Il podio di Spa – Analisi e dichiarazioni

coppaLewis Hamilton (Mercedes):

Hamilton (Mercedes) si assicura la prima posizione ai danni di un sorprendente Sergio Perez (Force India) (Getty Images)
Hamilton (Mercedes) si assicura la prima posizione ai danni di un sorprendente Sergio Perez (Force India) (Getty Images)

“Sono davvero felice per questa vittoria. Ho avuto un grande passo con la macchina e ho trovato un buon equilibrio. La cosa migliore della gara è stato guidare senza pressione. Dopo le soste, ho affrontato un po’ più con calma i giri che mancavano alla fine e Nico nel frattempo si era avvicinato, ma ho mantenuto una buona distanza. Un enorme grazie a tutti coloro che hanno presenziato alla gara e a chi lavora in fabbrica per il loro duro lavoro. La vettura è stata fantastica per l’intero weekend e il team ha fatto un ottimo lavoro. Il meteo è stato ottimo anche qui, cosa che rende questo circuito ancora più divertente da affrontare. L’autodromo ha registrato il pienone: tanto tifo e un sacco di bandiere britanniche là fuori! Lo apprezzo molto, quindi grazie a tutti voi per il sostegno e spero di vedervi di nuovo a Monza”.

Sta mettendo sul piatto ciò che un pilota di Formula Uno deve avere per vincere un titolo. E’ vero, l’auto praticamente perfetta lo agevola, ma il confronto con il suo compagno, ancora una volta, è a favore dell’inglese, che non si è mai dovuto preoccupare del vicino di box. In gara non è stato praticamente inquadrato – complotto contro le Mercedes, Mazzoni? – perché la sua cavalcata trionfale non è stata per nulla spettacolare, se non (forse) per lui. Il terzo titolo si avvicina.

coppacoppaNico Rosberg (Mercedes):

“Purtroppo ho combinato un pasticcio alla partenza. Forse il giro extra di riscaldamento ha influito sull’esito dello start. Abbiamo bisogno di scoprire che cosa è accaduto esattamente, in ogni caso sicuramente sarò pronto per ogni evenienza a Monza. Ho dovuto spingere e recuperare  su Hamilton e solo in parte ha funzionato. Sono riuscito a chiudere di nuovo secondo e sono stato in grado di colmare un po’ il divario da Lewis, ma non ho avuto la possibilità di avvicinarmi abbastanza per tentare un sorpasso. Ha meritato la vittoria di oggi ed è stato anche un grande risultato per la squadra. La vettura che ci hanno fornito era incredibile qui, pertanto ringrazio la Mercedes. Speriamo di poter avere lo stesso livello di prestazioni nelle prossime gare. Spingerò più forte che mai”.

Non si può sperare nelle disgrazie altrui – vedi l’Ungheria, che non ha comunque fruttato molto al tedesco – per vincere i Gran Premi. Si deve essere più veloci in gara e in qualifica, non solo nelle libere del venerdì. Ciò che forse infastidisce di più gli appassionati è la sua apparente condizione di “beatitudine”. Forse non è negli obiettivi fondamentali della sua esistenza divenire campione del mondo. A volte sembra che gli basti essere il primo degli sconfitti. Parte male, si ritrova quinto e grazie alla sua “astronave” recupera, eppure non riesce mai a impensierire seriamente il suo compagno di colori. E’ nettamente inferiore a Lewis? Si sarà arreso? Non crediamo a nessuna delle due ipotesi.

coppacoppacoppaRomain Grosjean (Lotus Mercedes):

Romain Grosjean tornato sul podio con la Lotus (Getty Images)
Romain Grosjean tornato sul podio con la Lotus (Getty Images)

“Il risultato di oggi è meraviglioso . E ‘un bene per la squadra e per me stesso, naturalmente. Il buon risultato delle qualifiche di ieri mi ha reso felice ma oggi è stata una gara incredibile. Tutto ciò che serviva è arrivato durante quei 43 giri. Ho guidato con il cuore oggi e ho spinto al cento per cento durante tutta la gara. Ho compiuto alcuni grandi sorpassi e ho spinto davvero per recuperare il ritardo. Speravo di superare Sebastian Vettel! Naturalmente è stato sfortunato ad aver avuto nel finale quel problema alla gomma posteriore destra. Stavamo cercando di andare a podio questo pomeriggio e durante l’ultimo giro ero emozionato! E’ stata una grande sensazione quella di oggi”.

Bravò, come direbbero dalle sue parti. Merita un podio, perché il talento non gli è mai mancato, e la sua maturità è la dimostrazione che con il duro lavoro e la serietà i risultati si ottengono. Sicuramente sarà più felice per questo podio che per tutti quelli che ha collezionato nel 2013, quando la Lotus andava per davvero. Ora il team è alle corde: i problemi di liquidità e i piloti che invocano il rispetto dei contratti precedentemente siglati sbucano come funghi. Il team rischia addirittura di non essere presente a Monza a causa delle rivalse avanzate in tribunale dall’ex tester Charles Pic. Eppure la Lotus è ancora lì. Con un terzo posto – fortunato solo in parte, ma cercato – di sicuro non arrivano i soldi di cui il team necessita per dimenticare i problemi. Un po’ di fiducia, quella sì, fa bene a tutti.

Il commento

Come fanno ad esserci così tanti punti spettacolari in una sola pista, quando alcuni tracciati messi assieme rasentano il ridicolo in quanto a layout? Eppure la celebratissima pista di Spa Francorchamps non ha entusiasmato come la “noiosa” tappa ungherese, caratterizzata da molti colpi di scena e stravolgimenti di fronte persino insoliti per una pista come Budapest.

La gara belga ha riportato alla luce tutti i problemi che queste power unit ancora hanno. Due piloti, Sainz Jr. (ripartito dopo qualche giro) e Hulkenberg, hanno avuto problemi nel giro di allineamento. Maldonado e Ricciardo si sono fermati durante la gara. Questo ha evidenziato che non è solo il propulsore Renault ad accusare problemi di varia natura: Mercedes e poi Ferrari – con il guaio riscontrato da Raikkonen il sabato in Q2 – non sono da meno. Rosberg e Vettel, invece, hanno avuto l’onore di riesumare un problema andato nel dimenticatoio: le gomme Pirelli esplodono! I due piloti hanno attaccato, dopo i loro rispettivi incidenti, avvenuti a più di 300km/h, l’azienda italiana. A dar manforte ai due sventurati e comprensibilmente spaventati piloti si è aggiunto un Arrivabene decisamente infuriato, mentre Toto Wolff, forse per timore di ritrovarsi con pneumatici con mescole “rivisitate” dalla prossima gara (!), ha difeso quasi a spada tratta Paul Hembery & Co.. Una cosa è (quasi) certa: se fosse capitato a un certo Will Stevens, in pochi nel paddock del Circus si sarebbero scandalizzati. Ma questa – lo spettacolo a discapito della sicurezza – è un’altra lunga, lunghissima storia.

Roberto Merhi (Manor) e Max Verstappen (Toro Rosso) alla prima curva (Getty Images)
Roberto Merhi (Manor) e Max Verstappen (Toro Rosso) alla prima curva (Getty Images)

Chi ha fatto divertire il tifoso sul divano è stato certamente Max Verstappen, che, forse galvanizzato dalle parole del suo team principal Franz Tost che lo ha definito “il miglior pilota che abbiamo mai avuto in Toro Rosso”, ha tentato sorpassi mozzafiato, riuscendo nell’impresa di superare Felipe Nasr nei pressi della velocissima Blanchimont.

Come già detto, il vincitore indiscusso è Hamilton, capace di dominare un sempre più spento Rosberg. La Ferrari, gomme che esplodono a parte, ha ancora tanto da lavorare, come ricorda in ogni singolo momento il concreto Arrivabene. La McLaren ha deluso – ma non troppo – le aspettative. Arai aveva promesso una potenza del motore pari a quella della vettura di Maranello. Eppure hanno passato la gara a battagliare con le Sauber! Partiti ultimi, Alonso e Button, che hanno collezionato la bellezza di 105 posizioni di penalità, avranno molto da riflettere con il team e con i loro sempre più frustrati ingegneri di macchina.

Bottas con la soft all'anteriore, e media al posteriore, dopo un errore al box (Getty Images)

Una delle delusioni del weekend è certamente la Williams, che complice il terzo posto di Bottas in griglia aveva illuso tutti lasciando presagire una sua buona performance in vista della domenica. L’errore al box che ha costretto Valtteri a scontare una penalità, e una sosta in più, oltre ad aver regalato a tutti i tifosi una sonora risata per l’imbarazzante svarione, ha rovinato una buona gara del finlandese, mentre l’opaca performance di Massa non ha portato gioie tangibili al team. Soddisfatti – per metà – in Force India: come già detto Hulkenberg, sopraffatto dal suo compagno in qualifica, non ha potuto esprimersi in gara per quanto accaduto prima della partenza. Perez invece, come già dimostrato altre volte, quando il mezzo va, estrae dal cilindro tutto il suo potenziale, portando la monoposto indiana nelle posizioni che contano.

Per finire, un appunto sulla Virtual Safety Car. I piloti non la vogliono, i tifosi men che meno. E’ entrata in Gp3, Gp2 e Formula Uno: in tutte e tre le categorie sono nati episodi di confusione e disordine in cui i piloti guadagnavano o perdevano tempo senza una logica apparente. La safety car originale, per quanto sfalsi la gara, resetta in maniera equa i distacchi per tutti, regalando così lo spettacolo tanto inseguito. Tornare indietro non è per forza segno di debolezza, mamma FIA.

Andrea Emanuele Aprile