Il podio di Barcellona – Analisi e dichiarazioni

 

coppa

 

Nico Rosberg (Mercedes): “Abbiamo vissuto un week-end perfetto qui in Spagna. La macchina è stata fantastica e tutti hanno fatto un gran lavoro nel corso delle ultime settimane, quindi grazie al team per tutto. Ho effettuato una buona partenza per la prima volta in questa stagione. Successivamente non ho fatto altro che gestire il ritmo e evitare situazioni pericolose nel corso della gara. Sono veramente felice per questa vittoria. La stagione è ancora all’inizio, quindi ridurre il gap da Lewis in classifica è una buona cosa. Continuerò a spingere anche nelle prossime corse, a partire da Monaco, gara di casa per me!”

La buona partenza non è stata l’unica “novità” in questo inizio di stagione per Nico. Vittoria e pole a parte, il pilota tedesco ha iniziato il week-end spagnolo mettendo ben in chiaro che Lewis si sarebbe dovuto sudare il risultato. E i tempi segnati nelle prove libere sono un segnale evidente di questa voglia di riscatto. In gara Nico è stato irreprensibile e imprendibile, accumulando su Hamilton un vantaggio di 6 secondi dopo 10 giri, per poi gestire il ritmo per il resto della gara. Se queste sono le premesse, è lecito aspettarsi una prestazione di alto livello anche a Monaco, pista su cui ha conquistato 2 vittorie e un 2° posto negli ultimi 3 anni.

Foto ricordo in casa Mercedes per l'ennesima doppietta.
Foto ricordo in casa Mercedes per l’ennesima doppietta.

coppa

coppa

 

Lewis Hamilton (Mercedes): “Ho subìto una partenza lenta a causa del pattinamento degli pneumatici posteriori, ritrovandomi a dover lottare per la terza posizione. Da quel momento in poi è stato sempre tutto difficile, dal rimanere dietro un’altra vettura al tentare un sorpasso. Ho cercato di rimanere attaccato il più possibile a Seb prima di fermarmi al pit, ma proprio qui abbiamo perso tempo. Alla fine, abbiamo optato per una strategia a 3 soste per cambiare la situazione. La chiamata ai box è stata fatta abbastanza presto perchè era chiaro che non saremmo riusciti a coprire l’intera distanza dello stint e, di nuovo, perchè superare in pista era quasi impossibile. Fortunatamente abbiamo avuto il ritmo adatto per gestire la situazione. Nico aveva 22 secondi a 15 giri dal termine, un vantaggio veramente notevole. Ho forzato il ritmo fino a 6 giri dal termine per avvicinarmi il più possibile, ma guadagnare 1 secondo al giro non era sufficiente. Ho limitato i danni in un week-end difficile per me. Ma sono contento di aver conquistato dei punti importanti per il team.”

Rimedia quasi 3 decimi in qualifica dal teammate e in gara parte male finendo dietro Vettel, cosa che lo obbliga quindi a impostare la strategia sul pilota Ferrari, e conclude 2° a 18 secondi dal leader. Lewis Hamilton è apparso decisamente in difficoltà sul tracciato di Barcellona. O, meglio, sembra aver lasciato a casa il tratto “cannibalesco” della sua guida. Il muretto gli viene incontro, cucendogli addosso in corso d’opera una strategia idonea a lasciarsi alle spalle il pilota Ferrari e lui ci mette del suo, inanellando giri che definire “veloci” sarebbe riduttivo. In un week-end di gara però, non sono solo i secondi rifilati agli altri a fare la differenza, e lui dovrebbe saperlo. E questa volta, ha trovato la reazione d’orgoglio di Rosberg a sbarrargli la strada, oltre all’esuberanza di Vettel. Lewis è famoso per la sete di vittoria e vanta un buon curriculum a proposito del circuito monegasco. Con queste premesse, nel principato potrebbe andare in scena una delle lotte-chiave di questo 2015. Se non con le Ferrari, di sicuro con l’altra Mercedes.

coppacoppacoppa

 

Sebastian Vettel (Ferrari): “Nel complesso, ritengo che il 3° posto sia il meglio che potevamo raggiungere, visto il nostro ritmo. Non penso che ci sia stato qualche sbaglio, forse questo non è stato il nostro miglior week-end a livello di competitività, ma penso che sia una condizione accettabile, piuttosto che avere qualche difficoltà con la vettura. Per qualche ragione non siamo riusciti a trovare il passo giusto negli ultimi due Gp, ma sono sicuro che fra un paio di gare saremo molto più pericolosi. Parlando di strategia, abbiamo convenuto per le due soste, pensando che fosse la soluzione migliore per la gara. Dobbiamo essere sinceri e ammettere che oggi la Mercedes è stata eccezionale. Credo che stiamo andando nella giusta direzione, però. Siamo consapevoli della disparità di prestazioni, ma stiamo lavorando molto per avvicinarci. Purtroppo non abbiamo fatto grandi passi avanti in questa gara, ma sono fiducioso per le prossime.”

45 secondi di ritardo dal leader sono un’eternità, e la delusione trapela dalle parole di Arrivabene oltre che da quelle di Sebastian. Un’amarezza mitigata solo dal raggiungimento dell’ennesimo podio, dalla consapevolezza del buon lavoro fatto e dalla validità dei piloti impegnati. Vettel lotta come un leone, sia in qualifica – 3° a 8 decimi da Rosberg – che in gara, tirando fuori dal cappello un’ottima partenza che gli permette di finire di fronte a Lewis. Bravissimo a tenerlo dietro per la prima parte di gara, seppur poi costretto a soccombere quando, un po’ per il traffico e un po’ per l’efficace strategia Mercedes, si ritrova dietro a un Hamilton che vede rosso. Pardon, Rosberg.

Il commento

Cosa ha fatto Nico Rosberg! No, non ha demolito la concorrenza e no, non ha dominato il week-end. Ma, di certo, non si è arreso. Non facciamo un torto a nessuno ammettendo che Lewis Hamilton non è solo un cliente scomodo in pista – figuriamoci averlo come compagno di casacca – ma soprattutto un pilota dall’incontenibile carisma. Nessuno può sapere come Nico abbia vissuto le prime 4 corse della stagione, puntualmente “dilaniato” da quel cannibale di Lewis sia in qualifica che in gara. E con la consapevolezza di avere tra le mani l’arma migliore per puntare al titolo, per giunta! Ma la magia del pilota tedesco sta qui, in una reazione d’orgoglio e cuore iniziata in Bahrain e giunta a piena maturazione sull’assolatissimo tracciato spagnolo. Compito non facile. Hamilton ha accusato il colpo. Non si spiegherebbe altrimenti il suo atteggiamento insofferente e polemico verso la possibilità di sorpasso in pista. Lui, l’ex ragazzino terribile che dal 2007 insegna a grandi e piccoli come si effettuano “staccate e stoccate”! La reazione dell’inglese sarà immediata, forse già in queste settimane che ci separano dal Gp di Monaco potrebbe optare per un po’ di sano terrorismo psicologico a scapito del compagno. Il confronto nelle stradine del principato si prospetta incandescente, per la gioia di Toto Wolff.

Certo, in casa Mercedes la stretta allo stomaco si fa meno poderosa pensando al vantaggio prestazionale mostrato dalle monoposto in Spagna. Le dirette inseguitrici, Ferrari e Williams, hanno terminato lontanissime dalle frecce d’argento, seppur mostrando un buon potenziale.

Vettel sembra parlare delle prestazioni della sua monoposto con un tecnico. La Ferrari dopo Barcellona avrà molto da migliorare.
Vettel sembra parlare delle prestazioni della sua monoposto con un tecnico. La Ferrari dopo Barcellona avrà molto da migliorare.

Nel team di Maranello si respira tanta delusione, ma anche una certa fiducia. Non solo per gli enormi progressi rispetto alla passata stagione, ma anche per i dati utili racconti a Barcellona, grazie al confronto diretto tra le novità aerodinamiche installate sulla vettura di Vettel e il vecchio set-up portato in pista da Raikkonen. A Monaco, la trazione sarà un aspetto fondamentale, e sotto questo aspetto le Rosse godono di un buon potenziale, riscontrabile nello spazio guadagnato da Vettel su Hamilton nell’accelerazione che porta dall’ultima chicane di Barcellona all’inizio del rettilineo dei box. Insomma, la direzione è buona e anche Sebastian lo conferma, ma le Mercedes sono ancora lontane e le Williams iniziano a mettere pressione, specie con un Valtteri Bottas in gran forma.

Decisamente fuori dai giochi la Red Bull, ma sarebbe sbagliato pensare che i propulsori Renault siano l’unico limite del team austriaco: minacce, illazioni, lamentele hanno caratterizzato questa prima parte di stagione e, di certo, non sono la risposta adatta per reagire ad un’evidente difficoltà tecnica. Perchè se a parità di motore le Toro Rosso rifilano mezzo secondo di distacco alle cugine in qualifica, è evidente che qualcosa non va nel progetto. La differenza sostanziale sta nell’approccio: il “testa china e lavorare” tipico di Arrivabene per i ragazzi di Faenza contro lo spocchioso protagonismo degli uomini di Milton Keynes. La contrapposizione ragazzi/uomini non è casuale, visto che 8 titoli mondiali conquistati in appena 10 anni dovrebbero far maturare, sportivamente parlando, un team di F1.

Come nel caso della McLaren, a secco di titoli piloti dal 2008 e costruttori addirittura dal 1998, impegnata in un’ardua sfida contro la power-unit Honda. Nel team inglese è ben conosciuto il “se e soltanto se” di carattere tipicamente matematico: “risultati se e soltanto se lavoro”. Nonostante la delusione che aleggiava nel box anche al termine del Gp di ieri, visto il 16° posto di Button e il ritiro di Alonso. Curioso notare che Fernando è stato costretto a percorrere un intero giro quasi senza freni, inconveniente che ricorda alcuni dettagli del misterioso incidente nei test pre-stagionali (al tempo, in alcune foto si notavano sull’asfalto solo i segni di frenata delle gomme destre). Tanto lavoro da fare anche in casa Lotus, che incarna l’ennesimo esempio di quanto un motore eccezionale non rende se montato su un telaio non all’altezza. Certo, anche le disavventure dei piloti hanno il loro peso, come per il lungo di Romain al pit stop e il danno all’ala posteriore di Pastor. Forse far sponsorizzare gli ex “bad boys” della F1 dal film Mad Max non è stata una grande idea.

La prima curva del Gp di Spagna, con Rosberg che allunga subito e Hamilton dietro Vettel. Grande spunto di Raikkonen.
La prima curva del Gp di Spagna, con Rosberg che allunga subito e Hamilton dietro Vettel. Grande spunto di Raikkonen.

Force India e Sauber scomparse dagli schermi, visibili in gara solo in fase di doppiaggio. Peccato. Certo, sempre meglio della Manor che in prova rimedia 7 secondi dal primo. Imbarazzante. E riapre anche tanti dubbi sull’utilità di “rimpinguare” lo schieramento di partenza con team non idonei ad un universo come quello della F1, dove più che l’efficienza degli estrattori pare che conti la portata dell’estratto…conto! Monaco però, con il suo disegno tortuoso e le mille insidie, potrebbe portare a risultati inattesi. Come l’anno scorso, quando Jules Bianchi riuscì a piazzare la sua Marussia in nona posizione finale.

Lorenzo Michetti