Il podio di Interlagos – Analisi e dichiarazioni

Con Paolo Gallorini, nuova firma di Motorsport Rants, andiamo alla scoperta dei fatti salienti che hanno caratterizzato il Gran Premio del Brasile di scena sull’impegnativo circuito di Interlagos.

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Da sinistra Hamilton, Rosberg e Vettel sul podio del GP Brasile (© Getty Images)

 

Nico Rosberg (Mercedes): “Wow, un’altra vittoria davanti a un pubblico fantastico! Sono davvero felice di avere centrato un altro successo in Brasile, quello di Interlagos è un circuito storico che rappresenta una grande sfida per noi piloti. Il mio weekend è stato perfetto, ho controllato la corsa in tranquillità e alla fine ho tagliato il traguardo in prima posizione con un buon margine nei confronti di Lewis. La squadra ha fatto la scelta giusta quando ha deciso di optare per le tre soste ai box dopo aver visto che le gomme di Hamilton si stavano degradando velocemente. Adesso guardo con ottimismo all’ultimo Gran Premio della stagione in programma ad Abu Dhabi e di certo non smetterò di spingere. E’ positivo aver concluso il campionato al secondo posto, anche se non era questa la mia ambizione iniziale; volevo vincere il titolo, ovvio, quindi nel 2016 dovrò alzare l’asticella perché quest’anno non tutto ha funzionato come mi aspettavo. Ora è il caso di guardare al nostro sport in una prospettiva diversa dopo i tragici fatti degli attentati del 13 novembre a Parigi. I miei pensieri vanno alle famiglie e agli amici di tutte le persone che hanno perso la vita nella drammatica notte vissuta dalla capitale francese”.

Una delle più belle vittorie in carriera per il tedesco. Quinta pole position consecutiva e seconda vittoria di fila dopo Città del Messico. Per tutto l’arco della stagione gli è mancata questa determinazione, questa cattiveria agonistica, che gli avrebbe permesso di competere con il compagno di squadra per il titolo mondiale. Il prossimo GP, quello di Abu Dhabi, sarà l’ultima gara del campionato 2015 e Nico vorrà sicuramente vincere ancora, così da arrivare a marzo carico più che mai per giocarsi le sue chances iridate alla pari con il pluri-titolato compagno di squadra.

Lewis Hamilton (Mercedes): “Mi sono sentito a mio agio per tutta la gara. Ho spinto al massimo come se non avessi niente da perdere, del resto amo molto Interlagos anche se i sorpassi qui sono spesso proibitivi. Ero vicino a Nico, purtroppo però la zona DRS non era abbastanza lunga da consentirmi un serio tentativo di sorpasso ai suoi danni; forse ci sarebbe stata l’opportunità di cambiare un po’ la strategia, ma è chiaro che noi piloti dobbiamo attenerci alle indicazioni fornite dalla squadra. Gli uomini che erano al muretto hanno provato talmente tante simulazioni di gara alla vigilia da conoscere a memoria quale tattiche adottare per il Gran Premio! La strategia sulle tre soste era la più lenta, ma gli pneumatici non sarebbero durati nel caso di due sole fermate ai box. Alla fine, Nico ha portato a termine un ottimo lavoro e anche in qualifica ha dimostrato di saper piazzare la zampata vincente. Da Singapore in avanti la vettura è un po’ cambiata, complici alcune modifiche di natura aerodinamica, e il mio compagno di team sembra essersi adattato meglio di me alle novità introdotte. Non è un problema, ho solo bisogno di lavorare a testa bassa per capire quali sono i miei limiti attuali così da tornare sul gradino più alto già ad Abu Dhabi! E’ sempre così emozionante correre in Brasile al cospetto di tanti fans entusiasti; nei loro cuori c’è davvero molto amore per questo sport. Grazie anche agli organizzatori del Gran Premio e arrivederci al prossimo anno!”.

Lewis in Brasile è sembrato un po’ demotivato. Il neocampione del mondo è arrivato al weekend paulista dopo una settimana travagliata: a Montecarlo è stato protagonista di un incidente stradale con la sua Pagani Zonda al tornantino dell’ex Loews tanto da coinvolgere persino alcune vetture parcheggiate in sosta. Casco e cappellino in onore del Brasile e del suo mito Ayrton Senna, su una pista dove non ha mai vinto (e sono veramente poche quelle in cui non c’è riuscito), non si può dire certo che all’inglese mancassero le motivazioni per arpionare il gradino più alto del podio. Eppure, in qualifica si è dovuto inchinare al compagno di scuderia e in gara non è mai riuscito ad attaccare concretamente Rosberg.

Hamilton davanti alla Red Bull di Ricciardo a Interlagos (© Getty Images)

 

Sebastian Vettel (Ferrari): “E’ stata una bella gara! Non siamo mai stati così vicini alle Mercedes, il che rappresenta un passo in avanti notevole per la Ferrari considerando che Rosberg e Hamilton non avevano nulla da perdere e spingevano al massimo. Ho corso perlopiù in solitudine e non è stato molto divertente, anche se il circuito resta gradevole e la sfida consiste nel superare indenne ogni curva. Non è un’impresa scontata riuscire nell’impresa di sistemare ogni tassello al posto giusto, senza contare che avevamo l’esigenza di salvaguardare le gomme trovando al tempo stesso il limite della vettura. Nel complesso sono soddisfatto, d’altronde non è stato possibile rendere la vita più difficile alle Mercedes nonostante i miglioramenti a dir poco miracolosi compiuti dai motoristi Ferrari sul fronte della power unit. Nel team ci sono stati diversi cambiamenti e ci vogliono dei mesi per fare sì che il gruppo si amalgami come si conviene; il nostro ritmo durante le varie tappe del Mondiale è stato comunque buono, nel corso della stagione abbiamo ottenuto diversi podi salendo sul gradino più alto del palco d’onore già alla seconda gara in Malesia. Nessuno ha migliorato così tanto come la Ferrari. Adesso in inverno dovremo compiere un decisivo salto di qualità, anche se ovviamente i nostri rivali non dormiranno sugli allori. Mi è stato detto che nessun pilota Ferrari ha ottenuto tredici podi nella stagione d’esordio; bene, spero vivamente di convertire questi podi in sonanti vittorie nel prossimo campionato del mondo di Formula 1!”.

Dopo il bagno di folla di domenica scorsa al Mugello, complice la festa delle Finali Mondiali Ferrari, e la brutta prestazione di Città del Messico da archiviare in fretta, Sebastian ha centrato il tredicesimo podio dell’anno, un record assoluto per un ferrarista alla prima stagione in quel di Maranello. La sua partenza è buona, la gestione della gara ottima. Purtroppo il potenziale della SF15-T non gli permette di competere allo stesso livello con il duo Mercedes ed è costretto a guardare le Frecce d’Argento da lontano su una pista dove i sorpassi, fatte salve le bizze del meteo tutt’altro che infrequenti a Interlagos, sono quasi impossibili.

Vettel e Raikkonen hanno chiuso rispettivamente terzo e quarto in Brasile (© Getty Images)

 

Il commento

L’omaggio della Formula 1 alle vittime degli attentati di Parigi; nella foto, Sainz di spalle e il francese Grosjean (© Getty Images)

Solitamente il Gp del Brasile regala grandi emozioni: sorpassi e colpi di scena sono una costante a San Paolo. Non quest’anno, però. La gara è stata abbastanza noiosa e ha messo in luce lo strapotere di due team: la Mercedes e la Ferrari, uniche due squadre ad aver completato a pieni giri il Gran Premio. Quindici piloti su venti sono stati doppiati, a testimonianza della notevole differenza di prestazioni che intercorre tra i top team e il resto del gruppo. Questa situazione, logicamente, influisce in modo negativo sullo spettacolo.

Nico Rosberg è stato autore di un grandissimo weekend: pole position strepitosa al sabato e vittoria schiacciante la domenica. Dall’errore di Austin che ha consegnato il titolo a Lewis sembra che Rosberg si sia scrollato di dosso tutta la pressione e, libero da ogni pensiero, riesca finalmente a dimostrare tutto il suo valore. In Brasile, il tedesco conquista anche matematicamente il titolo onorifico di vicecampione del mondo, obiettivo che nelle ultime gare sembrava essere più alla portata di Vettel.

Non è stato bello il gesto di Lewis Hamilton al termine delle qualifiche: il pilota inglese con il numero 44 non si è presentato alla consueta foto di rito che dovrebbe immortalare i primi tre classificati del sabato. Forse si è trattato di un gesto provocatorio nei confronti di Rosberg. In conferenza stampa, inoltre, ha dichiarato che certamente il suo obiettivo era la vittoria ma che comunque il suo lo ha già fatto, vincendo il Mondiale con tre gare d’anticipo. Come detto, Lewis arrivava da due settimane travagliate, tra dichiarazioni più o meno fuori luogo su Michael Schumacher, poi smentite dallo stesso britannico via Twitter, e un incidente a Montecarlo con la sua supercar da 700 cavalli: sono forse queste le ragioni che non gli hanno permesso di arrivare concentrato a San Paolo.

L’unico team che non ha chiuso doppiato, oltre alla Mercedes, è la Ferrari. Vettel conquista il tredicesimo podio della stagione, mentre Kimi è quarto al traguardo. Le Rosse di Maranello hanno corso una gara solida, condotta senza particolari problemi da parte di entrambi piloti.

Ottima la partenza per la Williams di Bottas, grazie alla quale il finlandese, arretrato dopo le qualifiche, si assicura la quinta posizione finale. Notevole anche la gara di Hulkenberg e Kvyat che chiudono rispettivamente in sesta e settima posizione. Felipe Massa, nella sua gara di casa, è ottavo al traguardo, prima di essere estromesso dalla classifica dai commissari al termine di un week-end molto complicato: nel corso delle prove libere non è infatti riuscito a trovare un assetto giusto che gli consentisse di essere competitivo. Alla vigilia la sua Williams appariva davvero inguidabile; poi, a fine gara, la doccia fredda della squalifica complici le temperature dello pneumatico posteriore destro ritenute troppo elevate secondo gli standard stabiliti dalla Pirelli. La scuderia di Grove ha successivamente comunicato di voler presentare appello contro la decisione della FIA.

L’idolo locale Massa non è stato profeta in patria… (© Getty Images)

 

Ancora a punti uno strepitoso Verstappen. Max è stato autore di uno dei più bei sorpassi dell’anno: attacco all’esterno su Sergio Perez alla S do Senna, il messicano cerca di chiuderlo il più possibile ma il giovanissimo rookie non molla e riesce a sopravanzarlo. L’altro pilota della Toro Rosso, Carlos Sainz, invece, è sempre perseguitato dalla sfortuna: questa volta un problema meccanico lo costringe a partire dalla pit-lane e, dopo poche curve, al ritiro.

Buona la gara di Grosjean, nono al traguardo; deludenti Perez e Ricciardo. Quest’ultimo sta attraversando un brutto periodo di stagione nel quale il compagno di squadra Kvyat sembra riuscirgli a stare costantemente davanti e, con i nuovi fenomeni del vivaio Toro Rosso in rampa di lancio, nessuno sembra essere al sicuro. Il discorso vale anche per l’australiano, al momento non troppo assistito da una Red Bull a tratti recalcitrante a dispetto dei buoni punti raccolti da Kvyat.

Ancora notte fonda in casa McLaren-Honda. I piloti di Woking sembrano prendere questo finale di stagione con senso dell’umorismo: scattano foto sul podio (il venerdì!) dichiarando che quello era l’unico frangente del weekend in cui avrebbero potuto avvicinarlo e Fernando Alonso, durante le qualifiche, decide di prendere il sole a bordo pista dopo l’ennesimo problema tecnico registrato sulla sua vettura. Al traguardo Button è quindicesimo davanti ad Alonso, sedicesimo.

Avvio senza particolari sussulti per il GP Brasile 2015 (© Getty Images)

 

Ordine di arrivo (top 10): 1. Rosberg (Mercedes) 1:31:09:090; 2. Hamilton (Mercedes) +7.756; 3. Vettel (Ferrari) +14.244; 4. Raikkonen (Ferrari) +47.543; 5. Bottas (Williams) + 1lap; 6. Hulkenberg (Force India) +1lap; 7. Kvyat (Red Bull) +1lap; 8. Grosjean (Lotus) +1lap; 9. Verstappen (Toro Rosso) +1lap; 10. Maldonado (Lotus) +1lap.

Classifica Piloti (top 10): 1. Hamilton 363 punti; 2. Rosberg 297 punti; 3. Vettel 266 punti; 4. Bottas 136 punti; 5. Raikkonen 135 punti; 6. Massa 117 punti; 7. Kvyat 94 punti; 8. Ricciardo 84 punti; 9 Perez 68 punti; 10 Hulkenberg 52 punti.

Classifica costruttori: 1. Mercedes 660 punti; 2. Ferrari 401 punti; 3. Williams 257 punti; 4. Red Bull 178 punti; 5. Force India 120 punti; 6. Lotus 73 punti; 7. Toro Rosso 66 punti; 8. Sauber 36 punti; 9. McLaren 27 punti; 10. Marussia 0 punti.

Paolo Gallorini