Il podio di Città del Messico – Analisi e dichiarazioni

Paolo Gallorini, nuova firma di Motorsport Rants, ci accompagna lungo i sentieri, per alcuni piloti alquanto accidentati e per altri forieri di soddisfazioni, del Gran Premio del Messico andato in scena sul rinnovato circuito intitolato ai fratelli Rodriguez.

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Rosberg festeggia sul podio con il sombrero di ordinanza (© Getty Images)

 

Nico Rosberg (Mercedes) : “E’ stato il più bel podio della mia vita! Migliaia e migliaia di persone che gridano il tuo nome dopo aver vinto su una bella pista… è tutto così incredibile! In quel momento ti sembra di essere come una rockstar e io mi sono goduto ogni momento. Grazie a tutti i tifosi messicani che hanno fatto diventare la mia vittoria molto speciale. E grazie anche a Bernie Ecclestone e agli organizzatori che hanno lavorato duramente per realizzare questo evento straordinario. E’ stato un weekend perfetto per me. Ho avuto delle buone qualifiche e sono stato capace di controllare la gara dalla prima posizione, rispondendo ogni volta che Lewis cercava di avvicinarsi. E’ stato complicato perché non c’era veramente grip al posteriore, soprattutto dopo la safety car, con gomme ancora fredde. Ma alla fine mi sono sentito a mio agio. La performance di questo weekend è frutto di un grande lavoro di squadra con i miei ingegneri, non a caso siamo riusciti a trovare un ottimo set-up per queste particolari condizioni. Un ringraziamento particolare va a tutti loro. Adesso non vedo l’ora di correre in Brasile; è sempre bello arrivare alla gara seguente con una vittoria in saccoccia e ovviamente spero di ripetere l’impresa tra due settimane a Interlagos”.

Dopo nove gare Rosberg torna a vincere e lo fa di fronte a quarantamila spettatori che gli tributano una grande ovazione. All’indomani della deludente prova del Texas era necessaria una svolta che non è tardata ad arrivare. Le quattro pole position consecutive testimoniano che Nico è un ottimo pilota e questa vittoria potrebbe fornirgli le motivazioni giuste per affrontare da una posizione di attacco gli ultimi due Gran Premi in calendario, preparando già il terreno in vista di un possibile colpo gobbo nella prossima stagione.

Lewis Hamilton (Mercedes) : “La mia gara è stata abbastanza buona. Mi sono divertito e c’erano tantissimi tifosi. Stavo spingendo molto forte, dando assolutamente tutto quello che avevo, e nel complesso il mio passo era migliore rispetto a quello di Nico. Purtroppo, però, qui non si riusciva davvero a seguire da vicino un’altra vettura. Più ti avvicinavi all’avversario e più ti sembrava di fare parte di una coppia di magneti che si respingono a vicenda, quindi non c’era nulla che potessi fare. Sapevo che dovevo fare una bella partenza per superare Nico alla prima curva, ma ho avuto pochissima scia e, da lì in poi, lui non ha commesso errori. Quando ci sono stati i pit stop non c’è stato del vero stress. Non ero d’accordo con la decisione di rientrare per la seconda volta, questo è tutto. Il team prende delle decisioni e io devo rispettarle, ma inizialmente non ero convinto di questa scelta. Come poi abbiamo visto, è uscita la safety car. Ho piena fiducia in questi ragazzi e abbiamo ottenuto un’altra doppietta; questo è positivo. Devo dire che la marea umana di fans, qui in Messico, è stata la più entusiasta che ho visto nella mia carriera. Qui ci sono tantissime persone piene di energia ed entusiasmo per lo sport. Tutti gli altri Paesi in cui andiamo dovranno fare un grande sforzo per reggere il confronto con questa gente! Prossima fermata Brasile, dove io non ho mai vinto: sarà questo l’obiettivo fra due settimane”.

Forse perché appagato dalla recente conquista del suo terzo titolo mondiale, in Messico non si è visto il solito Lewis costantemente all’attacco. Né in qualifica né in gara è mai riuscito a impensierire veramente il suo compagno di squadra. Ha fatto preoccupare un po’ Toto Wolff e il muretto Mercedes quando è sembrato non voler rientrare ai box per l’ultima sosta decisa in via precauzionale, anche se poi non ha disubbidito all’ordine. Probabilmente gli è pesato il fatto di non essere il pilota più acclamato sul podio, anche se da buon viveur si è subito consolato con le grid girls messicane…

Il neoiridato Hamilton in azione nel GP Messico (© Getty Images)

 

Valtteri Bottas (Williams) : “Sono molto soddisfatto del risultato di gara. Ogni decisione del team sulla strategia è stata corretta. Sono veramente contento di quello che abbiamo raggiunto come squadra. Ci si sente bene, dopo tanta sfortuna e molto duro lavoro, quando si ottiene una bella ricompensa. Il podio è stato veramente speciale, è stata una bella sensazione. Riguardo all’incidente con una delle Ferrari (Valtteri evita accuratamente di fare il nome di Raikkonen, ndr) è stata sfortuna ritrovarsi ancora una volta, io e lui, nel posto sbagliato al momento sbagliato, ma, naturalmente, non volevo finisse in quel modo”.

Forse è la prima volta dell’anno in cui la Williams indovina la strategia giusta che consente a Bottas di chiudere in terza posizione al termine di una bella gara. Fa “pagare” a Kimi il torto subito in quel di Sochi, sopravanzandolo anche in classifica mondiale.

Il commento

Trecentomila spettatori in tre giorni; da tempo in Formula 1 non si vedevano le tribune così piene. Il Messico rientra nel calendario del Circus dopo 23 anni e lo fa riscuotendo un enorme successo. Il layout della pista è spettacolare, in particolar modo l’ultima parte del tracciato dove il nastro d’asfalto entra ed esce nello stadio del baseball, davanti a quarantamila persone. Davvero eccezionale anche l’idea del podio, proprio all’interno dell’arena. Finalmente la massima formula sembra muoversi di concerto con l’interesse dei tifosi: bisognava creare un contatto più diretto con il pubblico e gli organizzatori del Gran Premio di Città del Messico hanno centrato l’obiettivo.

Le Mercedes in Messico tornano a dominare: nonostante l’entrata della safety car sul finale di gara che ha ricompattato il gruppo, sono stati addirittura 14 i secondi rifilati a Valtteri Bottas, terzo al traguardo. Nico e Lewis si permettono addirittura di fermarsi per una sosta precauzionale ch non è particolarmente piaciuta a Hamilton. Le W06 Hybrid, con le Ferrari azzoppate, non sembrano proprio avere rivali capaci di impensierirle.

Raikkonen e Bottas ai ferri corti: il duello finirà con il ferrarista costretto al ritiro (© Getty Images)

 

Era dallo scorso Gran Premio d’Austria che Rosberg non saliva sul gradino più alto del podio. Weekend perfetto il suo, dominato fin dalla giornata di venerdì. Non era facile riprendersi dalla batosta di Austin, eppure Nico è riuscito a voltare pagina nel giro di una settimana. Emblematico l’urlo liberatorio via radio, dopo la vittoria. Il tedesco ha bisogno di ritrovare fiducia in sé stesso dopo una stagione da dimenticare e non poteva iniziare nel modo migliore riconquistando, tra l’altro, la seconda posizione nel mondiale ai danni di Vettel.

Weekend di gara nero per le Ferrari: le buone premesse viste al venerdì, purtroppo, non si sono concretizzate in risultati positivi. Raikkonen è stato vittima di un problema al cambio nel corso della terza sessione di prove libere che ne ha compromesso le qualifiche. Partito diciannovesimo, Kimi è stato autore di una grande rimonta fino a quando Bottas, al giro 26, non ha messo fine alla gara del connazionale. I due finlandesi, dopo un corpo a corpo serrato, sono arrivati al contatto: sospensione danneggiata e gara finita per il pilota Ferrari. L’episodio è stato giudicato dai commissari alla stregua di un incidente di gara.

Vettel, scattato dalla terza piazza, non parte benissimo e, alla prima curva, arriva al contatto con Ricciardo: l’affilato alettone anteriore della Red Bull taglia lo pneumatico posteriore destro della Ferrari. Per il tedesco la gara è compromessa, anche se tenta comunque di recuperare. Dopo una serie di sorpassi che lo riportano in zona punti, Sebastian, al 18° giro, commette un errore nella sequenza di curve veloci e finisce in testacoda. La sua gara termina poi nel corso della 53esima tornata, quando nella stessa curva dello svarione precedente, la numero 7, si schianta contro le barriere. Vettel, conscio di aver disputato una pessima gara, raccoglie, per quel che può, i pezzi della sua SF15-T scusandosi con tutta la squadra. Probabilmente sono proprio questi piccoli accorgimenti che lo rendono un campione speciale.

Vettel incalza la Lotus di Maldonado in una fase del GP: per il tedesco una gara da archiviare in fretta (© Getty Images)

 

La Williams, con Bottas, torna sul podio grazie a una buona strategia e a una serie di bei sorpassi. Le Red Bull speravano nella pioggia per provare a rendere dura la vita alle Mercedes come nelle prime fasi dello scorso Gp, ma così non è stato. Kvyat e Ricciardo si sono infatti dovuti accontentare rispettivamente di un 4° e 5° posto, sfiorando tuttavia la zona podio.

Ottimi piazzamenti per i piloti Force India che portano a casa punti pesanti. Hulkenberg è 7° al traguardo, mentre l’idolo di casa, il messicano Perez, chiude 8°. Per Checo è stato, senza dubbio, un fine settimana indimenticabile: dalla sua aveva un pubblico meraviglioso che esultava ad ogni suo sorpasso e lo spronava a dare il 100%. I tifosi sono stati ripagati dalla sua bellissima gara, terminata con un set di pneumatici con cui ha percorso quasi 50 giri. Chiudono la zona punti la Toro Rosso di un convincente Verstappen e la Lotus di Grosjean.

Terribile il weekend della McLaren-Honda. Se questi sono veramente gli sviluppi della power unit nipponica Fernando e Jenson devono davvero preoccuparsi. Vedere due campioni del mondo relegati a partire in ultima fila ed essere continuamente superati senza neppure potersi difendere fa male a tutti. La speranza è che il prossimo anno la Honda sappia realizzare un propulsore competitivo, degno della storia che rappresenta, perché il potenziale e le risorse per tornare grandi ci sono sicuramente.

Forse, dopo le qualifiche, ci si aspettava una gara più combattuta sul circuito Hermanos Rodriguez. Il restyling di alcune curve, apportato dal solito architetto Hermann Tilke, non ha incentivato i sorpassi. Tuttavia, lo spettacolo andato in scena sulle tribune in questo weekend è lo slogan migliore per la Formula 1 che ha bisogno, soprattutto, di ritrovare la passione. Dote che ai messicani non sembra proprio mancare.

La partenza del GP Messico con i piloti appaiati verso la prima curva (© Getty Images)

 

Ordine di arrivo (top 10): 1. Rosberg (Mercedes W06) – 71 giri in 1.42’35″038; 2. Hamilton (Mercedes W06) – 1″954; 3. Bottas (Williams FW37-Mercedes) – 14″592; 4. Kvyat (Red Bull RB11-Renault) – 16″572; 5. Ricciardo (Red Bull RB11-Renault) – 19″682; 6 – Massa (Williams FW37-Mercedes) – 21″493; 7. Hulkenberg (Force India VJM08-Mercedes) – 25″860; 8. Perez (Force India VJM08-Mercedes) – 34″343; 9. Verstappen (Toro Rosso STR10-Renault) – 35″229; 10. Grosjean (Lotus E23-Mercedes) – 37″934.

Classifica piloti (top 10): 1. Hamilton 345 punti*; 2. Rosberg 272 punti; 3. Vettel 251 punti; 4. Bottas 126 punti; 5. Raikkonen 123 punti; 6. Massa 117 punti; 7. Kvyat 88 punti; 8. Ricciardo 84 punti; 9. Perez 68 punti; Verstappen 47 punti.

Classifica costruttori (top 10): 1. Mercedes 617 punti*; 2. Ferrari 374 punti; 3. Williams 243 punti; 4. Red Bull 172 punti; 5. Force India 112 punti; 6. Lotus 71 punti; 7. Toro Rosso 65 punti; 8. Sauber 36 punti; 9. McLaren 27 punti; 10. Marussia 0 punti.

*Lewis Hamilton e Mercedes AMG Petronas F1 Team aritmeticamente campioni del mondo.

Paolo Gallorini