Il podio di Montreal – Analisi e dichiarazioni

coppaLewis Hamilton (Mercedes): “Io amo Montreal! È veramente speciale vincere di nuovo qui, il posto dove conquistai la mia prima affermazione nel 2007. Il team ha fatto un magnifico lavoro, quindi grazie a tutti. Non voglio dire che sia un sollievo, visto che ho mostrato un ottimo ritmo nelle ultime 2 corse, sono solo contento di aver regalato un’altra vittoria a me e alla squadra. Nico era abbastanza vicino dopo gli stop, ho pensato che fosse arrivato nei miei scarichi risparmiando più carburante, quindi da lì in poi ho dovuto gestire il distacco e il consumo. Si è trattato di un botta e risposta nei tempi ogni giro. Ho anche bloccato un paio di volte, ma fortunatamente non ho rovinato troppo le gomme, quindi mi sono sentito tranquillo. A nome di tutti nel team vorrei dedicare questo risultato al padre del mio ingegnere Bono che ci ha lasciati la scorsa settimana. Bono ha avuto un momento veramente difficile, ma è stato fantastico per tutto il week-end, quindi questo è per lui.”

Quarantaquattresima pole e trentasettesima vittoria. Lewis+Hamilton+Canadian+F1+Grand+Prix+Qualifying+-xCu0qENKvYlNumeri scritti per intero e non solo con due cifre, ad assaporare ogni singolo carattere che li compone, un po’ come ha sicuramente fatto Lewis Hamilton ieri. L’inglese ha affrontato un fine settimana a dir poco “problematico” dopo il fattaccio di Monaco, collezionando una serie di errori non gravi, peggio: fastidiosi. Quel genere di errore che non danneggia fisicamente, ma destabilizza mentalmente e che, inevitabilmente, viene accompagnato dal “Woah” di un Genè selvatico. Ma, alla fine, per essere un cannibale non devi essere sano di mente fino in fondo, e Lewis si ritrova ad artigliare pole e vittoria massacrando qualsiasi resistenza in una gara che notoriamente massacra chi eccede su pedale del freno e del gas. Dice di gestire il ritmo e la vettura ma, se questa è la gestione, Nico Rosberg ha seriamente da preoccuparsi.

coppacoppaNico Rosberg (Mercedes): “È stata una corsa dura, con gomme, freni e consumi veramente al limite. Il mio problema è stato quello di raffreddare i freni mentre stavo dietro Lewis, percorrendo traiettorie diverse per sfruttare aria più fresca. Negli ultimi 10 giri ho deciso di forzare, sfruttando la componente ibrida che avevo provveduto a risparmiare per il resto del gran premio. Ma ovviamente anche l’ingegnere del tuo team mate sa cosa hai intenzione di fare e può suggerirgli di aumentare il ritmo a sua volta. Quindi Lewis ha iniziato a tenermi d’occhio negli specchietti ed è stato impossibile coglierlo di sorpresa. Un vero peccato, ma è andata così. Seriamente, non sono stato al massimo in qualifica, devo fare un lavoro migliore e cercare di ripetere il fine settimana di Barcellona. Ora guardo alla prossima corsa in Austria, dove ho delle buone sensazioni per via della vittoria dell’anno scorso.”

La parte di intervista a Rosberg riportata qui sopra è stata fedelmente tradotta dall’inglese, Nico+Rosberg+Canadian+F1+Grand+Prix+Qualifying+t4OIf9VVe3rlma temo sia necessaria un’ulteriore traduzione che passi dal placido italiano al rude “effettivese”: “Ho fatto una buona gara/ Hamilton era imprendibile/ Devo migliorare (e molto) la qualifica/ Aver vinto in Austria nel 2014 non conta.” Innegabile che Nico abbia fatto una gara notevole, senza sbavature e gestendo con intelligenza le risorse della sua Mercedes, come è innegabile che definire “schifosa” la qualifica – parole sue – non sia un’esagerazione. Ma la sensazione è che, se anche il tedesco fosse partito davanti a Lewis, non ci sarebbe stata comunque storia. Hamilton ne ha di più, punto. Lode e onore a Nico, però, per perseveranza e tenacia, unite ad una certa lungimiranza e abilità nel mettere sotto pressione il compagno già dalle prove libere. Lewis a volte sembra viaggiare su un altro pianeta, ma Barcellona insegna che senza bombola d’ossigeno è costretto a tornare coi piedi per terra, e Nico lì lo aspetta.

coppacoppacoppaValtteri Bottasi (Williams): “Oggi abbiamo tratto il massimo da ogni circostanza e sono veramente contento per noi come team. Abbiamo avuto un’occasione per salire in terza posizione e l’abbiamo afferrata subito. Potevamo cambiare la strategia a metà corsa, puntando su una sosta invece delle due concordate. Sapevamo che sarebbe stato un rischio, ma il team ne era cosciente e abbiamo fatto la cosa giusta. Non avevamo nessuno ad attaccarci, quindi ci siamo presi qualche rischio e sono veramente orgoglioso di averlo fatto. Abbiamo fatto una gara molto dura, guadagnando il podio. È meraviglioso essere di nuovo nella top-3 e sappiamo che ci saranno gran premi ancora migliori grazie agli sviluppi che stiamo portando. Quindi sono veramente impaziente di correre le prossime gare.”

Raikkonen o non Raikkonen, Vettel o non Vettel, Valtteri è sempre là, Valtteri+Bottas+F1+Grand+Prix+Monaco+Previews+Qnh71Z45OVnla ridosso di quel podio che gli sfuggiva da Abu Dhabi 2014. Le Mercedes sono ancora troppo lontane, ma le Williams hanno il potenziale per non far dormire sonni tranquilli agli alfieri Ferrari, e ieri ne hanno dato la prova: con Kimi arenato al tornantino e Vettel impegnato in una caparbia rimonta, il 3° posto cade nelle mani del team di Grove e, in particolare, di un Bottas decisamente caricato a pallettoni e pronto a ripetere una stagione 2014 vissuta ad altissimi livelli.

 

Il commento

Il circuito di Montreal saluta un nuovo vincitore, anche se per molti potrebbe essere quello sbagliato. In fondo qui Gilles Villeneuve ha artigliato la prima vittoria della sua leggendaria carriera, nel 1978. E sempre qui, in Canada, Jean Alesi ha avuto la possibilità di guardare il mondo dal gradino più alto del podio, unica volta nella sua carriera. In entrambi i casi si parlava di piloti Ferrari. Sarebbe stata una sensazione intensa, quasi dovuta e alla portata, viste le prestazioni delle Rosse nelle prove libere. E invece proprio qui il Cavallino si è azzoppato non una zampa, ma ben due, salvo poi continuare a correre stoicamente alla ricerca del miglior risultato possibile.

Seb Vettel autore di una grande gara: partito 18°, ha tagliato il traguardo 5°.
Seb Vettel autore di una grande gara: partito 18°, ha tagliato il traguardo 5°.

Comprensibile la frustrazione di Maurizio Arrivabene, che proprio sulla pista canadese aveva deciso di far debuttare due propulsori nuovi e “aggiornati” con ottimi risultati: in pista le Ferrari sono state costantemente le più veloci, con addirittura la firma di Kimi Raikkonen sull’unico tempo sotto l’1.17! Le unità motrici Mercedes fanno ancora paura, e nei duelli con le Lotus il divario è stato evidente. Ma, al contrario della passata stagione, le Rosse hanno trovato qualcosa in più dal punto di vista della trazione, aspetto che fin dalle libere ha destato un minimo di allarme nel box delle Frecce d’argento. Purtroppo il tutto è stato vanificato da un errore di Kimi Raikkonen – non è ancora chiaro se dovuto a problemi con il set di gomme – e un taglio di potenza che ha condizionato Vettel nel Q1, problematica già riscontrata  a Barcellona secondo Arrivabene. Risolvibile, questa è la prima buona notizia. La seconda riguarda gli ulteriori sviluppi del propulsore 059/4, già decisamente competitivo e atteso ancora più prestazionale in vista degli appuntamenti in cui i motori saranno messi in prima linea: Spa e Monza.

La cattiva notizia arriva dal fronte Williams, riscopertasi decisamente competitiva nelle piste a basso carico. E, per la gioia degli psicanalisti che seguono i tecnici di Maranello, delle prossime 5 piste, 4 appartengono a quest’ultima categoria! Assai presto per parlare di reale pericolo, ma la gara di ieri ha dimostrato che un minimo inconveniente può chiudere le porte del podio agli uomini del Cavallino e aprirle ai ragazzi di Frank Williams.

È interessante fermarsi un attimo a pensare, a fare parallelismi con l’anno scorso per vedere quanto siano cambiate le cose: 12 mesi fa ci si sarebbe sorpresi per un podio della Ferrari, ora ci si sorprende se tra i primi 3 non appare un tocco di rosso. L’anno scorso le Mercedes subirono il fascino massacrante di questo tracciato, mentre ieri sono riuscite a gestire la corsa in maniera perfetta, seppur al limite per via della lotta intestina che ha animato – si fa per dire – le prime due posizioni. E sono cambiati anche i ragazzi del team tedesco, impegnati l’anno passato a scansarsi dopo le reciproche accuse in Spagna, mentre in questo fine settimana hanno mostrato un atteggiamento molto più tranquillo, nonostante il “pit-gate” di Monaco. Certo, quel ghigno di Rosberg nel vedere il rivale tra le gomme nelle libere2 può essere interpretata malamente, ma limitiamoci a pensare che stesse ridendo della “professionalità” dei commissari, impegnati a sfasciare ciò che Hamilton non era riuscito a fracassare contro le protezioni.

La partenza del Gp di Montreal 2015
La partenza del Gp di Montreal 2015

Classifica piloti (top ten): 1 – Hamilton (151 punti); 2 – Rosberg (134 punti); 3 – Vettel (108 punti); 4 – Raikkonen (72 punti); 5 – Bottas (57 punti); 6 – Massa (47 punti); 7 – Ricciardo (35 punti); 8 – Kvyat (19 punti); 9 – Grosjean (17 punti); 10 – Nasr (16 punti);

Classifica costruttori: 1 – Mercedes (285 punti); 2 – Ferrari (180 punti); 3 – Williams (104 punti); 4 – Red Bull (54 punti); 5 – Lotus (23 punti); 6 – Sauber (21 punti); 7 – Force India (21 punti); 8 – Toro Rosso (15 punti); 9 – McLaren (4 punti); 10 – Manor (0 punti);

Lorenzo Michetti