F.1 Il “caso Massa”

Si ok, siamo alla prima gara. E su un campionato da 20 gran premi di cose ne possono succedere. Compreso che Felipe vinca il mondiale. Ma siamo onesti, il “problema” non sorge ora. Sono due anni che Massa non ha un rendimento da pilota Ferrari, ma neanche da ciò a cui ci aveva abituato. Si perchè non stiamo parlano del classico paracarro che arriva in Formula Uno grazie a vagonate di dollari e al manager figlio illustre, come qualcuno vuole far intendere. Magari quello l’ha aiutato a rimanerci anche quando i risultati non sono venuti. No, Felipe il posto in F1 prima e in Ferrari poi, se l’era meritato sul campo. Campione F.Chevrolet ( vero, non è granchè, ma in Brasile questo c’era) nel ’99, campione italiano ed europeo di F. Renault ( e qui le cose si fanno tremendamente più difficili) nel 2000 al primo tentativo, campione dell’Euro 3000 nel 2001, vincendo 6 gare su 8 solo perchè a Dogninton l’han spedito fuori. Sennò era ein plain. Questo curriculum gli ha consentito il debutto in F.1 nel 2002 con la Sauber, che voleva trovare il nuovo Raikkonen, appena passato in McLaren. E fu debutto di fuoco, condito da ottime prestazioni, dimostrazioni di grinta (a volte persino eccessiva, vedi la “vendetta” di Monaco su Bernoldi) misto svarioni clamorosi. Era chiaro a tutti che il ragazzo aveva piede, ma doveva sistemare la “testa”. Così, nel 2003, visto anche l’appiedamento da parte di Peter Sauber che gli preferisce piloti con maggiori garanzie, Felipe entra ufficialmente in Ferrari: un anno di test con la Rossa (allora si potevano ancora fare) e di discussioni con quel simpaticone di Ross Brown lo portano a più miti consigli. Nel 2004 e 2005 di nuovo in Sauber, tutta esperienza. Nel 2006 sostituisce Barrichello come titolare alla Ferrari, e di certo non la fa rimpiangere. Accanto ha un signore di nome Michael Schumacher, ma non viene tritato. Anzi, qualche volta se lo mette pure dietro. L’anno successivo arriva Raikkonen, e diventa campione del mondo al primo tentativo. Brutto smacco, ma Massa fino a trequarti di stagione era

li a giocarsela, poi i giochi di squadra gli han preferito Kimi e amen. Nel 2008 è Campione del Mondo per 8 secondi, ma Glock regala la posizione a Hamilton e il mondiale cambia padrone. Capita. Nel 2009 l’auto non è fulmine, ma nonostante ciò si mette regolarmente dietro il compagno di squadra iridato. E’ un Massa bello pimpante fino all’Ungheria. Un Massa che non ci pensa due volte a far a ruotare con i migliori, con una particolare predilezione per la McLaren di Alonso. Un Massa che lotta alla pari con Hamilton, che regola Rakkonen. Un Massa che quando sentiva aria di Turchia e Brasile era imprendibile. Poi la molla di Barrichello, l’incidente, il lento recupero. E le prestazioni che svaniscono. Vada per il primo anno, il 2010 in cui magari deve recuperare più psicologicamente che fisicamente, ma la verità è che Alonso perde il mondiale all’ultima gara mentre Felipe è 6°, di sei. Già lo scorso anno le scuse non reggono più, la macchina non sarà un fulmine ma Alonso trova il modo di vincere una gara e finire a podio un pò di volte. Massa è spesso disperso, mai in tutto l’anno a podio. Neanche in Turchia e Brasile, che una volta erano terre di conquista sicure. Felipe comincia drammaticamente a somigliare a Barrichello nell’ultimo periodo in rosso: quarto quando si lotta in quattro, sesto se ce la si gioca in sei. Se va bene, sennò bisogna guardare il centrofondo della classifica per trovare la seconda Ferrari. La colpa è del mondo se il brasiliano non va e intanto il compagno lo surclassa. Poi l’inverno 2011, le promesse di riscatto, le rassicurazioni misto minacce di Montezemolo e il manager Nicolas Todt pronto a giurare: “Ora basta lamentarsi, Massa è un uomo nuovo”. Risultato alla prima gara: 16esimo in griglia. E non tragga in inganno Alonso 12°, perchè non si fosse girato da solo come un pollo, sarebbe stata top ten. In gara va anche peggio. Prima fa fuori due set di gomme a tempo di record, poi mentre naviga tristemente tra le terz’ultima e quart’ultima posizione il patatrac che lo toglie dalla gara. Meglio così, fine dell’agonia. Meglio ignorare (come ha fatto la Rai) il fatto che s’è scontrato con il penultimo che lo stava sorpassando…
Va da se che le cose non possono continuare così. Capisco tutto, capisco pure gli interessi commerciali di Fiat in Brasile e l’avere a che fare con un manager che è il figlio del presidente FIA, ma la Ferrari, questa Ferrari che non è esattamente un fulmine di guerra, non può permettersi di correre ancora con un solo pilota. Massa ha avuto tutto il tempo per recuperare. E’ un caro ragazzo, gli si vuole bene, però qui dobbiamo fare i seri. Capita di fare un incidente e non riprendersi del tutto. Son le corse. Magari gli serve semplicemente cambiare aria, modalità di lavoro, gente. Vedi Button, è passato dal briatoresco “paracarro” a campione stimato e rispettato. Grosjean idem.
Alternative? Fin troppo facile fare il nome di Trulli. Ma siamo obbiettivi, senza test è tragica prendere confidenza con un’auto mai vista prima. Fisico insegna: passò dalla pole position a Spa con la Force India a chiudere gli schieramenti con la Ferrari nel giro di due settimane. Magari si potrebbe pensare ad un giovane come Kobayashi, veloce e spettacolare (che non fa mai male), Sutil, libero e senza contratto, o Perez, che fa già parte del Ferrari Academy, ma varrebbe per tutti lo stesso discorso fatto per Jarno. E allora forse la soluzione più indolore è interna. La Ferrari si sta crescendo in casa da anni Jules Bianchi e usa al simulatore Davide Rigon. Sicuri che entrambi, tolte le prime gare di apprendistato, possano fare peggio di questo Massa?
Sicuramente Felipe merita una prova d’appello, ma fossi in Domenicali, la domanda me la porrei…

 

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