Il rapporto della FIA sul crash di Jules Bianchi

Japan Formula One Grand Prix

La commissione incaricata dalla FIA di far luce sull’incidente occorso alla Marussia di Jules Bianchi a Suzuka ha prodotto al Consiglio Federale di oggi un report di 396 pagine in cui si spiegano cause, modi, circostante e possibili soluzione del tremendo crash subito dal pilota francese. Il report mostra tante circostante che si sono concatenate, ma nessuna predominante sulle altre.

Al giro 43 del GP del Giappone la curva 7, quella teatro dell’incidente, era asciutta ma percorsa da parte a parte da un rivolo d’acqua che ha tratto in inganno sia Sutil che Bianchi, innescando le due uscite di pista. In quel tratto di pista (curve 7 e 8), quando è giunto il pilota della Marussia, erano sventolate le doppie bandiere gialle per permettere il recupero della Sauber del tedesco.

La causa dell’uscita di pista sarebbe da imputare all’eccessiva velocità tenuta da Bianchi (“Bianchi did not slow sufficiently to avoid losing control at the same point on the track as Sutil”), che non avrebbe rallentato abbastanza per permettere di fermarsi in ogni istante in caso di necessità, come prevede il regolamento in caso di doppia bandiera gialla. I membri della commissione rincarano la dose ricordando che la cattiva abitudine dei piloti – ma chi glielo permette? – di non rallentare abbastanza nei tratti sotto bandiera gialla rischia, come in questo caso, di mettere a repentaglio la vita degli stessi conduttori e dei commissari impegnati in pista. “Se i piloti seguissero le direttive per le doppie bandiere gialle, né loro né i commissari sarebbero in pericolo“, scrivono.

I commissari di percorso che stavano rimuovendo la vettura di Sutil hanno seguito alla lettera il regolamento, ricorrendo alla stessa procedura utilizzata in 384 incidenti negli ultimi 8 anni. Anche col senno del poi, non si ravvisa alcuna necessità di far entrare in pista la safety-car. Prosciolto anche il direttore di gara, quindi.

Nel tentativo di controllare la vettura Bianchi ha esagerato nel controsterzo, uscendo qualche metro prima di dove è volato fuori Sutil e puntando così, sfortunatamente, verso la gru. Sono passati due secondi dall’uscita di pista al crash, in cui il pilota della Marussia ha frenato e accelerato nello stesso momento usando entrambi i piedi. Il sistema FailSafe, che dovrebbe spegnere il motore in questi casi, non è potuto intervenire a causa del particolare tipo di controllo di coppia che monta la vettura inglese e che rende incompatibili i due sistemi. Un dettaglio tecnico, questo, che evidentemente non costituisce infrazione al regolamento e quindi permesso – a questo punto fino a quando? – dalla FIA stessa.

La non entrata in funzione del sistema FailSafe ha fatto sì che la vettura non perdesse velocità nell’uscita di pista, andando così a impattare violentemente contro la gru. Non è possibile quantificare in che percentuale questo abbia influito, anche perchè Bianchi doveva essere distratto dal fatto di aver bloccato le ruote anteriori e quindi era impossibilitato a sterzare.

Jules ha impattato con violenza la parte bassa della gru con il casco, colpo che, insieme alla fortissima decelerazione, gli ha procurato le gravi conseguenze di cui siamo tutti a conoscenza. Le procedure di soccorso al francese sono state corrette e hanno permesso che il pilota si salvasse.

Secondo la giuria anche con un abitacolo chiuso sarebbe stato comunque impossibile mitigare la violenza e per le conseguenze dell’impatto, avvenuto con una F1 da 700kg lanciata a 126 km/h contro una gru da ben 6 tonnellate e mezzo, “semplicemente non c’è struttura capace di assorbire un impatto del genere senza causare danni alla cella di sicurezza e al pilota“, questa la conclusione.

L’ultimo punto sembra puro humour inglese e lo riportiamo così com’è: “E’ assolutamente necessario evitare che una vettura impatti contro una gru e/o contro i commissari nelle vicinanze.”

Appurate le cause la commissione propone, al fine di evitare il reiterarsi di impatti di questo genere, che sia stabilito un limite di velocità nei tratti con doppia bandiera gialla, cosa di cui dovrà occuparsi il Working Group. Altre raccomandazioni riguardano la necessità di assicurarsi che i software di sicurezza possano funzionare e, sopratutto, di evitare di correre le gare ad orari con scarsa illuminazione e nelle stagioni piovose delle varie regioni geografiche. Scagionata, se mai ce ne fosse stato bisogno, la Pirelli, che comunque può sempre migliorare i suoi pneumatici rendendoli sempre più sicuri in ogni condizione.

Riassumendo (qui il testo integrale) e in parte banalizzando, per la FIA l’incidente di Bianchi è sostanzialmente dovuto ad un suo errore – la velocità eccessiva – aggravato dalla non entrata in funzione del FailSafe e da una buona dose di sfortuna. Scagionati in pieno commissari, gru, pista, direttore di gara e soccorsi. La domanda però è una: ok, Jules andava troppo forte e la Marussia aveva un suo sistema di coppia, ma se i piloti hanno la cattiva abitudine di non rispettare le gialle in pista e la Marussia poteva regolarmente correre, un minimo di mea culpa non toccherebbe anche ai federali?

Massimiliano Palumbo