Il caso Massa.

Entrati nella pausa agostana dopo aver superato il giro di boa del campionato,per la F1 è tempo di primi bilanci.
Tra le questioni aperte in casa Ferrari c’è sicuramente quella riguardante Felipe Massa.
Il brasiliano non è in scadenza essendo contrattualizzato fino al termine del 2012,eppure più volte Montezemolo e Domenicali hanno dovuto rinnovargli pubblicamente fiducia dopo che il nome di più piloti (Button,Webber,Rosberg,perfino Perez e Kobayashi) era stato accostato alla rossa per la prossima stagione.
Voci che,fondate o meno,rivelano comunque un comune denominatore:il giudizio negativo dell’ambiente (media e addetti ai lavori) circa il rendimento di Massa,giudizio inoppugnabile se guardiamo ai freddi numeri e che può essere generalizzato al dopo Ungheria 2009.
Gli inizi in F1. Campione italiano ed europeo di Formula Renault 2 litri nel 2000 e vincitore dell’Euro 3000 nel 2001,Felipe viene ingaggiato dalla Ferrari che gli sottopone un impegno a lungo termine.Il brasiliano fa il suo esordio in Sauber nel 2002 mostrando sprazzi di talento e velocità (in qualifica ,per esempio, rifila al più esperto Nick Heidefeld,suo compagno di squadra, mezzo secondo a Montecarlo e quattro decimi a Spa),ma anche una certa propensione all’errore che portano Peter Sauber a preferirgli il vecchio Frentzen prima per il gp di Indianapolis (dove Massa avrebbe dovuto scontare una penalità di dieci posizioni in griglia per un incidente con De la Rosa a Monza) e poi per il 2003.
Al Paulista non resta che tornare a Maranello in veste di collaudatore affiancando Badoer.E’proprio in questo periodo che si lega a Nicholas Todt,figlio del gran capo Ferrari.
Nel 2004 torna in Sauber disputando un’egregia stagione,ma perdendo globalmente il confronto col nuovo team mate Fisichella (le cui ambizioni da top driver saranno tarpate dal periodo successivo in Renault con Alonso) e dimostrando di essere ancora in fase di maturazione.
L’esplosione e i primi anni in Ferrari A partire dal 2005 inizia il periodo migliore di Massa.Nell’ultima stagione nel team elvetico,infatti,si dimostra nettamente più veloce di Villenevue e viene richiamato in Ferrari per sostituire il partente Barrichello.
Il 2006,stagione di esordio in rosso con al fianco sua maestà Schumacher,è tutto sommato positivo,con un finale di stagione in crescendo dove arrivano 2 vittorie:Turchia e Brasile (13 anni dopo il successo di Senna).
Ritiratosi Schumacher,per il brasiliano c’è un altro osso duro in squadra:Kimi Raikkonen.I due fanno squadra nel triennio 2007-2009.
Il primo anno il finnico è campione del mondo,ma dal confronto Felipe non è schiacchiato,anzi vince 3 gare e contribuisce in maniera preziosa alla vittoria di entrambi i titoli,aiutando e scortando il compagno di squadra nell’ultimo e decisivo gp.
Nel 2008 la prospettiva si inverte:Massa appare più efficace e determinato,conquista i galloni di capitano e perde il titolo solo a due curve dalla fine dell’ultimo gp (sempre in Brasile),scontando qualche sbavatura personale (Malesia),ma soprattutto errori a lui non imputabili (motore rotto a tre giri dalla fine di un gp dominato in Ungheria,pasticcio ai box in un gp di Singapore comunque inficiato nel suo svolgimento dal comportamento della Renault).
Nel 2009 Massa e Raikkonen si giocano la “bella” con una vettura questa volta non in grado di competere per il mondiale.Fino all’incidente dell’Ungheria il confronto è estremamente equilibrato:Felipe marca più punti,Kimi è più spesso davanti in prova e paga più ritiri.
Il ritornoMassa rientra dopo l’incidente direttamente nel 2010 trovando come nuovo compagno di squadra Fernando Alonso.
Lo spagnolo lo sovrasta non solo e non tanto in termini numerici (252 punti a 144,2 pole a 0,10 podi a 4,qualificandosi meglio 15 volte su 19,vincendo 5 gare contro 0 -senza l’ordine della germania sarebbero state comunque 4-1),ma anche soprattutto a livello caratteriale imponendosi subito come leader della squadra,trascinandola,continuando a crederci in un momento no della stagione,sfiorando la vittoria finale.
Il fatto che in molti ricordino solo l’errore del muretto nell’ultimo gp (errore per cui Dyer ha pagato di persona) e in pochi le diverse sbavature dello spagnolo (Montecarlo,Spa per esempio) la dice lunga sull’abilità anche “politica” dell’asturiano.
Il pilota di Oviedo ha conquistato squadra e meggioranza dei tifosi,volente o nolente la Ferrari è lui (lo dimostra anche il recente rinnovo a lungo termine),il team e i sostenitori sanno che se si può ambire a vincere o a cogliere un buon risultato,le speranze non vanno che riposte in lui.
La sua determinazione e il suo ottimismo anche nel poter credere di ribaltare le situazioni più complicate fanno si che gli vengano perdonati con più indulgenza anche gli errori (vedi ultima gara proprio in Ungheria).
Massa,invece,ha dimostrato di subire lo spagnolo sia punto di vista velocistico che dal punto di vista caratteriale,cosa che non era successa (o almeno non in maniera cosi evidente) ai tempi della convivenza con Schumacher e Raikkonen.
Dopo il fattaccio del gp di Germania 2010,dove era stato costretto a cedere la vittoria al compagno,il brasiliano anzichè mettere in pista una reazione rabbiosa è sembrato nel resto della stagione quasi demotivato,più in difficoltà e più distante dalle prestazioni di Alonso rispetto alla prima parte di stagione.
Felipe aspettava con impazienza il 2011 per rifarsi e soprattutto attendeva speranzoso le nuove Pirelli.
Come nel caso di Schumacher,infatti,le prestazioni inferiori alle attese erano state imputate in buona parte alla difficoltà di adattarsi all’ultima versione delle gomme anteriori della Bridgestone,per regolamento di larghezza inferiore rispetto al passato.
E come nel caso del tedesco,anche per Massa il passaggio alle nuove coperture Pirelli
non sembra aver migliorato i risultati.
Anzi se confrontiamo la situazione attuale di classifica con quella dello scorso anno dopo 11 gare vediamo che mentre Alonso migliora il suo rendimento (1 vittoria in meno,ma 2 podi e 22 punti in più rispetto a sè stesso un anno fa),Massa addirittura peggiora (15 punti e 3 podi in meno).Lo scorso anno il brasiliano aveva concluso la stagione ultimo dei piloti dei tre top team e con soli 2 punti in più di Rosberg con la meno competitiva Mercedes,quest’anno a metà campionato o poco più,la situazione è la stessa (almeno i punti di vantaggio su Rosberg sono di più),resta comunque lampante il dato che Felipe ha meno della metà dei punti di Fernando e non è mai andato neanche a podio con un quinto posto come miglior risultato.
In Ungheria per la prima volta si è qualificato meglio dello spagnolo,ma nonostante i diversi errori di quest’ultimo lui-commettendone di peggiori- gli è arrivato a quasi un minuto e a poco vale la soddisfazione del giro più veloce in gara.
A Silverstone era riuscito a tenersi bene dietro Vettel perdendo la posizione per un errore dei box,ma anche in quella occasione ha preso un distacco eloquente da Alonso.
Tutto questo mentre in Mclaren beneficiano dell’apporto di due piloti che si completano a vicenda componendo una coppia fortissima e al tempo stesso coesa e gestibile.
Tralasciando questa stagione che a meno di cataclismi vede di fatto i titoli già assegnati,è chiaro che se in Ferrari si vuole lottare per il vertice in entrambe le classifiche urge un cambio di passo.
Quale che siano le difficoltà di Massa (le gomme?non è più lui dopo l’incidente?è tornato lo stesso di prima ma Alonso è troppo più forte velocisticamente,caratterialmente e politicamente all’interno del team?),deve dimostrare in questa seconda parte di campionato una vigorosa inversione di tendenza,altrimenti spiace dirlo ma a Maranello farebbero bene a pensare seriamente di sostituirlo.