Il podio di Sochi – Analisi e dichiarazioni

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Lewis Hamilton (Mercedes): “È stata una giornata meravigliosa, ammiro molto il team. La vettura in gara sembrava perfetta ed è quello che ho sempre sognato di avere. Ma anche se sei davanti a tutti, rimane difficile mantenere la concentrazione e non fare errori. Avevamo puntato su una sola sosta, quindi devi cercare di non bloccare per non rovinare le gomme. Oggi ho vissuto la corsa come una sfida. È stato un peccato non poter correre con Nico, ero ansioso di farlo. Sono contento del comportamento dell’auto anche quando nel finale c’è stato un piccolo problema con l’ala posteriori e ho dovuto tenermi lontano dai cordoli per non danneggiarla ulteriormente. Ho avuto modo di gustarmi ciò che sta succedendo e di godermi il momento, ma ci sono ancora molti punti da assegnare. Vincere il titolo costruttori è una sensazione speciale e ti rende fiero di averne preso parte, come anche di aver contribuito al successo della squadra. È stata una forte emozione ed ero fiero di quelli che vedevo da sopra il podio, sorridenti. Mi sento un anello nella catena di tante persone. Sto già pensando a quando vedrò l’intero team domani alla sede. Sapevo che quest’anno avrebbero fatto un ottimo lavoro, ma addirittura superare quello dell’anno scorso è fenomenale!”

Vladimir Putin consegna il trofeo da vincitore a Lewis Hamilton.
Vladimir Putin consegna il trofeo da vincitore a Lewis Hamilton.

In un week-end tutto particolare – vedi alla voce: interferenze radio della sicurezza di Putin, gasolio in pista lavato con l’acqua, paura per Sainz, pole di Rosberg e tramonti assai poco romantici ma molto problematici per i piloti – lui rappresenta la certezza: 42° successo in carriera, 9° della stagione, solitario in testa per buona parte dei 53 giri del Gp di Sochi. In qualifica non è impeccabile – l’errore alla curva 13 lo priva di una probabile pole position – ma soprattutto scende dalla Mercedes quando mancano 2 minuti alla fine del Q3, comportamento arrendevole mostrato altre volte quando la vettura non lo soddisfa. Si può anche discutere su come sarebbe andato teoricamente il Gran Premio se Rosberg non si fosse ritirato, visto che la curva-2 di Sochi non è stata favorevole al britannico come quella di Suzuka. Ma una volta in vetta, nessuno l’ha più visto, persino in televisione.

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Sebastian Vettel (Ferrari): “Alla fine, sono decisamente contento. È stata una gran giornata, un’ottima corsa e mi sentivo veramente a posto nell’auto. In particolare sono felice per il team, hanno fatto un gran lavoro dopo le prove inconcludenti dei giorni scorsi. La mia partenza non è stata perfetta, ho pattinato un po’, ma andando avanti ho lottato per raggiungere la vetta. Al rientro della safety car sono riuscito a passare Kimi e a iniziare la caccia alla Williams. Per quanto riguarda la lotta con Kimi, prima di tutto credo che entrambi ci siamo divertiti per il fatto che fossero ancora le prime fasi di gara, ritengo giusto lasciarci liberi di lottare in pista per garantire un po’ di spettacolo.  Alla fine ho concluso la mia gara. Lewis meritava la vittoria, ma forse eravamo più vicini di quanto molti si aspettassero.”

Sebastian Vettel si sincera delle condizioni di Sainz dopo il brutto incidente dello spagnolo al sabato.
Sebastian Vettel si sincera delle condizioni di Sainz dopo il brutto incidente dello spagnolo al sabato.

Il tedesco di casa Ferrari rappresenta l’altro elemento che mantiene ancorata la F1 alle tradizioni di questa stagione: qualifica sofferta – specie per via della limitato possibilità di ammassare dati durante le prove libere – che lo vede finire in quarta posizione a 0.8″ dalla pole ma solamente a mezzo decimo dalla Williams di Valtteri Bottas. La gara non inizia nel migliore dei modi, forse l’unica volta in questa stagione in cui alla fine del 1° giro le statistiche mostrano un “-1″ associato alla posizione del ragazzo di Heppenheim, ma una volta preso il ritmo e superato il compagno di team, il potenziale velocistico della Ferrari si è rivelato, così come anche l’ottima visione strategica che gli ha consentito di sopravanzare Bottas, ostico da superare in pista a causa del massiccio motore Mercedes. Ciliegina sulla torta: giro veloce a 0.5” dal miglior crono del signor “hammer time”.

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Sergio Perez (Force India): “È fantastico tornare sul podio e poter festeggiare col team. Mi sono goduto il tempo con la squadra come non mai, ed è una perfetta ricompensa per il lavoro che abbiamo fatto insieme. Il rientro in regime di safety car si è dimostrata essere un’ottima manovra visto che ci ha fatto guadagnare posizioni lontani dalla bagarre. Quando nell’ultimo giro sono stato passato da Valtteri e Kimi, sembrava quasi che ci stessero togliendo un giusto risultato: ero ovviamente scontento, ma sapevo anche di aver dato tutto il possibile durante la corsa. Non potevo fare di più visto che ho percorso più di 40 giri sulle stesse gomme. Quando mi sono ritrovato nuovamente in terza posizione è stata una sensazione unica. Sono contento per essere riuscito a condividere questo secondo podio con la squadra. È un risultato speciale che mi riempie di speranze per la tappa ad Austin e specialmente per quella di Città del Messico.”

Sergio Perez festeggia insieme al team il suo ritorno sul podio e quello della Force India.
Sergio Perez festeggia insieme al team il ritorno sul podio suo e della Force India.

La Force India avrà anche a disposizione una monoposto dotata di ottimo telaio e motorizzazione Mercedes, potrà anche aver conquistato questo podio grazie al “demolition derby” improvvisato tra Bottas e Raikkonen, ma una vettura con svariati km/h in meno sul dritto – 311 contro i 343 di Raikkonen, per dire – e arrivata in parco chiuso ormai sulle tele bisogna anche saperla guidare. E Sergio ha ben sfruttato questa possibilità per garantire al team di Vijay Mallya il primo podio della stagione, mentre Hulkenberg naufragava miseramente alla prima staccata. Peccato, con l’azzeccata strategia cucita su Perez forse il team indiano avrebbe potuto festeggiare l’arrivo di 2 monoposto nella top-5. Ma da lamentarsi c’è veramente poco, specie per Sergio che vede arrivare sempre più velocemente l’appuntamento di casa (1° novembre). Da osservare che dal Gp d’Austria – più o meno il punto medio delle corse finora disputate – la Force India ha conquistato 10 arrivi in zona punti, il doppio rispetto a quelli ottenuti nella prima parte dell’anno.

Il commento

La primissima edizione del Gran Premio di Russia della nuova era, svoltasi lo scorso anno,  è stata un fiasco sia in termini di spettacolo che di pubblico e il layout poco incisivo non ha aiutato certamente a imprimere nella memoria l’evento. I piloti stessi non hanno mai saputo apprezzare – neanche per finta – l’ennesima opera firmata Tilke e solo l’idolo di casa, Daniil Kvyat, ha avuto il coraggio di difendere il circuito con qualche aggettivo: i suoi colleghi, più obiettivi, invece hanno velatamente mostrato il loro disappunto verso questa tappa. Insomma, ciò che ci si aspettava era sicuramente un Gran Premio scontato. E in parte lo è anche stato, ma solo per chi il GP l’ha dominato: sempre lui, Lewis Hamilton. Dietro l’inglese, invece, si sono finalmente viste un bel po’ di battaglie in quasi tutte le zone dello schieramento, duelli che hanno certamente aiutato a mitigare i pregiudizi di 12 mesi fa. Anche il Gp d’Ungheria, celebre per la sua monotonia, ha regalato in questa stagione inaspettati duelli che hanno fatto ricredere piloti e tifosi, dimostrando un vecchio adagio: ogni gara è un evento a sè.

Ma veniamo a noi. Potremmo definirlo il Gran Premio del Karma. Ben otto team su dieci, sono riusciti a portare un loro pilota nella zona punti, a discapito del corrispettivo compagno, arrivato fuori dalla top ten.

In casa Mercedes si è festeggiato per metà. Il guasto – da team di serie C –  che ha colpito Nico Rosberg ci ha certamente tolto una possibile ed interessante sfida. L’Inglese, dopo questo colpaccio, ha messo praticamente le mani sul terzo titolo mondiale, eguagliando il suo idolo Ayrton Senna.

Lo stesso discorso vale per la Ferrari. Vettel ancora a podio, mentre il suo compagno Raikkonen, dopo 52 giri di spettacolo, ha ben pensato di rovinare tutto con un tentativo di sorpasso azzardassimo su Bottas. Una staccata decisamente ritardata quella del finlandese in rosso, che ha portato i due finnici ad un inevitabile contatto. Risultato: Kimi obbligato a chiudere a passo d’uomo l’ultima tornata, arrivando ottavo tra le scintille e gli improperi di mezzo muretto rosso, mentre Valtteri ha finito la gara contro le barriere. A salvare il team inglese ci ha pensato Massa, con un bel quarto posto meritato.

Il terzo posto lo ha conquistato così un pazzesco Sergio Perez, che ha dimostrato ancora una volta chi è il miglior pilota del Circus quando si tratta di gestire le gomme. La sua strategia lo ha portato a cambiar gli pneumatici nei primissimi giri, arrivando a fine gara a battagliare con i due colleghi nordici, prima dell’inaspettato regalo dell’ultimo giro. Anche in Force India hanno potuto festeggiare con un solo pilota: Hulkenberg, girandosi da solo alla prima curva, si è visto volare a pochi centimetri dal casco lo svedese Ericsson, che non e riuscito ad evitare l’impatto. Ritiro per i due.

A salvare l’onore in casa Sauber ci ha pensato quindi Nasr, tornato a punti grazie al sesto posto finale. Una boccata d’ossigeno per la compagine elvetica che ripaga meccanici e ingegneri degli sforzi compiuti.

Red Bull non è stata da meno: il motore Renault sceglie di sacrificare Ricciardo, costringendolo al ritiro a poche tornate dal termine, regalando un meritato quinto posto all’idolo locale Kvyat. Per il team anglo-austriaco la situazione è sempre più nera e l’idea di schierarsi per la prossima stagione, forse, ancora con il motore Renault – ammesso che i motoristi transalpini accettino le loro scuse – rende il futuro simile ad un incubo.

In Lotus, Grosjean – forse disinteressato del finale di stagione e già in ottica 2016 con HAAS –  ha ben pensato di spaventare tutti in gara con un violentissimo incidente conto le barriere mentre il suo compagno Pastor ha rimediato alla gaffe del francese con un settimo posto fondamentale per il team di Enstone, che spera sempre nell’adozione di “Mamma Renault”.

Chi poteva rompere gli schemi e approfittare della situazione era la McLaren Honda, che era riuscita a portare tutti e due i piloti in zona punti – la prima volta senza noie tecniche per entrambi i piloti – con Button 9° e Alonso 10°. Peccato – giustamente? – che i commissari di gara abbiano dovuto penalizzare a fine gara l’asturiano per aver oltrepassato i limiti della pista qualche volta oltre il consentito, costringendo Fernando a cedere l’ultima posizione utile a Verstappen.

La squadra più delusa e deludente di tutte a giudicare dalla minuta importanza dei risultati è stata proprio la Toro Rosso, che con quel punticino rimediato dal neo-maggiorenne olandese non ha di certo riequilibrato il week-end del team faentino: il paurosissimo incidente di Sainz Jr nelle prove libere e il suo ritiro – dopo un eccezionale recupero dall’ultima posizione –  per problemi ai freni durante la gara valevano sicuramente più del 10° posto.

Purtroppo neanche il destino è riuscito a regalare qualcosina alle due Manor, tredicesima e quattordicesima, o ultimi e penultimi che dir si voglia. L’unica nota positiva da segnalare è Merhi, riuscito a battere ancora Stevens.

Classifica piloti (top 10): 1 – Hamilton (302 punti); 2 – Vettel (236 punti); 3 – Rosberg (229 punti); 4 – Raikkonen (123 punti); 5 – Bottas (111 punti); 6 – Massa (109 punti); 7 – Kvyat (76 punti); 8 – Ricciardo (73 punti); 9 – Perez (54 punti); 10 – Grosjean (44 punti);

Classifica costruttori: 1 – Mercedes (531 punti); 2 – Ferrari (359 punti); 3 – Williams (220 punti); 4 – Red Bull (149 punti); 5 – Force India (92 punti); 6 – Lotus (66 punti); 7 – Toro Rosso (45 punti); 8 – Sauber (34 punti); 9 – McLaren (19 punti); 10 – Manor (0 punti);

Lorenzo Michetti & Andrea Aprile