lo seguiva minaccioso spinto da Webber e Button, è stato superato dallo spagnolo. Analogamente Webber ha cercato di condurre a termine la medesima manovra, ma le due vetture si sono scontrate causando l’uscita di pista della Red Bull, che è scivolata in settima posizione.

Durante il 26esimo giro poi, Mark Webber si ritrovava nuovamente sotto l’attenzione delle telecamere, poichè si trovava in duello con Felipe Massa. Essendo respinto il suo primo attacco, l’australiano è di nuovo uscito di pista e, rientrando, ha sorpreso Massa spingendolo vicino al cordolo e causandone il testacoda. Dato il forte calo di prestazioni, il pilota della Ferrari è rientrato ai box, seguito a pochi giri di distanza da tutti gli altri, a eccezione di Vettel, risalito addirittura in seconda posizione!

L’incognita della gara era quindi la possibilità o meno per Vettel di rimanere sullo stesso treno di gomme fino alla bandiera a scacchi: prima che si potesse ipotizzare il degrado sulla sua vettura, il muretto lo ha richiamato ai box per montare nuove gomme; grazie alla grande rimonta e anche all’azzeccata strategia della Red Bull, però, il tedesco è rientrato in quatra posizione, dietro a Raikkonen, Alonso e Button.

Al 38esimo giro era di nuovo protagonista Sebastian Vettel, o meglio, la sua fortuna, tanto mancata il giorno prima: Sergio Perez, tentando il sorpasso su Paul di Resta, ha causato l’uscita prima dell’inglese, poi la sua; rientrando in pista, Perez ha coinvolto nell’incidente anche Grosjean, che ha a sua volta fatto lo stesso con Mark Webber, costretto al ritiro. In questo modo la Safety Car ha ricompattato tutto il gruppo, annullando il distacco che Vettel aveva accumulato solo un giro prima con il pit stop.

Nella ripartenza, la battaglia per il secondo posto era più accesa che mai, con Vettel vicinissimo a Button; finché anche l’inglese aveva meno di un secondo di distanza da Alonso, potendo attivare il DRS, è riuscito a respingere gli attacchi del pilota Red Bull; poi però, quando Alonso ha aumentato il ritmo, andando anche a ridure il suo distacco da Raikkonen a 1.2 secondi, l’inglese nel finale non ha retto ed ha subito il sorpasso di Vettel.

A completare la top ten dietro a Button sono stati Maldonado, Kobayashi, Massa, Senna, Di Resta e Ricciardo.

Una gara davvero oltre ad ogni aspettativa, soprattutto grazie alla grande prestazione di Vettel, aiutato sì dalle Safety Car, ma davvero tenace e preciso nei sorpassi, ad eccezione di uno nei confronti di Grosjean, in cui ha superato con tutte e quattro le gomme la linea bianca di margine della pista e quindi, per evitare penalizzazioni, ha restituito la posizione al francese della Lotus. Sebbene il suo vantaggio su Alonso in ottica mondiale sia diminuito di tre punti, grazie a questa dimostrazione di forza si trova nelle perfette condizioni per vincere il titolo. Nulla è ancora però scritto, dal momento che Alonso si rivela come sempre costante e consistente nei risultati, riuscendo ad ottimizzare al meglio le prestazioni della monoposto, con sorpassi efficaci e tenaci. Un’ altra variabile è rappresentata dal circuito di Austin, nuovo per tutte le scuderie.

Basta davvero poco per segnare le sorti di questo campionato: un errore, un colpo di fortuna, una strategia azzeccata: non ci resta che vedere a chi – Vettel o Alonso- ciò toccherà.