Il podio di Shanghai – Analisi e dichiarazioni

F1+Grand+Prix+of+China+YbIP6kq0JfLx

coppaLewis Hamilton (Mercedes): “Sono molto contento. È stata una bella corsa e ritengo sia stato molto positivo essere davanti a tutti in ogni sessione del week-end. Il team ha fatto un gran lavoro. Oggi sapevamo che saremmo stati vicini alle Ferrari, vista l’ottima gestione delle gomme nei long run. L’obiettivo era correre la mia gara e trattare gli pneumatici come meglio potevo; ho guidato velocemente preservando al contempo le options il più a lungo possibile. Nico non ha mai rappresentato una minaccia, ma non ho fatto nulla per rallentarlo intenzionalmente. Prima del secondo stop mi sono lanciato in diversi giri veloci che mi hanno permesso di guadagnare lo spazio sufficiente. Dopo di che si è trattato di gestire le gomme dure fino al traguardo. In ogni caso, vorrei ringraziare la squadra per avermi permesso di vivere un week-end tranquillo. Abbiamo regolato la vettura come meglio ritenevo e questo mi ha permesso di essere qui oggi. È sempre bello vincere in Cina di fronte ad un pubblico così entusiasta. Il loro supporto è stato incredibile per tutto il fine settimana; perciò, “xiexie” a tutti loro!”

coppacoppaNico Rosberg (Mercedes): “È stato bello vincere battendo le Ferrari, il team ha fatto un gran lavoro dalla Malesia. Ma mi sento anche un po’ frustrato, dopo essere arrivato a 4 decimi da Lewis in qualifica. In gara ha gestito bene gli pneumatici nello stint centrale, mentre io ho corso un rischio con Vettel subito dietro di me. Ma il team mi ha richiamato prima nei box, permettendomi di uscire comunque davanti Sebastian che era rientrato precedentemente per cercare di passare avanti con gomma fresca. Ha funzionato, ma nel finale mi sono ritrovato a dover fare un long run con gli pneumatici che hanno iniziato a cedere verso la fine. Sono certo che ci fermeremo un attimo per parlarne, ora. Ma in generale devo cercare di cambiare la situazione, specialmente nel sabato, dove devo fare un lavoro migliore.”

coppacoppacoppaSebastian Vettel (Ferrari): “Alla fine possiamo essere soddisfatti. È solo la terza gara, ma abbiamo fatto degli impressionati passi avanti. Il terzo e quarto posto del team mi rendono molto soddisfatto, anche se ovviamente avrei preferito mettere più pressione alle Mercedes: dopo le prime due fermate siamo stati bravi a ritrovarci a quella distanza, ma nell’ultimo stint sono stati veloci a guadagnare terreno. Siamo molto più vicini rispetto a 4 settimane fa, ma il lavoro da fare è ancora tanto. Ma, in fondo, è molto positivo che stiamo davanti a tutte le altre squadre. Per noi oggi non era realistico puntare alla seconda posizione, dovete capire che i nostri concorrenti sono stati molto veloci. In Bahrain l’obiettivo è quello di avvicinarci ulteriormente. Abbiamo un’ottima vettura in qualsiasi condizione, o almeno questa è la sensazione.”

Vittoria, pole position, giro veloce e miglior tempo in ogni singola sessione di prove libere disputatasi nel week-end cinese. Mancava una sua foto su ogni porta dei bagni del circuito di Shanghai, e Lewis Hamilton sarebbe stato veramente ovunque! Tre giorni di dominio incontrastato, talmente schiacciante che il “…sono pronto a combattere per tornare al vertice”, dichiarazione post Gp di Malesia, sembra quasi una barzelletta, vista l’apparente mancanza di sforzo richiesta per rimettere in riga la Ferrari, intesa come team e tifosi.

Al rovescio della medaglia (e per medaglia si intende il team Mercedes), abbiamo Nico Rosberg. Il tedesco è autore di un’altra gara incolore, sbiadita, sciapa. Ed è lui stesso ad ammetterlo. Certo, la presenza di un pilota carismatico e maledettamente veloce come Lewis nella stessa squadra non aiuta di certo. Ma Nico sembra essersi adagiato troppo sugli allori dopo una stagione 2014 che lo ha visto nel ruolo di co-protagonista fino all’ultimo appuntamento, grazie a prestazioni che in più di un’occasione hanno fatto impallidire persino il compagno di casacca inglese. Passato l’inverno, la sensazione è che Nico sia rimasto a guardare il suo giardino in attesa di una spontanea fioritura, mentre Lewis si è rimboccato le maniche, tra concimi, attrezzi agricoli e assegni ai vivai, diventando più “cannibalesco” di prima. E ora ne raccoglie i frutti, lasciando la polvere al compagno. Una reazione da parte del figlio di Keke è decisamente auspicabile. Ma possibile?

Sul gradino più basso del podio si piazza Sebastian Vettel, con la sua Ferrari SF15-T e una dose di concentrazione che farebbe impallidire il miglior monaco buddhista. Il ragazzo di Heppenheim ha avuto a disposizione una monoposto equilibrata e parsimoniosa con le gomme, ma strettamente marcata dalle Mercedes in termini di giri veloci e strategie. L’unica possibilità perseguibile consisteva nell’anticipare le soste per poi affrontare 2-3 giri da qualifica, e lì Seb ha dato tutto se stesso, senza sbavature o cali di ritmo, come un pilota automatico che mantiene la rotta con impercettibili variazioni. È servito. Non tanto in gara, quanto nella sfida ad alto tasso di pressione che si sta proponendo con sempre maggiore invadenza tra i due top team.

F1+Grand+Prix+of+China+c96Cd38hWbTx

Pressione, di questo si può parlare per quanto riguarda il team Mercedes. Nella passata stagione le prestazioni delle monoposto tedesche erano tali da far si che l’unica preoccupazione al muretto box riguardasse l’affidabilità delle vetture. Forse, come Nico Rosberg, anche il team ha peccato di superbia, pagando lo scotto in un Gp di Sepang infuocato non solo per le alte temperature. Giovedì la Mercedes si è presentata non solo in un nuovo circuito, ma anche in una nuova visione del campionato in cui le frecce d’argento si sarebbero dovute sudare decisamente di più i risultati, impostando la propria strategia su quella di un altro team. È vero, anche l’anno scorso in un paio di occasioni le Red Bull erano riuscite in un impresa del genere, ma si è trattato di eventi sporadici che spesso e volentieri hanno visto in difficoltà le vetture di Stoccarda, come a Montreal (noie meccaniche) e a Spa (incidente). Le Ferrari SF15-T, invece, hanno mostrato un azzeccato studio in ambito di ripartizione dei pesi e di geometrie delle sospensioni che permettono un uso efficiente degli pneumatici: massima resa con consumo ridotto. Per questo in casa Mercedes hanno deciso di “copiare” le mosse degli uomini in rosso, fermando i piloti a pochi giri di differenza dagli avversari e facendoli girare “al trotto”, senza forzare le gomme ma tenendo comunque a distanza le Ferrari. Impossibile superarli a quel punto. Anche a livello meccanico il team di Maranello ha fatto enormi passi avanti, con un propulsore finalmente in grado di garantire la giusta potenza e trazione (riscontrabile anche tramite le prestazioni delle Sauber motorizzate dal Cavallino, giunte al 10° e 8° posto finale). Ma, almeno per ora, il distacco dalle Mercedes rimane alto, come si evince facilmente in qualifica: Vettel, 3° alla fine del Q3, ha accusato un ritardo di 9 decimi da Hamilton e di 8 decimi da Rosberg.

Dietro le loro spalle, le Williams si sono assestate nella “zona d’ombra” del Gp: girano con ottimi tempi (in qualifica la sfida con le Ferrari è accesa), ma sulla lunga distanza accusano un ritardo maggiore, finendo al doppio della distanza che separa le Rosse dalle Frecce d’argento. Zona d’ombra da cui invece si stanno lentamente tirando fuori le McLaren, giunte entrambe sotto la bandiera a scacchi in dodicesima e tredicesima posizione dopo il poco incoraggiante doppio ritiro di Sepang. Al pari della McLaren anche il team Lotus, che è riuscito ad arpionare i primi punti del 2015 grazie ad una buona prestazione di Grosjean, mentre Maldonado, reduce da un lungo in corsia box e da un testacoda, è stato costretto al ritiro dopo essere stato colpito da Button. Una McLaren che butta fuori Pastor. Il mondo gira veramente al contrario. Teoria condivisa anche in casa Red Bull, con le monoposto tenute a distanza persino dalle Toro Rosso nei primi due appuntamenti della stagione. E anche domenica il rischio è stato alto, specie dopo la mortifera partenza di Ricciardo e il ritiro di Kvyat, causato dall’ennesima esplosione di un propulsore Renault che, ora come ora, sarebbe più adatta come fornitrice dei guerriglieri dello Stato Islamico. Nonostante questo Daniel ha nuovamente mostrato gli artigli, arrivando in nona posizione mentre le due monoposto di Faenza sono state attardate (e, nel caso di Verstappen, freddate) da noie al cambio.

Prossimo appuntamento in Bahrain questo fine settimana, su una pista che presenta caratteristiche molto simili a Sepang: curve veloci, asfalto abrasivo e temperature comprese tra i 25 e i 33 gradi. Al sole. La Mercedes invece baderà all’ombra, in particolare a quella della Ferrari che, con tutta probabilità, dovrà diventare un tutt’uno con le monoposto di Stoccarda.

Classifica Piloti (TOP 10): 1 – Hamilton (68 punti); 2 – Vettel (55 punti); 3 – Rosberg (51 punti) 4 – Massa (30 punti); 5 – Raikkonen (24 punti); 6 – Bottas (18 punti); 7 – Nasr (14 punti); 8 – Ricciardo (11 punti); 9 – Hulkenberg (6 punti); 10 – Verstappen (6 punti);

Classifica Costruttori: 1 – Mercedes (119 punti); 2 – Ferrari (79 punti); 3 – Williams (48 punti); 4 – Sauber (19 punti); 5 – Red Bull (13 punti); 6 – Toro Rosso (12 punti); 7 – Force India (7 punti); – 8 Lotus (6 punti); 9 – McLaren (0 punti); 10 – Manor (0 punti);

Lorenzo Michetti