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Formula 1

I nodi vengono al pettine

Avevamo parlato della questione dei “pay driver” prima dell’inizio del mondiale ed ora, dopo appena tre gare, i nodi cominciano a venire al pettine.

Quest’anno il parco piloti in F1 si presenta quanto mai eterogeneo: da una parte abbiamo una concentrazione di top driver (Vettel, Alonso, Hamilton, Raikkonen, Button) che poche volte si era vista in passato, dall’altra un numero francamente esagerato di piloti con la valigia.

Piloti che, di fatto, hanno estromesso dal circus validi professionisti (tra i quali, ultimi in ordine di tempo, Kobayashi, Kovalainen e Glock) o hanno sottratto il posto ad altri giovani più meritevoli (Valsecchi, Frijns).

D’accordo, soprattutto in tempi di grave crisi economica, far quadrare i bilanci è l’aspetto prioritario, ma siamo proprio sicuri che il ricorso ai pay driver sia il modo migliore di garantire al team le risorse necessarie e perseguire nello stesso tempo l’obiettivo di consolidamento sportivo e finanziario?

A me sembra che il più delle volte questa politica di gestione si riveli miope e poco lungimirante, delle serie “mi accontento dell’uovo oggi, piuttosto che scegliere la gallina domani”.

Per mettere subito a bilancio entrate pseudo-certe (la storia della F1 è piena di valigie promesse e poi non onorate, ultimo caso quello di Razia), si rinuncia al talento e all’esperienza di piloti che con il loro contributo sarebbero capaci di far crescere il team ottenendo risultati, questi si in grado di far affluire alla squadra risorse dalle sponsorizzazioni e dalla ripartizione dei diritti (che, come è noto, si basa sulla classifica costruttori).

La Lotus (allora ancora Renault) era una buona macchina già nel 2011, ma in mano a Petrov e Senna non aveva combinato granchè. Il team ha deciso di cambiare rotta affidandosi a Raikkonen e Grosjean (ok ben visto dalla Total, ma pur sempre campione uscente della Gp2) e i risultati si sono visti.

Con i risultati sono arrivati i soldi (nuove sponsorizzazioni e maggiori introti dei diritti).

Ovviamente non è tutto cosi’ facile e automatico, c’è una componente di rischio che và messa in conto, ma questa è la strada maestra per crescere sia dal punto di vista sportivo che economico.

E poi il ricorso ai piloti con la valigia non è forse ancora più rischioso?

Se ne stanno accorgendo Caterham e Sauber.

La prima dopo aver rinunciato a Kovalainen per far posto ai soldi di Pic e Van der Garde e dopo averle sempre prese dalla Marussia, si trova costretta a richiamare il finlandese per metterlo in macchina nelle libere in Bahrain e in Spagna (e poi chissà).

Abiteboul, team principal della Caterham, ci spiega che hanno bisogno di Kovalainen per capire le gomme, per valutare diverse configurazioni di set-up, per provare gli aggiornamenti che la squadra porterà nelle prossime gare e per avere un feedback oggettivo sul valore della macchina.

In altre parole Abiteboul stà ammettendo che non si fidano nè di Pic nè di Van der Garde e/o non li ritengono all’altezza della situazione. Come dicevamo prima, i nodi vengono al pettine…

In casa Sauber, appena due settimane orsono, Monisha Kaltenborn dichiarava ad Autosport che “Nella scelta dei piloti per noi la nazionalità non conta, ciò che conta alla fine della giornata è che il nostro pilota sia veloce” e “Per prima cosa abbiamo guardato alle prestazioni e al potenziale, poi all’aspetto economico, lo dimostrano anche gli ottimi risultati che Gutierrez ha subito conseguito, adattandosi in fretta al mondo della Formula 1”.

Ma dopo i disastri combinati in Cina dal messicano la stessa Kaltenborn dà la colpa alla F1 e ai suoi regolamenti che non consentono ai giovani di arrivare in F1 adeguatamente preparati.

Ma come, cara Kaltenborn, Gutierrez non si era adattato in fretta alla F1? Non aveva subito conseguito ottimi risultati? E poi, visto che la colpa è dei regolamenti e i regolamenti sono gli stessi dell’anno scorso, perchè non avete confermato Kobayashi?
Se per voi è importante il talento perchè lasciate scalpitare in panchina uno come Robin Frijns che in tre anni ha vinto altrettanti titoli e l’hanno scorso ha battuto Bianchi?

E poi Gutierrez ha sei anni di esperienza nelle categorie inferiori (2 di F.Bmw, 1 d di F3, 1 di Gp3 e 2 di Gp2), che dovevano dire allora Button e Raikkonen che esordirono in F1 con molte meno gare sulle spalle? A già, ma Button e Raikkonen sono campioni…