Il podio di Austin – Analisi e dichiarazioni

Nuova firma di Motorsport Rants, Paolo Gallorini ci fa rivivere le emozioni di un Gran Premio degli Usa che ha consegnato matematicamente il titolo 2015 a Lewis Hamilton; l’inglese entra di prepotenza nel club dei tre volte iridati di Formula 1 in una esaltante domenica di motorsport.

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Il tripudio di Hamilton, attorniato dalla crew degli uomini Mercedes, dopo il trionfo (© Getty Images)

Lewis Hamilton (Mercedes) : “E’ un momento travolgente. Ricordo il mio primo campionato britannico vinto, quando mio padre ed io tornavamo a casa cantando “We are the Champions”. Penso a tutti i sacrifici che la mia famiglia ha fatto: mia madre, mio padre la mia famiglia intera. Sto pensando anche ai miei fans. Loro mi hanno dato tantissima energia e spero di averli ispirati a non mollare mai per raggiungere i loro sogni e desideri. La gara oggi è stata veramente incredibile e tutto quello che poteva accadere è accaduto. Gli ultimi 10-15 giri sono stati straordinari, era pazzesco, una gara incredibile. Ero in testa, poco dopo ero quarto e le condizioni davvero al limite. Nico ha guidato davvero bene. Per tutta la gara ho pensato “Il titolo è lì da qualche parte… come posso prenderlo?” Ero così vicino da poterne sentire l’odore e non c’è stato un momento in cui ho creduto di non potercela fare. E’ semplicemente incredibile eguagliare il numero di titoli di Ayrton Senna. Il mio obiettivo è sempre stato quello di conquistare tre mondiali come lui, è Ayrton che ha ispirato la mia carriera. Ora non c’è nessuno che voglio eguagliare, desidero solo andare avanti, il più lontano possibile, verso nuovi traguardi. Ogni pilota vuole vincere in ogni evento, ma questo è l’ultimo obiettivo. Conquistare campionati del mondo significa avere raggiunto il risultato massimo. Il team Mercedes è stato fantastico. Sono infinitamente grato a tutti i ragazzi. Ho pensato di poter vincere con questa squadra, è per quello che sono venuto qui… e l’ho fatto!”.

Campione del mondo. Campione del mondo. Campione del mondo. Come il suo idolo, Ayrton Senna, nella gara più pazza della stagione. Emblematici sono i momenti vissuti dai primi tre nella saletta che porta alla cerimonia del podio: Lewis è commosso, a testimonianza di quanto ci tenesse a ghermire questo incredibile risultato. Oggi, è vero, è stato anche fortunato, ma il titolo gli scivola addosso dopo una stagione dominata, in cui ha annichilito ogni suo avversario. La gloria è sua e, occorre evidenziarlo, nelle 56 tornate di gara il fuoriclasse britannico proprio non si è risparmiato.

Scene da un podio: da sinistra Rosberg, il dt Lowe, Hamilton e Vettel (© Getty Images)

 

Nico Rosberg (Mercedes) : “Per prima cosa congratulazioni a Lewis. Lui ha guidato in maniera impeccabile per tutta la stagione e ha meritato il titolo. Quella di oggi è stata una gara frustrante per me. Perdere la prima posizione per una perdita di aderenza nei giri finali acuisce la mia delusione. In un certo senso è ancora più difficile da accettare perché ero molto felice per aver recuperato dopo il contatto alla prima curva con Lewis. Non mi ha lasciato abbastanza spazio perché io mi trovavo al centro della curva e, arrivando lungo, mi ha spinto fuori. Ma questa è una cosa di cui possiamo discutere insieme al team in un altro momento. Ho bisogno di riprendermi da questa dura giornata, ma sono sicuro che ce la farò”.

Sembrava essere il suo giorno, quello della riscossa, quello che gli avrebbe permesso di allontanare tutte le critiche accumulate negli ultimi mesi. Dominatore dell’uragano Patricia la domenica mattina, grazie ad un giro impeccabile, rovina tutto allo start facendosi infilare dal compagno di squadra alla prima curva. Nico, però, non molla. Lotta come un leone e si ritrova a suon di sorpassi e giri record nella posizione di leader. Conduce la gara in maniera impeccabile fino al giro 48 dove commette un errore da principiante, consegnando vittoria e titolo a Lewis Hamilton con tre Gran Premi d’anticipo sulla chiusura della stagione. Sul podio è giustamente sconsolato, mentre a capo chino sbircia il rivale che festeggia il terzo titolo in carriera. Le prossime gare potrebbero essere durissime per lui.

Sebastian Vettel (Ferrari) : “Abbiamo cercato di rovinare la festa di Lewis oggi! Nel finale forse avrei potuto prendere qualche rischio in più con Nico, ma non è stato possibile. E’ un peccato, ma non dimentichiamoci da dove siamo partiti quest’anno. Quella odierna è stata un’altra bella gara, una gran rimonta e la macchina era fantastica. Penso che non si possa chiedere di più partendo dalla tredicesima posizione. Ha aiutato molto un primo giro molto efficace e dopo avevamo il passo buono, specialmente montando le gomme da asciutto in condizioni miste. Ci sembrava di volare per qualche giro, eravamo qualche secondo più veloci di tutti gli altri. Forse, senza l’ultima safety car, avremmo potuto vincere la gara ma con i “se” e con i “ma” non si va da nessuna parte. E’ stata una gara difficile e l’abbiamo gestita molto bene. Posso solo dire ”grazie tante” a chi era in pista e in fabbrica. Da un lato siamo felici ma non è una bella sensazione quando sei fuori dalla lotta. Per il prossimo anno questo ci darà una spinta, spronandoci per migliorare ulteriormente. Spero che saremo in grado di offrire una grande battaglia”.

Come ormai d’abitudine, un’altra gara magistrale per tedesco della Ferrari. Scattato dalla tredicesima posizione a causa della penalità rimediata per l’impiego della quinta power unit, termina in rimonta al terzo posto. Se il prossimo anno la Ferrari riuscirà a portare in pista una vettura al livello della Mercedes potremmo assistere a uno dei Mondiali di Formula Uno più avvincenti degli ultimi decenni. Ora l’obiettivo è chiudere davanti a Rosberg in campionato; con tre gare ancora da disputare, questa sembrerebbe essere un’impresa alla portata del quattro volte iridato. Alzi la mano chi, alla vigilia, si attendeva un campionato così esaltante da parte della Ferrari.

Il commento

Quello andato in scena ad Austin è stato, sicuramente, uno dei weekend più rocamboleschi degli ultimi anni. L’uragano Patricia, che ha sferzato le Americhe nei giorni scorsi, non ha risparmiato neppure il Texas e ne è venuta fuori una delle gare più combattute e divertenti della stagione. Per le avverse condizioni climatiche, le prove libere sono state disputate a metà e le qualifiche sono terminate al Q2 con la pole position, per la terza volta consecutiva, finita nelle mani di Nico Rosberg.

Il 2015 è però l’anno di Lewis Hamilton, dominatore incontrastato della stagione, più forte di ogni avversario, più forte anche della sfortuna, che domenica sembrava essersi messa contro di lui. L’inglese conquista il suo terzo titolo iridato eguagliando il suo mito, Senna, e lo fa negli States, proprio il luogo in cui avrebbe desiderato farlo. Da ieri è ufficialmente nell’Olimpo dei grandi campioni.

La partenza vede tutti i team montare pneumatici intermedi, vista la considerevole quantità d’acqua caduta nelle ore precedenti. Hamilton, dopo un’ottima partenza, guadagna la prima posizione, accompagnando fuori Rosberg che scivola in quarta posizione. L’inglese, però, entra in crisi di gomme ed è costretto alla sosta per montare pneumatici da asciutto. Le seguenti entrate di safety car e virtual safety car non sembrano agevolare la corsa del pilota con il numero 44, che, a pochi giri dalla fine, si ritrova alle spalle del compagno di squadra. Ed è proprio qui che si consuma il disastro sportivo per Rosberg: il pilota della Mercedes commette un errore inspiegabile ed è costretto a cedere la leadership a Hamilton. L’inglese, persino incredulo, ringrazia e si invola verso la conquista della vittoria e del titolo.

Rosberg probabilmente avrebbe meritato la vittoria in Texas. Non parte benissimo, ma non demorde e in pochi giri riesce, a suon di giri veloci, a rimontare sorpassando pure Hamilton. Se nelle prime fasi la sua gara sembrava compromessa, la rimonta compiuta pare potergli garantire la vittoria; al giro 49, però, Nico è autore di quell’errore assurdo. Lo svarione è forse l’emblema della sua stagione, complessivamente sottotono, disputata da Melbourne fino ad Austin.

La gara delle Ferrari è partita in salita: i piloti di Maranello hanno dovuto scontare, sulla griglia di partenza, una penalità di dieci posizioni per l’utilizzo della quinta power unit. Vettel, 13° al via, ha compiuto un’incredibile rimonta, che lo ha portato a chiudere al terzo posto, impensierendo sul finale Rosberg. Anche a livello strategico la Ferrari è stata impeccabile: fondamentale, tra le altre, la decisione di fermarsi a montare gli pneumatici da asciutto al 19° giro. Azzeccato perfettamente il crossover (momento in cui le gomme da asciutto diventano più performanti rispetto a quelle da bagnato), Sebastian non fatica a riportarsi nel gruppo di testa. Peccato per Kimi Raikkonen che, andato a muro alla ventisettesima tornata, è poi costretto al ritiro. A tre gare dalla fine Vettel si trova in seconda posizione con 4 punti di vantaggio su Rosberg: l’obiettivo per il finale di stagione è arpionare il fantomatico titolo di vicecampione del mondo alle spalle dell’ormai inavvicinabile Hamilton.

Giornata storta per Raikkonen in Texas: il finlandese non ha visto il traguardo (© Getty Images)

 

La Toro Rosso conferma anche in questa gara di disporre di due piloti formidabili. Max Verstappen chiude addirittura ai piedi del podio dopo una gara fantastica, ricca di sorpassi al limite. Carlos Sainz, scattato dal fondo, rimonta fino alla settima posizione. Lo spagnolo, solamente nel primo giro, è stato in grado di recuperare ben nove posizioni. Probabilmente ci troviamo davanti a due futuri campioni e questo non può che giovare all’immagine di una Formula Uno alla costante ricerca di nuovi personaggi da copertina.

Fino al momento in cui la pista non si è asciugata, la Red Bull sembrava in grado di poter lottare alla pari con le Frecce d’Argento. Purtroppo per i “bibitari”, però, non appena le condizioni della pista sono migliorate, sono stati risucchiati dal gruppo: Ricciardo è passato dalla prima posizione alla decima al traguardo, Kvyat non è nemmeno transitato sotto la bandiera a scacchi a causa di un testacoda. La Red Bull non festeggia nel miglior modo il suo 200esimo GP ed è ancora alla ricerca di un motore per la prossima stagione. Il team dominatore delle stagioni 2010-2013 affronta il suo incubo peggiore dai tempi dell’ingresso in Formula Uno.

Kvyat precede Verstappen e Hulkenberg in una fase del GP (© Getty Images)

 

Da segnalare il miglioramento registrato dalla McLaren-Honda, capace di portare a casa punti importanti. In condizioni estreme il talento dei piloti più forti emerge subito e a Woking, non a caso, dispongono di due campioni del mondo. Jenson Button è autore di un’ottima gara, tanto da chiudere in sesta posizione. Fernando Alonso, stabilmente in zona punti, nel corso degli ultimi giri accusa una perdita di potenza alla sua power unit Honda che lo relega in undicesima posizione finale.

Quinto al traguardo l’ottimo Perez. Il prossimo GP sarà quello del Messico, sua gara di casa. Ai margini della zona punti Maldonado (8°), Nasr (9°), e Ricciardo (10°). Nota stonata il sistema di sicurezza Virtual Safety Car che, ancora una volta, dimostra tutta la sua inadeguatezza, con piloti che interpretano in maniera totalmente difforme il delta-time da rispettare. Forse è ora di intervenire.

Negli USA, Paese dello show e dell’intrattenimento, non poteva disputarsi gara più avvincente. Tra uragani, colpi di scena, battaglie serrate, corpo a corpo, incidenti, rimonte clamorose e titolo mondiale assegnato, gli States non avrebbero desiderato miglior Gran Premio. E dire che tra venerdì e sabato le bizze del meteo lasciavano addirittura presagire una possibile cancellazione dell’evento. Questa è la Formula Uno che riempie il cuore degli appassionati, questa è la vera essenza di un magnifico sport!

Alonso in difficoltà alla prima curva subito dopo il via del GP Usa (© Getty Images)

 

Classifica Piloti (top 10): 1. Hamilton 327 punti*; 2. Vettel 251 punti; 3. Rosberg 247 punti; 4. Raikkonen 123 punti; 5. Bottas 111 punti; 6. Massa 109 punti; 7. Kvyat 76 punti; 8. Ricciardo 74 punti; 9. Perez 64 punti; 10. Verstappen 45 punti.

Classifica Costruttori: 1. Mercedes 574 punti*; 2. Ferrari 374 punti; 3. Williams 220 punti; 4. Red Bull 150 punti; 5. Force India 102 punti; 6. Lotus 70 punti; 7. Toro Rosso 63 punti; 8. Sauber 36 punti; 9. McLaren 27 punti; 10. Marussia 0 punti.

* Lewis Hamilton e Mercedes AMG Petronas F1 Team aritmeticamente campioni del mondo.

Paolo Gallorini