Il podio di Spielberg – Analisi e dichiarazioni

Festeggiamenti per Rosberg dal gradino più alto del GP d’Austria (© Getty Images)

 

Nico Rosberg (Mercedes): “Wow, che giornata! Ci si sente bene a vincere di nuovo in Austria. E’ una pista così speciale, molto difficile e con una pubblico fantastico. Dopo il mio errore di ieri in qualifica ero determinato a spingere davvero tanto per vincere questa gara. Lewis ha avuto una buona partenza e siamo arrivati alla prima curva insieme. So che è molto importante e altrettanto difficile superare il proprio compagno di squadra in pista. Dopo aver sopravanzato Lewis sono stato in grado di controllare il vantaggio piuttosto tranquillamente. Verso la fine ho sentito delle vibrazioni sulla ruota anteriore destra, ma sono stato in grado di gestire il tutto fino alla bandiera a scacchi. Un grande grazie al team per una macchina super e una gara perfetta. Ora non vedo l’ora di correre a Silverstone, dove ho buoni ricordi grazie alla pole position dello scorso anno e alla vittoria ottenuta in Gran Bretagna nel 2013”.

Davvero in pochi avrebbero creduto nella vittoria del tedesco. In qualifica ottiene il secondo tempo, più lento solo di Hamilton. Come il suo compagno di squadra, conquista la prima fila nelle fasi centrali della Q3. In partenza brucia Hamilton, ma l’inglese non demorde e lo attacca più volte nelle prime curve; solo con l’entrata della safety car l’anglo-caraibico si arrende accodandosi a Rosberg. Dalla ripartenza fino alla fine della gara, il figlio di Keke tiene dietro a suon di giri veloci il suo avversario diretto dimostrandosi ritrovato e pronto per combattere in ottica mondiale.

Lewis Hamilton (Mercedes): “E ‘stata una gara abbastanza semplice. Non ho avuto la migliore delle partenze. Sono incappato in un problema con i giri motore perché, quando ho rilasciato l’acceleratore, i giri sono rimasti alti e quando ho lasciato cadere la frizione avevo troppo slittamento nelle ruote. Lì, purtroppo, ho perso terreno. Questa è una cosa che valuteremo insieme alla squadra. Stavo tenendo il passo di Nico nel primo stint, ma nella seconda fase ha preso un passo migliore del mio e alla fine ho dovuto solo portare l’auto al traguardo. Nico ha meritato la vittoria: complimenti a lui”.

Taglia il traguardo “solo” secondo, meritando di rimanere alle spalle del suo compagno di scuderia. Diciamocelo: ci eravamo messi in testa che il 2015 sarebbe stata un’annata facile per il due volte campione del mondo, imputando al tedesco una debolezza congenita e poca grinta. Forse Hamilton stesso si era convinto anzitempo di avere vinto il terzo titolo, eppure questa volta ‘Hammer Time’ ha subito il piede pesante del “principino” Rosberg. Ha bisogno di tornare con i piedi per terra – e lavorare a testa bassa – come ama dire qualcuno in Ferrari, perché intanto Nico ha vinto tre delle ultime quattro gare traendo il massimo dal potenziale suo e della Mercedes.

Felipe Massa (Williams): “Sono molto contento del risultato, la squadra ha fatto un ottimo lavoro ed è stata una gara fantastica. Abbiamo fatto la maggior parte della gara più lenti della Ferrari ma abbiamo approfittato di tutte le opportunità per raggiungere il mio primo podio dell’anno. Il team mi stava spingendo molto in tutte le fasi finali della gara e io stavo facendo del mio meglio per tenermi Vettel dietro. Sapevo che non era il momento di commettere errori ed è stato fantastico portare a casa il risultato”.

E’ certamente la sorpresa del weekend: parte quarto e arriva sul podio, approfittando del problema al pit stop (dado ruota) dello sfortunato Vettel. Il brasiliano della Williams sembra rinato: migliora di anno in anno e in questa stagione ha dimostrato di poter battere il suo compagno di colori Bottas senza troppi patemi, mettendo sul piatto tutta la sua esperienza e velocità.

Primo podio stagionale per Massa al Red Bull Ring (© Getty Images)

 

Il commento

Forse un Gran Premio non troppo vivace, se non per qualche sfida – vedi Maldonado e Verstappen – esplosa nel finale ma che ha fatto comunque riflettere per diversi episodi. Tutti speravano nella pioggia, annunciata oltretutto, ma mai vista sulla pista di Spielberg.

Non si può che iniziare dall’incidente di Raikkonen e dal suo (ennesimo) weekend da dimenticare. Marchionne – presente nei box austriaci – lo ha detto senza peli sulla lingua: il futuro di Kimi è nelle sue mani, sta a lui dimostrare che la Ferrari può fidarsi delle sue qualità. Purtroppo negli ultimi tempi le mani del finnico sembrano di pastafrolla. Sventurato e forse persino sbadato in qualifica, colpevole la domenica, fino a prova – “Santa Telemetria” – contraria, di aver perso il controllo della sua Rossa colpendo il malcapitato Alonso. E’ andata bene – di lusso, anzi – a tutti e due. La domanda sorge ora spontanea: perché in Ferrari non trovano mai una seconda guida – sì, avete letto bene, seconda guida, perché lo sanno tutti che la politica di Maranello vieta di fatto due veri e propri fenomeni nello stesso box – che si adatti di conseguenza, riuscendo però a star dietro al pilota di punta? Sono abbastanza definiti, negli altri team, i ruoli dei piloti: c’è chi “comanda” e detta l’agenda tecnica della squadra, ma a casa della Ferrari il divario di performance e intensità di guida tra Kimi e Sebastian risulta via via sempre più evidente.

E’ durato pochi metri il GP di Raikkonen: il ferrarista scattava dalle retrovie (© Getty Images)

 

Passando oltre, dobbiamo affrontare il capitolo, brevissimo in verità, della McLaren. Alonso esce di scena troppo presto e Button si ferma ancora per problemi al motore. La Marussia Manor è lentissima, corre per far presenza questa stagione, non spreme la sua vettura al cento per cento ma resta il fatto che il suo pacchetto – motore e telaio 2014 – è meno fragile di quello degli anglo-nipponici.

Girone dei “bibitari”: Toro Rosso – Verstappen – batte Red Bull. I due piloti della casa madre lontani dal pilota minorenne, che battagliava – secondo alcuni un pochino scorrettamente – con gli avversari. Impietoso Kvyat, che dopo due gare in cui sembrava aver ritrovato la luce, ha dovuto subire sorpassi da chiunque. Solo Ericsson e Merhi non erano più veloci di lui. Horner & Co. insistono nell’addossare tutte le colpe su chi fornisce loro i propulsori, convinti che continuando così la situazione si possa magicamente aggiustare. Ma magia e Formula 1 non sono esattamente due termini che vanno a braccetto in ambito tecnico…

Sir Frank Williams sarà sicuramente soddisfatto: i suoi piloti hanno saputo approfittare dei problemi della Rossa negli ultimi due weekend, rubandogli punti preziosi. L’auto c’è, anche se non si tratta di quel fulmine di guerra che molti rivali temevano dopo il sorprendente 2014. Forse più lenta della SF15-T, la FW37 di Massa e Bottas è risultata un’arma pericolosa agli occhi del team italiano.

In Lotus saranno appagati a metà. Maldonado sembra essersi rigenerato in quest’ultimo mese, così in forma non solo da non causare incidenti, ma addirittura pronto a schivare manovre strane altrui. L’affidabilità sulla Lotus è ancora da curare, va bene però che la disastrosa stagione passata è ormai un ricordo.

La 24 Ore fa bene ai piloti in crisi di speranze e di risultati: Hulkenberg ne è la prova. Il tedesco, fresco vincitore a Le Mans in coppia con Bamber e Tandy sulla Porsche 919 H, conquista la sua migliore casella al via e la sua migliore posizione finale all’arrivo, mostrando una certa superiorità nei confronti del compagno Perez, in affanno sui saliscendi del Red Bull Ring. E chissà in quanti, l’anno venturo, sgomiteranno per provare ad iscriversi alla mitica maratona della Sarthe…

Una gara incisiva quella di Hulkenberg in Austria (© Getty Images)

 

Classifica Piloti (TOP 10): 1. Hamilton 169 punti; 2. Rosberg 159; 3. Vettel 120; 4. Raikkonen 72; 5. Bottas 67; 6. Massa 62; 7. Ricciardo 36; 8. Kvyat 19; 9. Hulkenberg 18; 10. Grosjean 17.

Classifica Costruttori: 1. Mercedes 328 punti; 2. Ferrari 192; 3. Williams 129; 4. Red Bull 55; 5. Force India 31; 6. Lotus 29; 7. Sauber 21; 8. Toro Rosso 19; 9. McLaren 4; 10. Marussia 0.

Andrea Emanuele Aprile